Scherzi a parte: buona la seconda

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text-align: justify”>scherzi a parte luca e paolo piccoliLuca e Paolo ripropongono con successo la stessa formula presentata la settimana scorsa con il loro Scherzi a parte, una sferzata di novità e freschezza al format ideato da Fatma Ruffini. Sicuramente la qualità degli scherzi è inferiore rispetto a quella delle edizioni precedenti (le idee scarseggiano ed è sempre più difficile divertire il pubblico, tanto che viene lanciata la top five degli scherzi migliori fra tutti quelli presentati nel corso degli anni) ma i due conduttori riescono a calamitare l’attenzione dello spettatore grazie alle loro gag e alla loro comicità graffiante e politicamente scorretta che spopola anche sul web (pensiamo alla loro partecipazione all’ultima puntata di Amici dove, sulla scia di Luciana Littizzetto, hanno preso di mira l’Accademia della De Filippi che riusciva a stento a contenere la loro euforia). Interessante l’inizio della trasmissione che proponeva il successo e la popolarità della formula “scherzi a parte”, sempre più usata nel gergo quotidiano italiano, e applicata stavolta a fatti di cronaca che sembrano delle vere e proprie burle al popolo votante a cominciare dallo scandalo Bossi per arrivare alla lite fra Francesco Rutelli e Lucia Annunziata, “complice” della trasmissione per i due comici.

Le vittime di questo nuovo appuntamento sono state scelte con più attenzione, dall’ex ministro Castelli a Platinette, da Iaquinta a Juliana Moreira, ma primo fra tutti c’è lui: Fabrizio Corona, protagonista anche in studio dell’originale intervista proposta dai due bimbi Luca e Paolo, teneri diavoletti pronti a provocare il loro intervistato ad ogni costo. Corona da parte sua ha risposto in maniera ragionata, furba, senza cadere nelle trappole degli autori, confessando i suoi timori e aprendosi a proiezioni per il futuro. Non nasconde il timore di finire in prigione e non è abbastanza ottimista da credere di essere ancora in questo mondo fra trent’anni. Che il duo comico abbia intrapreso la strada maestra per la gestione di un varietà in casa Mediaset degno di questo nome?

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Certo rispetto alla qualità dell’ultimo show proposto dalla rete e gestito da Giorgio Panariello, la nota coppia di mattatori non sembra temere il confronto, contando sulla loro verve comica e su una scenografia accurata e un corpo di ballo sempre pronto a stupire con i suoi colori e le sue maestrie un pubblico sempre più stanco dei soliti cliché e dei drammi spiattellati in prima serata sulla tv generalista (questa serata ammaliato anche dall’esibizione spettacolare del trasformista Arturo Brachetti, già ospite de Le Iene e del venerando Torno Sabato e tre).

About Mario Manca

Specializzando in Televisione,Cinema e New Media presso Libera Università di Lingua e Comunicazione Iulm di Milano. Ama e segue la televisione da una vita e desidererebbe dare un contributo attivo alla creazione di un modello televisivo teso alla qualità e intelligenza informativa con interventi autoriali mirati. Il suo modello di critica televisiva è Aldo Grasso e Madonna è la sua artista musicale preferita.
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