“Titanic – Nascita di una leggenda”, soltanto 3 mln per la seconda puntata: il riassunto

By on aprile 30, 2012
foto serie tv titanic nascita di una leggenda

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La seconda puntata della fiction realizzata da una coproduzione internazionale Titanic – Nascita di una leggenda, diretta dal regista Ciaran Donnelly, interpretata tra gli altri da Alessandra Mastronardi (Sofia Silvestri), Kevin Zegers (Mark Muir), Derek Jacobi (Lord Pirrie)Massimo Ghini (Pietro Silvestri), Valentina Corti (Violetta Silvestri), Edoardo Leo (Andrea Valle) e Chris Noth (JP Morgan) è andata in onda su Rai Uno ieri sera. La serie tv è crollata negli ascolti, raccogliendo soltanto 3.095.000 telespettatori per uno share del 12.51%.

Ecco quanto accaduto nella seconda puntata (qui il riassunto della prima).

Dopo aver detto chiaramente di no ad Andrea che voleva sposarla, Sofia deve fare i conti con il malumore di suo padre Pietro, il quale ha preso in simpatia il giovane e vorrebbe sistemare la figlia. Egli non sa che la copista si sta sentimentalmente legando a Mark Muir, il quale deve fare i conti con l’arrivo improvviso di suo padre Sean. Decide pertanto di affittare una stanza, destando la meraviglia nell’anziano genitore dedito all’alcool, vissuto in solitudine e riluttante nei confronti della generosità di suo figlio. Per l’ingegnere è arrivato il momento di prendersene cura. Intanto c’è un’altra ombra che segue Mark, e Sean sa bene di chi si tratta. Sul luogo di lavoro prosegue la collaborazione tra Sofia e Mark: la donna è molto attratta dal suo superiore soprattutto perchè ha un modo di fare totalmente diverso da quello degli altri dirigenti. Egli mostra un grande interesse nei suoi confronti e anche per quanto riguarda le proteste degli operai.

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Ma non tutto può andare ovviamente liscio. Emily parla con Sofia e l’avverte: è difficile che tra lei e l’ingegnere possa nascere qualcosa perchè appartengono a due ceti sociali differenti e anche perchè le tensioni sul lavoro si fanno sempre più aspre. Pietro, ignaro di tutto questo, incoraggia Andrea a non rinunciare alla ragazza, facendo sorprendere persino la figlia più giovane, Violetta, che non sembra proprio capire i motivi di tanta insistenza. E così, quando Pietro riprende il discorso del matrimonio, Sofia si intestardisce e dice ancora di no. Nel frattempo in città le cose vanno sempre peggio. Gli operai, supportati dai sindacati appena nati, scendono in strada a manifestare pacificamente. Il meno preoccupato è proprio Lord Pirrie, il quale propende per il dialogo con i propri impiegati, mentre gli altri padroni fanno intervenire l’Esercito Inglese per reprimere la marcia. Il timore è che questa sia legata a discorsi religiosi e non solo politici. All’improvviso succede il finimondo. La manifestazione viene deviata nella zona più cattolica della città, dove viene accusata di essere una dimostrazione dei protestanti contro il potere del cattolici. Ne nascono scontri e incidenti che sfociano in una violenza inaudita. Mentre Mark ha solo assistito alla marcia, Sofia è tra i manifestanti assieme a Emily e Conor MacCann. L’Esercito spara sulla folla, e il marito di Emily, Walter Hill, viene ucciso dai militari.

A quel punto l’intervento di Mark è necessario e l’uomo riesce a trarre in salvo Sofia appena in tempo. Andrea, invece, viene soltanto ferito e ripara in casa dei Silvestri, dove viene curato tra l’imbarazzo generale. La morte dell’insegnante ha lasciato tutti di stucco e gli operai sono ancora più furibondi di prima, soprattutto quelli della Harland & Wolff, costruttrice del Titanic. Larkin, capo dei sindacati, abbandona la città, mentre Lord Pirrie, accusando del violento accaduto il magnate Henry Carlton, decide di trovare un’intesa con il leader del movimento dei lavoratori Michael MacCann. Poi si reca da Emily per tentare di aiutarla economicamente, ma riesce a destare soltanto lo sdegno della donna che fraintende le sue intenzioni. Mark, intanto, scopre che l’acciaio della nave trattiene delle impurità, dovute al processo di fusione. Ma questo non sembra sufficiente per contrastare le normative sul materiale e l’ingegnere non sa come farsi valere con il progettista capo Thomas Andrews. Finalmente i suoi esperimenti vengono presi in considerazione e tra i due si comincia a instaurare un reciproco rappporto di stima. A questa lieta notizia si aggiunge quella dell’incontro con Sofia in un parco. I due si baciano appassionamente ma di nuovo il pericolo è in agguato. Mentre è con suo padre, Mark viene aggredito da Bernard Doyle, l’uomo misterioso che lo seguiva da tempo e che lo accusa di aver causato la morte di parto di sua figlia Siobhan.

