Renzo Bossi si dimette, ma il problema è il popolo della Lega Nord

By on aprile 10, 2012
Renzo Bossi, figlio di Umberto

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Hanno fatto scalpore le notizie riguardanti il comportamento ‘allegro’ dei vertici della Lega Nord con i soldi dei finanziamenti pubblici che sono – è bene ricordarli – nostri soldi. Hanno fatto scalpore, più di ogni altro scandalo che abbia mai coinvolto partiti di destra e di sinistra, perché la Lega Nord si è sempre ritenuta immune da tentazioni del genere. Anzi, i leghisti si sono sempre considerati come gli araldi della lotta alla plutocrazia partitica.

Le dimissioni di Renzo Bossi, in un contesto in cui questo gesto è così raro, fanno piacere. Erano un atto dovuto per almeno un paio di motivi. L’utilizzo di denaro pubblico a fini non politici è uno di questi. In mezzo, tuttavia, ci sono anche le legittime aspettative di porre fino allo squallore e alla non-meritocrazia. Renzo Bossi consigliere regionale, in qualità di pluribocciato all’esame di Stato, era uno sberleffo alla meritocrazia, un insulto ai tanti giovani che si fanno il mazzo rincorrendo un posto di lavoro, magari dopo anni di onorata carriera universitaria. Renzo Bossi consigliere nonostante le accuse sarebbe stato una beffa insopportabile.

Ma Renzo Bossi non è l’unico problema e non è nemmeno quello più grosso. Si è comportato – con tutta probabilità, non possiamo che supporre – come il più classico dei ‘principi’ viziati dagli onori del suo rango. Il problema più serio ha a che fare con la democrazia e coinvolge non i vertici della Lega Nord, bensì la sua base. Renzo Bossi è diventato consigliere perché è stato eletto, votato da diecimila persone – diecimila leghisti. Se tutte queste persone non sono riuscite a capire che scegliendo il delfino del leader avrebbero premiato uno poco preparato, allora questo soggetto è quel che si meritano. L’abito non fa il monaco, così come il nome.

Renzo Bossi

A ben vedere, il popolo leghista è afflitto dal male dell’ingenuità. Ingenuo: non trovo nessun altro modo per definire un corpo elettorale che crede ai propri leader quando questi sbandierano purezza e vis anti-sistema con ancora la puzza del malgoverno bossi-berlusconiano a infestare le stanze del potere. Perché questo è successo: con l’avvento del governo Monti, la Lega ha cominciato a sbraitare contro il sistema, lo stesso sistema che loro stessi hanno alimentato con la loro alleanza decennale con Berlusconi.

A quante altre panzane il popolo leghista crederà ancora?

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