Chiambretti confessa: «Potrei tornare in Rai, a Mediaset nessuna censura. La 7 mi ha cacciato”

By on maggio 26, 2012

text-align: center”>Chiambretti: "La7 mi ha cacciato"

La tv generalista è in crisi, la pubblicità crolla e gli ascolti latitano. Piero Chiambretti vede una tv “in mutande” e si prende una pausa pur avendo con Mediaset un contratto per un altro anno e mezzo. Il Pierino Nazionale fa il punto sulla sua carriera, sullo stato in cui si trova la televisione e si sofferma sul suo futuro.  “La tv non sta attraversando un buon momento, non solo perchè mancano le idee, ma anche perchè sono mancati i soldi, che in questo caso aiutano” aggiungendo di non avere progetti televisivi imminenti. Ci sono però all’orizzonte  progetti radiofonici. Dall’8 giugno al 1 luglio tutti i giorni alle 7.15 condurrà Chiambrettopoli, programma di Radio2 dedicato agli Europei di Calcio  e a settembre se non dovesse esserci la tv  potrebbe  condurre un programma sempre su Radio2, alle 13.45 tutti i giorni per un’ora e mezza. Chiambretti si sofferma sul suo addio a  La7: «Mi hanno cacciato, ancora non ho capito perché. Stella mi disse che il mio programma era troppo caro, che era per fighetti, un programma insostenibile. Io dissi umilmente “ok”.” Il conduttore torinese attacca poi la rete Telecom sostenendo che alcuni  colleghi, Bignardi, Crozza, Lerner, furono difesi e pagati. Non esclude poi un ritorno in Rai, da lui definito il primo amore.

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Sulla sua esperienza a Mediaset  dice di essersi trovato benissimo, “Sono arrivato in un periodo di transizione e ho potuto fare quello che mi piaceva. È stato un momento felice sul piano creativo, e senza nessuna censura. Nonostante il suo contratto con il biscione scada a fine 2013 Chiambretti ammette  di avere molto difficoltà a trovare un progetto e che nonostante tutti vogliono una tv vincente non ci si riesce sempre perché non ci sono i mezzi per creare un prodotto di successo. Non nega di aver avuto in passato contatti con Sky ma di aver fatto un passo indietro dopo aver ragionato di poter finire in un circuito ampio di 650 canali. L’unica cura sarebbe quella di creare prodotti unici, dei veri e propri eventi. Che ne sarà del futuro di Piero Chiambretti? “Rimanere alla finestra mi sembra una grandissima idea. Certo, se Pier Silvio mi chiama stasera, ci metto un attimo a mettermi in moto per trovare un’idea”.

About Giuseppe Candela

Nato a Nocera Inferiore(Sa) si è laureato in Scienze della Comunicazione con una tesi sulla comunicazione politica dal titolo “Pop o Papi? Vizi privati e pubbliche virtù. L’assenza-essenza dei media”. Si sta specializzando nell’ambito televisivo. Appassionato di calcio, di politica e soprattutto del piccolo schermo, ha collaborato e collabora con tv e giornali locali. Da settembre 2009 è opinionista a “Domenica in L’Arena” su Raiuno. Ha scritto e condotto eventi che hanno avuto risonanza nazionale. Guarda con occhio critico la televisione senza nessun pregiudizio.

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