Marina Marchione in esclusiva per LaNostraTv: “Vi racconto la mia carriera dopo Amici. Emma Marrone? Una donna da stimare”

By on maggio 5, 2012

text-align: justify”>marina marchioneVe la ricordate Marina Marchione, la simpatica attrice che partecipò alla settima edizione di Amici di cui fu vincitore Marco Carta? In molti sicuramente sì: il suo percorso si è concluso forse troppo presto, ma Marina è quantomeno riuscita ad arrivare alla fase serale del programma, e questo è un gran traguardo, considerando la categoria di cui faceva parte. Per gli attori, infatti, non è mai stato facile emergere all’interno di Amici, tanto che la recitazione è stata ormai definitivamente eliminata dalla scuola per lasciare spazio al canto e al ballo. Luca Zanforlin, nell’incontro a cui abbiamo partecipato la settimana scorsa, ci ha spiegato che la difficoltà per questa categoria si ritrova nel fatto che la recitazione è forse più difficile da trasmettere al pubblico all’interno di un talent.

Ma Marina, anche dopo la sua esperienza, non si è mai fermata, ha continuato a inseguire il suo sogno e a lavorare – tra gli altri – anche con Patrick Rossi Gastaldi, il suo insegnante all’interno del programma: sarà proprio lui il regista del suo nuovo spettacolo, “The Black Souls”. Nella carriera di Marina non c’è però solo il nuovo debutto teatrale (che prenderà il via attraverso una tournè estiva), perché la Marchione è anche autrice di un romanzo “dicoNOdiME – A cuore aperto” che uscirà nelle librerie i primi di giugno, e si occupa inoltre di una rubrica all’interno del settimanale “Di tutto” assieme a Susy Fuccillo, anche lei ex-allieva della scuola.

Volete saperne di più? Non vi resta allora che leggere questa simpatica intervista esclusiva nella quale Marina ci racconta la sua vita dopo Amici, ma anche – da telespettatrice – cosa pensa dell’edizione in corso, del gossip che gira attorno a questa, e dei suoi amici e colleghi. Buona lettura!

Marina Marchione

Ciao Marina! Innanzitutto cosa ricordi della tua esperienza ad Amici?

Ah… intanto che ero l’unica attrice donna nel penultimo anno della categoria attori! Comunque quella di Amici è stata la mia esperienza più bella. Sai io sono del parere che con dei ricordi così forti – che siano belli o brutti – stenti a ricordare davvero come ti sentivi, perché si tratta di emozioni talmente grandi che non riesci poi a renderle così fisiche, quindi ho un ricordo piuttosto confuso. Però se vado a ritroso con la memoria alla fine sono in grado di rivedere tutto, felice di come l’ho vissuta, felice di come sia andata, mi avrebbe fatto ovviamente piacere arrivare più in fondo, ma sono comunque contenta di aver lasciato un bel segno perché ho fatto del mio e l’ho fatto con tutte le mie forze. E’ questo quello che conta, no?

Come è evoluta la tua carriera dopo quell’esperienza?

Praticamente ho stretto un forte rapporto ‘padre-figlia’ con Patrick Rossi Gastaldi, un rapporto che si è costruito nel tempo. Lui era il mio insegnante di recitazione all’interno della scuola, e tutt’ora per me è davvero il mio papà artistico, non per niente ha preso anche la regia dello spettacolo “The Black Souls” che debutterà a breve e di cui ho scritto i testi, mentre la storia è di Luca Barbagallo. Patrick ha preso in mano la regia e si è fidato del lavoro che stiamo facendo: tutta questa fiducia da parte di un professionista come lui è il massimo che potessi chiedere.

Zanforlin ci ha rivelato che ancora molti tendono ad attribuirvi l’etichetta di partecipanti ad Amici, quindi alcuni di voi vengono spesso scartati per questo e hanno dei problemi ad andare avanti. A te è mai capitato?

