Un due tre stella, l’Italia non è un paese per giovani…ma per precari

By on aprile 12, 2012

ttp://www.lanostratv.it/programmi-tv/un-due-tre-stella-litalia-non-e-un-paese-per-giovani-ma-per-precari/attachment/sabina-guzzanti-vichinga-leghista/” rel=”attachment wp-att-90178″>Un due tre stella Sabina Guzzanti

Nuova puntata a 360 gradi per Sabina Guzzanti che con Un due tre stella affronta ogni mercoledì sera su La7 una tematica di interesse collettivo della nostra Italia, dilaniata e defraudata dei diritti, soprattutto per quanto concerne le giovani generazioni che sono stati i protagonisti della serata di ieri in cui è stata analizzata la situazione della scuola pubblica e delle Università italiane. Il trait d’union che lega con un filo rosso tutte le puntate di Un due tre stella è però sempre lei, la Democraziamutata in dispotismo” per dirla come Platone, quella meravigliosa utopia che “non ci serve solo quando dormiamo” parafrasando la premessa di Sabina Guzzanti.

E se il lavoro dovrebbe essere libero e democratico,  accessibile a tutti per meritocrazia, ciò non avviene nel nostro Stato in cui trionfa la regola del precariato fatta di instabilità, incertezza e miseria come testimoniato dagli ospiti in studio, giovani che tentano di rovesciare questo potere dei vecchi che tanto parlano di tematiche giovanili di cui però non hanno nessuna idea, soprattutto nella situazione odierna dell’essere giovane in una Italia senza diritti ma subissata da doveri da parte di una classe politica che invece si circonda di privilegi.

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E realizzando una parodia dei giovani di oggi che vanno dalla ragazzetta discotecara ricolma di intercalari al Trota della Lega Nord che “interrogato dalla Magistratura ha preso un altro 2”, Sabina Guzzanti non ha dimenticato di puntare l’attenzione sulle eccellenze del nostro paese che però non trovano riscontri in cui poter crescere e diventare adulti (non è un caso che l’Italia è lo Stato con i giovani più vecchi del mondo visto che vengono ritenuti tali anche i quarantenni). Ribadendo l’importanza del conflitto sociale citando anche Machiavelli, la Guzzanti è arrivata dritta al problema e si è confrontata in studio con Massimo Zedda, sindaco di Cagliari, Cristina Tajani, assessore del comune di Milano e Eleonora Voltolina de La Repubblica degli stagisti.

 Si è parlato della riforma scolastica (notevole il trailer calzantissimo di “Non aprite quella scuola”) che ha sottratto 8 miliardi e mezzo a scuola e Università e della bassa media dei laureati italiani che dopo aver conseguito l’agognato titolo di studio sono anche discriminati per la logica del sistema patronale standardizzante delle microaziende italiane che rappresentano il 90% del nostro settore secondario. “Bisogna riprendersi gli spazi che ci sono stati sottratti dal potere” ha auspicato il giovane sindaco Massimo Zedda, anche se non sarà una lotta facile e di attuabile soluzione immediata.

Dalla serietà degli argomenti affrontati si è passati, come ogni volta, all’ altalena degli sketch e le imitazioni tra cui quella consolidata di Emma Marcegaglia e del Presidente Napolitano per aprire ad un nuovo personaggio, la Vichinga della Lega Nord che tenta di raggiungere la Padania attraverso l’armadio così come nelle Cronache di Narnia. Ebbene, a Un due tre stella c’è il momento per riflettere e il momento per ridere e forse, finché si potrà ridere di noi e delle nostre deformazioni che riescono comunque a trasformarsi in arte ed espressione, in questo paese ci sarà la speranza di cambiare e di riappropriarci di spazi negati e attualmente invalicabili. E in questa spinta creatrice e rigeneratrice la puntata è stata dedicata ad una grande donna, la giornalista Miriam Mafai, recentemente scomparsa ma viva negli ideali e nella fervente attività intellettuale,  profetica quando aveva scritto: “Da anni i partiti occupano uno spazio che non è loro. Anziché facilitare e accrescere la partecipazione dei cittadini alla vita democratica la limitano e la soffocano”.

About Alessia Onorati

E' laureata in Lettere indirizzo Discipline dello Spettacolo con una tesi sul metalinguaggio nel cinema documentario. Sin dalla tenera età amante della scrittura, è approdata al mondo del giornalismo con uno stage post universitario in un giornale locale della sua zona di residenza per poi iniziare varie collaborazioni da free lance con mensili di spettacolo e siti web. Appassionata di letteratura, viaggi, teatro e cinema, non può fare a meno della tv e soprattutto adora i programmi gialli e horror, nonché di mistero e approfondimento culturale "di qualità".

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