Il Prefetto al telefono con la Papi girl Marysthell Polanco: “Mi saluti il Presidente”

By on maggio 3, 2012

text-align: center”>Intercettazioni Berlusconi e Maysthell Polanco: prefetto di Milano

Anche le Papi girl hanno dei problemi: quello di Marysthell Polanco è la cittadinanza. La ragazza dominicana ha urgenza di incontrare il Prefetto di Milano e pensa bene di sfruttare le sue conoscenze. Da nuovi stralci delle intercettazioni agli atti del Processo Ruby, pubblicati dal sito Repubblica.it, emerge la corsia preferenziale di cui la  Polanco ha goduto grazie all’intervento solerte dell’allora premier Silvio Berlusconi. In queste telefonate non c’è ombra di reato ma, come spiegano gli inquirenti, aiutano a contestualizzare meglio le vicende su cui si incentra il processo. Siamo agli inizi di dicembre del 2010 e Marysthell, una delle preferite di Berlusconi, è nei guai: nella sua residenza all’Olgettina sono stati ritrovati dodici chili di cocaina per i quali il suo convivente viene condannato a otto anni di carcere per spaccio. Nonostante ciò, la valletta dominicana è decisa ad ottenere la cittadinanza italiana: per questo chiede aiuto a Berlusconi, che investe della questione il Prefetto della questura di Milano Gian Valerio Lombardi.

Nella conversazione pubblicata su Repubblica.it, si sente Marysthell Polanco chiamare l’ufficio del Prefetto presentandosi come amica del Cavaliere: “Chiamo da parte del presidente Berlusconi“, dice alla segretaria, che a sentire quel nome si mette subito sull’attenti e gira immediatamente la telefonata al Prefetto. Il funzionario si rende subito disponibile: “Come posso esserle utile?“. La ragazza chiede di fissare un appuntamento per il giovedì successivo: nessun problema per il funzionario di Stato, che le garantisce piena disponibilità e si raccomanda con la ragazza: “Mi saluti il Presidente“. Tre giorni dopo la Polanco non avrà alcun problema a farsi ricevere in Questura, ma le pratiche si rivelano più difficoltose del previsto.

marysthelle-garcia-polanco

La ragazza non ha maturato i tempi per la cittadinanza, dieci anni di residenza continuativa in Italia, ma il Prefetto continua a seguire il suo caso: nel gennaio del 2011, dagli uffici della Questura le fanno sapere perfino che potrà entrare con la sua autovettura: “non perda tempo a cercare parcheggio“. Dalla Questura i funzionari sminuiscono l’accaduto, confermando però indirettamente il peso del Presidente Berlusconi nello spingere la causa della Polanco: “E’ stato un semplice atto di cortesia nei confronti del governo“. Anche la showgirl ha minimizzato, sostenendo di aver rispettato le procedure senza approfittare della sua conoscenza con Berlusconi: “Ho telefonato in Prefettura come ogni cittadino italiano e straniero, ho spiegato cosa volevo e sono riuscita a parlare col prefetto. Non ricordo di essermi presentata facendo il nome della Presidenza del Consiglio: sono anche un personaggio dello spettacolo e credo di sapere come muovermi in queste situazioni“. Intanto, reato o no, questo spaccato della vita delle nostre istituzioni non ci fa certo onore: dopo la telefonata in Questura per richiedere il rilascio di Ruby nipote di Mubarak, ancora una volta il potere dell’ex presidente Berlusconi appare talmente forte da scardinare ogni regola.

About ClaudiaGagliardi

Nata a Pompei nel 1987, si è laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul pluralismo e l'indipendenza dell'informazione e sta per specializzarsi in Comunicazione istituzionale. Oggi si occupa delle pagine di attualità del portale Excite.it. Appassionata di giornalismo e di politica, segue con attenzione il mondo della televisione, spesso con occhio critico, soprattutto sul versante della qualità dell'informazione. Divoratrice di programmi di approfondimento e di satira, ma anche di serie tv ("Friends" e "Lost" su tutte) e di cinema, insegue il sogno di diventare giornalista professionista.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *