Un due tre stella, la fine dei partiti tra satira pungente e riflessioni a tutto campo

By on aprile 19, 2012
Un momento della trasmissione Un due tre stella del 18 aprile

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Aria nuova, di cambiamento e di fermento quella che si respira a Un due tre stella e l’ha notato anche Don Andrea Gallo, ospite di Sabina Guzzanti che con la sua spiazzante spontaneità tipica dei puri di spirito ha detto: “Qui stasera scoppia la rivoluzione!”. Effettivamente questa rivoluzione attuata dalla Guzzanti (che ha mostrato le immagini di Sabina Marcegaglia alla manifestazione di Roma) e dal suo ben nutrito cast fatto di attori giovani e talentuosi, facce nuove pescate nel teatro e nella cultura “genuina” della nostra contemporaneità, sta andando avanti suscitando interesse e partecipazione, e così in questa sesta puntata “a cui non credevamo di arrivare” ha esordito Sabina nel suo monologo iniziale, ha messo un mattoncino in più per quel mastodontico palazzo di grande bellezza che è la Democrazia.

Démos e Cràtos, Popolo e Potere sono i due fattori che fondano le basi di questa sovranità popolare eppure oggi, nell’andirivieni di notizie, di fallimenti, di abusi di potere, sembra venir meno questo potere che sembra sempre più concentrato nelle mani di pochi. Di questo si è parlato nella serata di ieri di Un due tre stella insieme a Don Andrea Gallo e lo scrittore Erri De Luca, che si sono espressi a proposito della crisi dei partiti che, a quanto pare, stanno esalando il loro ultimo respiro.

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“Diminuisce il consenso nei confronti dei partiti politici- esordisce Sabina – e coloro che ancora si affidano ad essi sono 1 milione circa, dunque meno degli stessi che militano all’interno dei partiti”. Il sentimento di diffidenza e di non riconoscimento nei confronti dei partiti alla luce degli scandali che hanno coinvolto prima la Margherita e poi la Lega Nord, ha stimolato un dialogo lungimirante in cui Erri De Luca è stato profetico: “Siamo in una condizione di commissariamento europeo, un esperimento che potrebbe coinvolgere anche altre parti d’Europa. Questa classe politica verrà spazzata via per raggiunti limiti di indennità. Quando sento dire da qualche buontempone che basta ridurre del 30% il finanziamento ai partiti significa che stanno affondando, la cricca sta per finire”.

Dello stesso avviso Don Gallo che ha inneggiato alla Costituzione ( tra i tre pilastri della sua bussola insieme al Vangelo e le parole e la musica di Fabrizio De André) ed ha detto: “Tutti siamo ostaggio di un milione di persone che gravitano nei sottoboschi della politica: o scompaiono o la democrazia perde ogni sua essenza. L’essenza di questo sistema di cui i partiti sono tutti servi è la brama del profitto in cui non si pensa né al passato né al futuro”.

Dunque la soluzione plausibile e l’unica via prospettata sembra essere confinata in un radicale cambio del sistema politico, come ha sentenziato Ugo Mattei tra i fondatori del movimento “Nuovo soggetto politico” con l’intenzione di ricreare una nuova modalità di fare politica che produca una radicale uguaglianza di responsabilità della politica, con veri sistemi democratici e non fintamente tali. E non è certo Beppe Grillo l’antipolitica, secondo Don Gallo, ma coloro che si ostinano a politicizzare: “Non mi dire che i tre dell’Ave Maria rappresentano la politica! Io da partigiano ho visto nascere la democrazia, ora che ne ho 84 devo morire vedendo loro che la uccidono?”.

“La classe politica attuale verrà spazzata via – secondo Erri De Luca – e quindi verrà automaticamente sostituita. Sono contento che ci sia uno come Grillo che riesce a focalizzare la direzione di quel 10% di malcontenti convogliandoli in una linea ragionevole infatti al suo posto potrebbe spuntare un arruffapopoli”. Eppure siamo ben lontani dalla “politica come volontariato” dai “politici come sacerdoti laici che sanno di per certo che ci rimetteranno” come ha auspicato Erri De Luca, e la mordente satira del programma, è servita quantomeno a ricordarcelo, sebbene con il sorriso sulle labbra.

La Guzzanti ha infatti tirato fuori dal cilindro due dei suoi cavalli di battaglia: Massimo D’Alema e Silvio Berlusconi che attraverso un’intervista doppia stile Iene hanno detto la loro sulla questione politica odierna, in cui ha vinto l’amore incondizionato tra i due che sperano di riunirsi in una “grande coalizione”. Una critica mordace agli errori del centro-sinistra (quelli del centro-destra si conoscono bene) è stato il fulcro dello sketch tutto Guzzanti, perfetta nel suo duplice ruolo di conduttrice e di “personaggi” con lo sprint di chi si impegna al massimo per il cambiamento. Ora. D’altronde, se non ora quando?

About Alessia Onorati

E' laureata in Lettere indirizzo Discipline dello Spettacolo con una tesi sul metalinguaggio nel cinema documentario. Sin dalla tenera età amante della scrittura, è approdata al mondo del giornalismo con uno stage post universitario in un giornale locale della sua zona di residenza per poi iniziare varie collaborazioni da free lance con mensili di spettacolo e siti web. Appassionata di letteratura, viaggi, teatro e cinema, non può fare a meno della tv e soprattutto adora i programmi gialli e horror, nonché di mistero e approfondimento culturale "di qualità".

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