All’interno del teatro assolutamente no. Che poi sicuramente abbiano una sorta di pregiudizio nei nostri confronti forse è vero, però credo valga anche per i cantanti, a parte per gli ultimi dal momento che in questi anni è cambiato un po’ il tutto grazie ai contratti discografici con i quali la trasmissione è diventata effettivamente un bel trampolino di lancio. Forse per chi non arriva così avanti rimane comunque un’etichetta, un’etichetta di cui – a dire la verità – sono sempre stata fiera, dal momento che è stata un’esperienza che sono andata a cercare.

Zanforlin ci ha poi detto che la recitazione è stata tolta dalla scuola principalmente per colpa loro che non sono riusciti a mantenerla, e che la difficoltà maggiore stava nel fatto che è troppo difficile da trasmettere in un talent in quanto troppo soggettiva. Qual è il tuo parere?

Credo che la grande difficoltà che abbiamo incontrato all’interno del programma sia dovuta al fatto che noi attori abbiamo un modo particolare di studiare, forse non così televisivo, fatto anche di silenzi, di movimenti del corpo, di cose molto tecniche, tanto che magari una persona a casa si può annoiare. Così è preferibile guardare chi canta o chi balla perché con loro effettivamente vedi un lavoro ‘fisico’, mentre noi facciamo più un percorso ‘mentale’ per raggiungere il personaggio. Si tratta quindi di un meccanismo sicuramente interessante per noi attori in quanto è un percorso conoscitivo a 360°, mentre per il pubblico a casa risulta probabilmente un pochino più noioso.

Quindi pensi sia stata una scelta giusta quella di togliere la categoria?

Sì, a questo punto credo sia stata un scelta giusta, più che altro per una questione di lentezza dell’argomento. Comunque penso che in realtà Maria e gli autori abbiano fatto del loro meglio per tirar fuori l’interesse, ad esempio attraverso l’aggiunta dei musical attraverso i quali si attribuiva un colore in più all’aspetto recitativo. Non si può dire quindi che non ci abbiano provato, però ovviamente è difficile e di questo bisogna prenderne atto.

Stai seguendo quest’ultima edizione?

Certo… sono avvelenatissima (ride, ndr)! Ogni sabato – prima di uscire – mi piazzo davanti alla televisione. Mi piace seguirlo sia per il bene che voglio a Marco, che ha iniziato questo percorso assieme a me e negli anni è rimasto un mio caro amico e mi fa ovviamente piacere vederlo, sia per l’interesse che suscita il programma in sé essendo strutturato come un mini-Sanremo o, più comunemente, come un ‘Sanremino’.

Secondo te in questa edizione i Big oscurano gli allievi attuali?

Sinceramente, vedendolo dall’esterno e avendo vissuto questa esperienza anche dall’interno, ti posso dire che in realtà i ragazzi nuovi li vedo molto poco sotto l’occhio del ciclone, molto poco protagonisti all’interno di questa fase. Forse l’attesa dei Big crea più interesse rispetto a quella delle nuove leve. Io stessa, se prima mi fermavo a guardare il serale e avevo la possibilità di conoscere meglio i ragazzi nuovi di cui poi avrei comprato i cd, o che comunque avrei incontrato perché avremmo fatto delle serate insieme, adesso non ho più questa ‘urgenza’ di guardare il programma per loro, ma lo guardo per vedere come si evolve il circuito dei Big. Trovo quindi questa scelta assolutamente innovativa, ma di certo non a vantaggio dei nuovi allievi.

Invece riguardo al gossip che gira attorno alla trasmissione cosa pensi? Credi che aiuti gli ascolti ma svantaggi la caratteristica “talent”?