La terza puntata andrà in onda il 6 maggio alle 21,10 su Rai Uno.

About Luca Mastroianni

E' nato a Roma ed è un giornalista pubblicista. Ha lavorato presso Legambiente e il Ministero dell'Ambiente, collaborando con agenzie e uffici stampa e occupandosi di attualità, diritti e corsi di giornalismo. Oltre alla scrittura ha grande passione per il calcio, il tennis e la musica. Della televisione ama soprattutto le serie tv degli anni Ottanta e Novanta: da Twin Peaks a La Tata, da C.S.I. a Friends, da I Griffin a Sex & the city.

6 Comments

  1. Stella91

    aprile 30, 2012 at 15:56

    Ecco, ci risiamo. Ogni volta che la Rai propone qualcosa di appena decente, puntualmente non se lo fila nessuno. Per una volta la classica storia d’amore tra i protagonisti sembra avere un minimo di fondamento e non essere buttata lì semplicemente “perchè sì”, si sfiorano argomenti nuovi e interessanti dal punto di vista storico e non si parla solo di intrighi e tradimenti, gli attori possiedono un briciolo di espressività e sembrano conoscere un tantino il proprio mestiere, non si vedono solo scene di sesso selvaggio ma le relazioni tra i personaggi vengono indagate su un gradino più elevato… Tutti aspetti a mio parere interessanti e che in un campo come quello delle fiction, dove ultimamente si assiste spesso a spettacoli raccapriccianti, tanto sono squallidi e banali, dovrebbero qualificare un prodotto in senso decisamente positivo… E invece a quanto sembra la maggior parte delle persone non riesce a staccarsi dalle solite, rassicuranti “storie” che vengono propinate, in cui non è richiesta un minimo di riflessione, ma basta spegnere il cervello e godersi lo spettacolo di una bambola di plastica e il belloccio di turno che se la spassano… Possibile che ogni volta che una fiction internazionale di successo sbarca in Italia non riesca a sfondare? Non ci sarà qualcosina che non va in questa situazione? Insomma, noi italiani non deludiamo mai, su questo non c’è dubbio. Avevo sentito dire che se la fiction Titanic fosse andata bene avrebbero pensato a una seconda stagione, ma a questo punto non credo proprio che l’idea sarà presa in considerazione; o se anche ci sarà una seconda serie, qui non verrà trasmessa, e in compenso dovremo sorbirci la nona stagione di Don Matteo… E’ troppo chiedere che dei prodotti di buon livello non siano continuamente accantonati in favore di prodotti molto più scadenti? A quanto pare sì…

  2. Luca Mastroianni

    aprile 30, 2012 at 20:53

    credo che Titanic abbia pagato lo scotto di andare allo scontro con Raoul Bova e il suo Come un delfino… alla fine se avesse raccolto 4 milioni di telespettatori come nella sua prima puntata non sarebbe stato male per una domenica sera…

