The show must go off, Elio Germano racconta il film Diaz

By on aprile 22, 2012
Serena Dandini intervista a Elio Germano e il cast di Diaz

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Un multidivano blu ha accolto nella puntata di ieri di The show must go off parte del cast del film Diaz, con in testa Elio Germano insieme a Paolo Calabresi, Alessandro Roya e Davide Iacopini accolti con calore da Serena Dandini che li ha fatti accomodare sul divano “station vagon” per dirla come Elio Germano. E gli interpreti del film, diretto da Daniele Vicari, hanno raccontato l’apologia di questo film di difficile attuazione, che sta suscitando numerose polemiche, ma soltanto da parte di chi non ne capisce probabilmente il senso.

Basato sugli atti processuali, Diaz è infatti un film corale che intende porre l’attenzione su una delle pagine più nere della nostra storia recente. “Dopo aver letto gli atti giudiziari – ha detto Elio Germano – il film è stato giudicato necessario perché particolarmente sconvolgente, come non se ne facevano da tanto, anche perché dopo 10 ancora non si è fatta chiarezza”.

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Era il 21 luglio 2001 quando a conclusione del G8 di Genova 350 poliziotti fecero irruzione alla scuola Armando Diaz “uno dei posti più sicuri”, e massacrarono di botte i ragazzi del Social Forum che dormivano e moltissime altre persone che c’entravano ben poco con il G8 e il movimento No Global. “Se ci fosse stata in Italia una legge sulla tortura – ha detto Germano alla Dandini – queste persone sarebbero state condannate per aver perpetrato violenza su persone disarmate e inermi”.

“Abbiamo tutti sentito questo film – ha spiegato ancora Elio Germano – non per far qualcosa per noi, ma per la gioia di essere utile a qualcosa di più importante delle nostre carriere personali così come pensavano i ragazzi del Social Forum. Se fossero stati ascoltati magari questa crisi sarebbe stata più leggera”. Dello stesso avviso Paolo Calabresi che ha spiegato anche la finalità del film: “La cosa più importante non è che vengano condannate quelle persone per i fatti, anche se sarebbe comunque auspicabile, ma che lo Stato si assuma le responsabilità di quanto è accaduto per far in modo che non succeda mai più”.

About Alessia Onorati

E' laureata in Lettere indirizzo Discipline dello Spettacolo con una tesi sul metalinguaggio nel cinema documentario. Sin dalla tenera età amante della scrittura, è approdata al mondo del giornalismo con uno stage post universitario in un giornale locale della sua zona di residenza per poi iniziare varie collaborazioni da free lance con mensili di spettacolo e siti web. Appassionata di letteratura, viaggi, teatro e cinema, non può fare a meno della tv e soprattutto adora i programmi gialli e horror, nonché di mistero e approfondimento culturale "di qualità".

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