Io credo innanzitutto che Maria sia stata molto brava, come lo è sempre nel rispetto di queste cose. Si tratta di ‘robette’, io le chiamo così, ma non per sminuire quello che sono… sì, in realtà è per sminuire quello che sono! (ride, ndr) Penso però che lei sia stata molto brava a gestire questa cosa al meglio, a far sì che – per quanto fosse sulla bocca di tutti – chiunque si aspettasse una qualsiasi reazione da parte loro ha comunque sbagliato ad aspettarsela perché poi non l’ha avuta. Qualcuno poteva anche guardare il programma per vedere se sarebbe successo qualcosa, però alla fine lei ha saputo gestire la situazione da maestra – perché quella donna è una maestra della televisione – trovando le parole giuste per smorzare la confusione anche all’interno dello studio. Personalmente ti dico che trovo questa vicenda assolutamente squallida – sono contenta di dirlo – e non condivido assolutamente questa scelta mediatica, perché i fatti propri bisogna tenerli per sé, non devono per forza arrivare sulla bocca di tutti. E se si fanno arrivare non è per uno sbaglio: è perché è quello a cui si punta. Le conseguenze di questo le sta pagando una ragazza che ‘ha due palle sotto quanto una casa’. Emma ha davvero una grande presenza scenica, un modo di fare, un carattere, una professionalità, che non ha precedenti, ma oltre a questo sta reagendo davvero da signora. Io la stimo e credo che meriti veramente la stima di qualsiasi donna, sta avendo l’unico atteggiamento che poteva avere in una situazione del genere. Al contrario penso invece che a lui (Stefano De Martino, ndr) probabilmente le palle debbano ancora crescere. Ma il ragazzo evidentemente è fatto così, l’anno scorso ne ha pagate le spese Giulia Pauselli. Tenesse conto comunque che lei rimane Belen Rodriguez, mentre lui solo l’ex ragazzo di Emma: se ne facesse una ragione.

Chi credi vincerà? Per chi tifi?

Allora, io sono molto confusa su questa risposta, perché ci sono delle persone all’interno del gruppo che non hanno avuto un reale momento in cui hanno potuto dire “Cazzo ho vinto io!”, come ad esempio Karima che ha anche partecipato a Sanremo e che peraltro ha una voce bellissima, ma purtroppo è già stata eliminata. Sicuramente poi adoro anche la voce di Antonino, che è spettacolare. Poi c’è Marco, a cui voglio un gran bene: mi piace il lavoro che fa, mi piace come lo fa, e inoltre siamo molto amici, è come se guardassi mio fratello. Però sicuramente – tra tutti – uno che meriterebbe una vittoria all’interno di questo meccanismo credo sia Perdavide Carone che ha vinto come scrittore con il successo a Sanremo di Valerio, ma non è mai potuto salire sul gradino più alto come cantante, non ha potuto ancora vivere quest’emozione, e secondo me lo meriterebbe. Umanamente poi è davvero una bella persona.

Che opinione hai invece di Maria De Filippi? Cosa ricordi di lei?

Zia Maria! Il ricordo più bello che ho di lei è il suo riuscire con poche parole a dirti qualcosa e soprattutto a lasciartela. A prescindere che si tratti di cose belle o brutte, lei ha questa capacità di sintesi e di capirti al volo, e queste sono doti che poche persone hanno. Inoltre sa arrivare a chiunque, dalla casalinga alla dottoressa, dal fruttivendolo all’avvocato. Io ho molta stima di lei, è una gran donna, una vera professionista.

Mentre Fioretta Mari? Eri una sua pupilla, hai continuato a sentirla?

Fioretta è un po’ che non la vedo! Assieme a lei ho anche girato “A sud di New York” al quale ha partecipato pure Luca Napolitanto. Negli anni anche con Fioretta sono riuscita a costruire un bellissimo rapporto, è una persona ‘colorata’, è piena di sfumature, di grande carattere, è una bravissima attrice e una donna molto forte. Mi ha lasciato un bel ricordo.

A breve uscirà un tuo romanzo “dicoNOdiME – A cuore aperto”. Di cosa parla?

