Ballarò, Beppe Grillo vola anche nei sondaggi: il MoVimento 5 Stelle sfiora il 20%

By on maggio 23, 2012
sondaggio sul voto alle politiche 2013

text-align: justify”>sondaggio sul voto alle politiche 2013Beppe Grillo suona la carica e il MoVimento 5 Stelle si prepara alla sfida più ambiziosa, senza alcun complesso d’inferiorità nei confronti dei grandi partiti “strutturati” a livello nazionale. A Ballarò, il giorno dopo dell’atteso responso delle urne, si è tracciata una sorta di “road map” della nuova politica, prendendo spunto da temi e proclami dei candidati premiati dall’elettorato italiano: tra Leoluca OrIando a Marco Doria, per arrivare a Federico Pizzarotti, vi è una base comune, costituita dall’idea di partecipazione dal basso della cittadinanza, un’ottica diversa per gestire la cosa pubblica al di là degli interessi di bottega. I dieci mesi che separano le forze politiche dalla battaglia elettorale per il nuovo Parlamento, saranno un percorso ad ostacoli per Pd e Pdl, uniti dall’esperienza di governo ma pronti a contendersi quel che resta della fiducia degli italiani. Nessuno degli ospiti di Giovanni Floris, pur nella diversità delle opinioni e degli orientamenti politici (o culturali) ha negato la delicatezza della fase storica presente, anche perché nel momento in cui la metà degli elettori diserta i seggi da Nord a Sud gli interrogativi sulla fiducia nelle istituzioni aumentano: sul ko del centro-destra post-berlusconiano vi sono pochi dubbi, ma la tenuta in termini percentuali del Partito Democratico non può considerarsi una vera e propria vittoria, data la rilevante emorragia di voti anche nel campo del centro-sinistra.

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La platea degli ospiti di Ballarò di ieri era ampiamente rappresentativa dell’attuale area di governo, con Matteo Renzi del Pd e Maurizio Lupi del Pdl, il viceministro dell’Economia Vittorio Grilli pronti a fornire la propria lettura dei dati e dei fatti esposti da Giovanni Floris. Se i numeri delle elezioni amministrative hanno confermato l’avanzata del MoVimento 5 Stelle in tutta Italia, i sondaggi realizzati da Nando Pagnoncelli per Ballarò sono andati oltre, accreditando le liste a 5 Stelle come seconda realtà politica nazionale, con una percentuale (18,5%) da vera forza di governo. Il trend positivo del Pd, dato ancora al 26,7%, potrebbe non durare fino al prossimo appuntamento elettorale, soprattutto se da qui al 2013 verranno chiesti altri sacrifici dal governo tecnico “di unità nazionale”. Altrettanto eloquenti sono le tabelle che spiegano i motivi della vittoria di Grillo, sugli scudi (sempre secondo le rilevazioni dell’Ipsos) per un 30% grazie ai programmi del MoVimento ma soprattutto per il fallimento dei partiti tradizionali (62%). A Ballarò si è discusso anche stavolta dei problemi concreti del nostro paese, dove al benessere di pochi fa da contraltare il disagio di troppi: sarà anche per questo che al momento del voto gli italiani si scoprono “indignati”?

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2 Comments

  1. Nicrix74

    maggio 23, 2012 at 12:28

    A me invece sembra che sia quello di Grillo l’exploit che potrebbe non durare tra un anno essendo un picco legato a situazioni contingenti: crisi, emotività e protesta, evanescenza Lega – PDL.
    Al contrario il PD è stabilmente assestato tra il 26 e il 29% da oramai un anno, ha una classe dirigente matura (non oso immaginare la squadra di governo di Grillo…improvvisare una giunta fatta coi curriculum a Parma potrebbe andare ma governare così il Paese intero…) e giovani 40enni oramai pronti a sostituire i vari Bersani (forse il miglior ministro della recente storia italiana) e Co.

  2. Ivan

    maggio 25, 2012 at 17:23

    Bersani il miglior ministro ???? ahahahahahaha

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