Ragazze in web, su Rai uno va in scena il fenomeno delle Hot Cam

By on aprile 4, 2012
Ragazza in web, film Rai

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Ragazze in web appartiene al ciclo di film “Mai per amore” che cerca di sensibilizzare il pubblico su un argomento importante e purtroppo ancora di stretta attualità: la violenza sulle donne.

Il film di ieri sera ha concentrato l’attenzione su un particolare tipo di violenza che le donne devono sopportare, spesso ad opera di se stesse: la prostituzione. Gli sceneggiatori e il regista hanno trattato il tema introducendo vari ‘livelli’ o tipi di prostituzione. Ha giocato un ruolo anche la prostituzione classica, quella carnale. Protagonista, tuttavia, è stato un fenomeno diverso, quello delle hot cam. Esso è riassumibile in poche parole: ragazze si spogliano alla web cam per soldi.

La storia di Ragazze  in web gravita attorno a Claudia (Carolina Crescentini) e Silvia (Francesca Inaudi), studentesse fuori sede alla prese con la mancanza cronaca di denaro. La prima si guadagna da vivere spogliandosi al pc e ‘insegna il mestiere’ alla seconda, che dunque cade nel giro. Per un po’ le ragazze riescono a convivere bene con la loro attività ma poi cominciano a subentrare problemi e, soprattutto, la vergogna. Al di là dei vestitini sexy, delle movenze ammalianti, pulsa un cuore ricolmo di dolore, consapevole di quando tutto ciò mercifichi il corpo, sminuisca la persona. Sono due in particolare i deus ex machina che squarciano il velo di Maya: per Silvia il fidanzato che la coglie in flagrante, per Claudia la gravidanza frutto della relazione con un cliente.

Ragazze in web

Il film fa bene il suo lavoro. Deve intrattenere e lo fa (anche grazie alla buonissima prova attoriale delle protagonista). Deve sensibilizzare e lo fa. Soprattutto, sensabilizza senza ipocrisie, senza moralismi ma con tanta ‘vis informativa’. Lo sceneggiatore, prima di rivelare quanto triste e umiliante sia il mondo delle hot cam, offre uno spaccato realistico dello stesso. Anzi, all’inizio sembra quasi di leggere una specie di ‘manuale’ di come si fa la spogliarellista in cam. Non solo, il film offre anche le ragioni di chi lo sostiene; in particolare attraverso le parole della ‘prima’ Claudia: “Lo faccio per lavoro, perché mi serve. Non sono una puttana”. Poi, e menomale, tutto sprofonda nell’abisso della vergogna.

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