Innanzitutto tengo a precisare che la copertina (che troverete tra le foto della gallery, ndr) è un’idea mia, quindi quei pupazzetti che vedrete in giro per le librerie li ho disegnati io perché fondamentalmente non so disegnare e ho voluto sfruttare questa cosa a mio vantaggio (ride, ndr). Comunque al mio editore, Andrea Mucciolo – della casa editrice Galassia Arte – è piaciuta e ha così deciso di approvarla. In generale ha creduto nel mio progetto, in quello che sto facendo, e per me avere un contratto editoriale e una possibilità di questo tipo è una grande soddisfazione. Ho cominciato scrivendo mentre facevo una passeggiata o portavo a spesso il cane: mi fermavo e scrivevo sulle note I-phone dei pensieri che mi venivano in mente in riferimento alle storie d’amore perché, sai… sono stata sempre una abbastanza sfigata. Adesso sono molto fortunata, ma ho avuto un passato da sfigata, ‘calamita per soggetti disturbati’! (ride, ndr) In questo romanzo parlo di tre storie importanti e affronto tutti i colori dell’amore, da quello eterosessuale a quello omosessuale, raccontando tutto quello che può succedere, come si può stare, come ci si può sentire, come si vivono le cose insomma… e il tutto da esperienze personali e non. Tra l’altro vorrei tanto diventasse un film, e l’editore ha detto che è quasi una sceneggiatura, quindi ci vorrebbe davvero poco! Non tanto per recitarlo, ma proprio per il fatto di vederlo realizzato, sarebbe una grande soddisfazione. E’ partito dalla mia intimità, è un pezzetto di me.

Vuoi darci invece qualche informazione sullo spettacolo che stai preparando “The black souls”?

Io e Luca Barbagallo, che è il coreografo e l’ideatore lo definiamo nostro figlio: abbiamo creato questo spettacolo dal niente, è semplicemente nato da una telefonata e dà lì è poi venuto fuori tutto. Ci stiamo lavorando da un anno e mezzo, però finalmente abbiamo trovato una produzione che ha deciso di credere in questo progetto per il quale debutteremo con una tournè estiva e poi una invernale. Il primo ballerino dello spettacolo è peraltro Josè Perez, poi c’è Franceschina Di Maio,mentre le musiche sono riarrangiate da Fabrizio Palma, nel cast ci sono poi Manuel Aspidi, Cassandra De Rosa, Valentina Tarsitano, Grazia Striano, Susy Fuccillo, Michelle Vitrano e Serena Carassai, oltre ad altre ballerine nuove.

Inoltre curi una rubrica per il settimanale “Di tutto”. Che argomenti affronti?

Sì… faccio un sacco di cose però non ho una lira, ti giuro! (ride, ndr) Comunque siamo io e Susy Fuccillo a curare questa pagina su Di tutto. Si tratta di una rubrica in cui facciamo delle interviste agli ex partecipanti al programma: ormai siamo tutti una grande famiglia.

Cos’è per te la recitazione?

Una necessità. Vedi? Mi sono dilungata in tutto, qua invece ti dò la risposta secca!

Benissimo! Ma se vuoi aggiungere altro fai pure…

No, voglio ringraziare due persone che sono due colonne portanti – a parte tutti i miei amici, i miei genitori e mia sorella – e che mi stanno aiutando molto sia con la rubrica che con il libro: i tratta di Giuseppe Zaccaria – che è il mio ufficio stampa – e di Rosario Porzio, che è colui che mi ha permesso di scrivere assieme a Susy la rubrica su Di tutto.

Grazie a Marina Marchione per la gentile disponibilità, e un grande in bocca al lupo per la sua carriera!

About Vanessa Colella

Nata a Roma nel 1989, ha conseguito la laurea triennale in Scienze Statistiche presso la “Sapienza”, e sta proseguendo i suoi studi con la laurea specialistica in “Statistica, assicurazioni e finanza”. Si è inoltre diplomata presso l’accademia di Roma “La maschera in soffitta”, prendendo successivamente parte ad alcuni spettacoli teatrali. Ama leggere i gialli e soprattutto d’estate…altrimenti lo studio passa totalmente in secondo piano.

2 Comments

  1. jenny

    maggio 5, 2012 at 15:00

    grande MARINA hai inquadrato i personaggi di questa squallida storia EMMA ha l’ammirazione di tutti perchè è una grande donna BELEN è BELEN e lui verrà ricordato come l’ex di EMMA AH AH ti ricordo con piacere eri molto brava il teatro è una scuola magnifica per voi attori continua così con questa bella testolina.

  2. Luca Borsetto

    maggio 5, 2012 at 18:49

    Io ho avuto la possibilità di lavorarci insieme nell’estate 2008 e oltre ad essere un’ottima attrice, è una persona eccezionale. Ciao Marina

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