    • Stella91

      maggio 3, 2012 at 16:48

      Magari nel caso specifico della scorsa puntata Titanic è stata penalizzata da questo confronto… Però credo ci sia anche un problema di carattere più generale: mi sembra che le persone si accontentino di guardare sempre le stesse cose, sempre gli stessi volti, sempre le stesse storie, non importa quanto questi elementi possano essere gestiti male. Non mi intendo di queste cose, però provo a fare un ragionamento, considerando due fiction che stanno avendo grande successo, Una grande famiglia e Le tre rose di Eva. La prima, fatta secondo me piuttosto bene, propone situazioni in cui ci si identifica con estrema facilità: una famiglia italiana alle prese con la crisi economica, litigi tra coniugi, problemi adolescenziali, il tutto condito con un pizzico di mistero e suspense che non guastano mai… Nel complesso non è male, ma mi sembrano cose già viste e riviste decine di volte. Stesso discorso per Le tre rose di Eva, anche se qui a mio parere la fiction italiana ha davvero toccato il fondo: non solo si hanno personaggi fatti con lo stampino e storielle sempre uguali, ma la trama si regge semplicemente su intrighi e tradimenti degni di una telenovela sudamericana e su chi va a letto con chi, su chi litiga con chi e su chi poi si vendicherà… Se la prima puntata era ancora tutto sommato guardabile, dalla seconda in poi ho notato anche una pessima conduzione della narrazione, con degli strani salti da una situazione all’altra senza nè capo nè coda; per non parlare poi di personaggi che un’ora prima violentano una ragazza e un’ora dopo scoprono di amarla, così, senza nessun perchè, o due tizi che si sono visti due volte in tutto e all’improvviso si dichiarano amore eterno… A volte viene spontaneo farsi una bella risata e chiedersi se per caso qualcuno non ci stia prendendo in giro…
      Non voglio dire che tutte le fiction debbano essere “serie” o fatte benissimo, in fondo la fiction è un genere di intrattenimento, ma c’è un limite a tutto; “intrattenimento” non deve essere sinonimo di “idiozia”. E soprattutto se una serie come Le tre rose di Eva fa sempre un botto di ascolti mentre Titanic crolla, c’è seriamente qualcosa che non va nelle teste degli italiani. Anche in Titanic sono presenti situazioni tipiche del genere fiction – una coppia innamorata e divisa da differenze sociali e religiose – ma c’è la differenza che sono poi trattate e sviluppate in modo più curato e coerente, e che accanto a questi elementi tipici ce ne sono anche altri più innovativi e interessanti dal punto di vista culturale. Una buona fiction, secondo me, dovrebbe poter essere vista a più livelli: quello della storia d’amore e basta, e quello su un gradino più su, per chi sia interessato ad approfondire. Ma forse è chiedere troppo, come dicevo prima.
      Chiedo scusa per la lunghezza del commento.

      • Luca Mastroianni

        maggio 4, 2012 at 14:48

        Ciao Stella91, il tuo pensiero è assolutamente condivisibile. Non ho guardato Le tre rose di Eva, ma mi sto occupando di recensire Una grande famiglia, quindi qualcosa ne so. In linea generale credo che le fiction italiane siano fatte male e che spesso persino qualche attore bravo diventa pessimo nella recitazione. I prodotti televisivi (vale anche per i film) a volte vengono “sabotati” dagli stessi registi e dagli sceneggiatori che per accontentare il pubblico non osano mai qualcosa di diverso. Un caso plateale è stata la serie “Mai per amore” che nella sua complessità ho bocciato in pieno, nonostante i film prodotti fossero girati da registi di fama internazionale. Una grande famiglia è ben recitata, ha degli attori che hanno esperienza e un regista che probabilmente è riuscito a dargli la giusta caratterizzazione. La storia è quella che è… nulla di esaltante o innovativo. Titanic è una storia tirata fuori al momento giusto. Il film di Cameron è tornato nelle sale registrando un secondo enorme successo e la fiction, ben fatta, forse è troppo internazionale per il pubblico italiano. E poi c’è lo sfondo sociale, quello della rivoluzione degli operai, che non sembra essere gradito specialmente in un momento politico ed economico come questo che viviamo. Insomma, per farla breve la gente vuole o divertirsi (vedi le serie tv commedia) oppure è attratta dai gialli, dall’occulto e da ciò che da sempre appassiona l’uomo: il mistero. L’approfondimento che tu vorresti mi sembra una cosa totalmente assente nelle nostre fiction, serie tv, film tv e quant’altro. Cosa che invece non accade altrove, dove la cura per i temi e la scenggiatura è palese. Per fortuna, però, esistono persone come te che chiedono ALTRO dalle solite cose e il fatto che tu sia molto giovane (almeno credo… quel 91 mi fa pensare al tuo anno di nascita ma magari sbaglio) mi lascia ben sperare. E questo è già un piccolo passo in avanti 🙂
        Ti auguro buona giornata

        • Stella91

          maggio 7, 2012 at 12:41

          Concordo in pieno con tutto quello che hai detto. E’ molto interessante il fatto che spesso siano gli stessi registi a “peggiorare” i loro lavori proponendo sempre le stesse storie, sempre gli stessi personaggi, sempre le stesse “facce da fiction”, pur di avere buoni ascolti… Scelta che personalmente, come spettatrice, disapprovo, se il risultato è Le tre rose di Eva, ma in fondo è comprensibile: spendere tantissimo, come nel caso di Titanic, per realizzare una fiction che nessuno guarda, non ha molto senso da un punto di vista strettamente pratico, lo capisco. Il problema sta in un certo tipo di pubblico, che non guarda mai più in là del suo naso; io sono del ’91, hai indovinato, chiedo qualcosa di diverso e mi piacerebbe vederlo più spesso, ma temo che di questo passo simili esperimenti positivi saranno sempre più accantonati… Speriamo bene.
          Grazie per l’interessante scambio di opinioni e buon lavoro!

          • Luca Mastroianni

            maggio 8, 2012 at 12:40

            Speriamo per il futuro!! Grazie a te e buon tutto! 🙂

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