Fiorello risponde a Grillo: “Non capisce niente di mafia, che se la vada a prendere nel…”

By on maggio 1, 2012
Fiorello, showman

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Beppe Grillo non è semplicemente un comico. Da qualche anno a questa parte, soprattutto da quando ha messo in piedi il Movimento 5 Stelle, è un opinion leader e una personalità politica. E proprio come i politici, esprimere le sue opinione, anche su cose molto serie.

Ultimamente Beppe Grillo ha parlato dei rapporti tra mafia e Stato. La sua tesi di fondo è che tra le due entità non ci sia differenza. Anzi, da un determinato punto di vista la mafia è meglio dello Stato. La frase potrebbe sembrare a primo acchito assurda, paradossale, ma se si segue il ragionamento fatto dal comico genovese potrebbe sembrare persino condivisibile: “La mafia non ha mai strangolato le proprie vittime, i propri clienti, si limita a prendere il pizzo. Ma qua vediamo un’altra mafia che strangola la propria vittima. Assistiamo a situazione drammatiche frutto di scelte che strangolano i cittadini, vere vittime”.

Fiorello, recentemente tornato su Twitter, ha detto la sua sulle parole di Beppe Grillo proprio dal sito di microblogging. La sua opinione è che il collega ha preso un abbaglio. Inoltre sottolinea, a validità della sua tesi, la sua origine siciliana: “Mi sa che Grillo ne sa poco di mafia, che si vada a vedere un po’ tutti i pilastri delle autostrade in Sicilia… Grillo te posso dì ‘na cosa? Ma vattela a piglia ‘nder pizzo”.

Beppe Grillo

Fiorello, insomma, ha negato che la mafia ‘non strangoli’ i propri clienti. Su questa obiezione nulla da dire, le vittime della criminalità organizzata non sono mica un’invenzione dei media, tutt’altro. Il discorso di Beppe Grillo, però, ha un significato più profondo. Una critica feroce allo Stato che, proprio come la mafia, preleva soldi ai cittadini e non li restituisce in servizi efficienti e causa a suo modo delle vittime: gli imprenditori che si sono suicidati per la crisi è solo una delle tante categorie finite nel sangue.

Ciò non toglie, però, che Grillo abbia usato un paragone troppo forte: paragonare Stato e mafia non fa che crescere il sentimento di ribellione nei confronti dell’apparato statale e, soprattutto, del regime fiscale. Insomma, la pur condivisibile affermazione del comico genovese rischia di passare per un invito all’evasione.

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