Le Tre Rose di Eva: i motivi del successo

By on maggio 23, 2012
farnesi le tre rose di eva

text-align: justify”>farnesi le tre rose di evaChissà perché non sorprendono le spade lanciate – qualche giorno fa – da Aldo Grasso contro Le Tre Rose di Eva. Dinanzi al clamoroso successo che questa fiction sta riscuotendo, dalle colonne del Corriere della Sera ha partorito una delle sue consuete e impietose critiche, scrivendo frasi del tipo “è una simpatica gara a chi scrive le battute più incongrue, a chi recita peggio, a chi dimostra maggiore lontananza dalla vigna e dalla cantina”.

Ha anche parlato di target, Grasso, e la cosa ci ha lasciato un po’ perplessi. Noi non possediamo dati precisi (lui, invece, sì?), ma abbiamo la certezza che Le Tre Rose di Eva incolla al piccolo schermo gente di ogni tipo: dalla professionista laureata alla commerciante, dal pensionato (laureato e non) al giovane papà, dalla ragazzina alla donna matura. Ma quali sono i motivi di questo alto gradimento? Innanzi tutto, la sapienza con cui vengono mescolati gli ingredienti. Ne Le Tre Rose di Eva c’è l’amore, un amore tormentato e quindi ancora più appassionante, che forse per certi versi sarà prevedibile ma per altri permette un’immedesimazione al contempo consolatoria e galvanizzante.

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C’è anche una sorta di old style, il ritratto di quell’uomo che piaceva tanto alle donne e che adesso si sta estinguendo manco fosse un panda: l’uomo che corteggia, l’uomo che sa aspettare, l’uomo mosso da un sentimento profondo e radicato, che di certo non si manda giù come un’aspirina. Ci sono gli intrighi che stuzzicano la curiosità, ci sono debolezze psicologiche condite con quel pizzico di morbosità che nella finzione non guasta mai. Grasso decide di condannare battute del tipo “Sono stanca di uomini che si scusano” e “Crediamo di imprigionare i segreti e invece solo loro che ci tengono prigionieri”: in qualcuno, queste battute, invece accendono riflessioni. Qualcuno ci vede lo specchio di ciò che accade realmente. Alzi la mano chi non nasconde qualcosa, nell’arco di una vita, ritrovandosi però fortemente condizionato dal suo stesso silenzio. Recitano così male i protagonisti di questa fiction? Bah. Noi li promuoviamo. Certo, non abbiamo mica davanti tanti Al Pacino in produzione seriale, ma del resto non sta andando in onda Scarface. E poi sono tutti belli, diciamolo. Di una bellezza fine, elegante. Di questi tempi, un’Anna Safroncik che sbatte gli occhioni azzurri oppure un Roberto Farnesi con il capello brizzolato e scompigliato, rinfrancano lo spirito. Molto più di certa ostentazione.

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One Comment

  1. SHATZELE

    maggio 23, 2012 at 16:07

    Prima, molto prima che cotanto Aldo Grasso si muovesse lancia in resta a denigrare il programma mi ero mossa io, umile toscana di cuore fiorentino a dire che, questa fiction c’entrava come il cavolo a merenda con i vignaioli del Chianti del Senese del Ruffino e similari, ma…..ma se qualche volta esimio e istruiissimo sig. Grasso vogliamo sognare, che caspita gliene frega a lei? Canale 5 ce ne da l’opportunità e noi beviamo a coppa, beviamo alla faccia sua un Brunello d’annata seduti su un comodissimo divano a guardare questa fiction che ci diverte, che ci fa andare la pressione alle stelle e a seconda del nostro sesso godiamo della bellezza dei protagonisti, che lei con tutta la sua sapienza non ha posseduto mai!!!!!

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