Quello che (non) ho: elegante, convincente e di qualità

By on maggio 15, 2012
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text-align: center”>Fazio e Saviano convincono nel sequel di Vieni via con me

Vieni via con me fu il successo della scorsa stagione televisiva, convinse il pubblico e la critica. Inspiegabilmente la Rai ne ha fatto a meno e La7 si è fiondato su Fazio e Saviano. Dopo la prima puntata non si può che dire che La7 ha fatto benissimo anche se Quello che (non) ho è un programma difficile da giudicare perché non rientra in nessun genere. Al centro del programma ci sono le parole, una scelta coraggiosa quella di pensare ad una televisione senza immagini. Quello che non ho potrebbe essere un programma radiofonico e invece va in televisione senza orchestra non in uno studio televisivo ma va in onda dalle Officine Grandi Riparazioni di Torino. Una bella scenografia e una regia elegante rendono il clima estremamente semplice, nulla deve rubare la scena alle parole, ai concetti, alle riflessioni. Tutto contro le logiche televisive attuali, tre ore a sera per tre sere di seguito. Un bel rischio insomma. Guardandolo ti chiedi perché la Rai ne abbia fatto a meno e ti chiedi se il piccolo schermo può presentare allo stesso tempo programmi così eleganti e uno show di Barbara D’Urso. Fazio apre con Le parole di Gianni Rodari, Saviano sceglie la parola “che fece intervenire l’allora ministro dell’Interno Roberto Maroni, era ‘interloquire’, dissi che la ‘ndrangheta cercava di interloquire con tutti i partiti, anche con la Lega, si arrabbiarono tutti, dissero che era inammissibile invece il tesoriere della Lega interloquiva, eccome“.

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La serata scorre via tra i tanti ospiti, piacevole il “duello”  tra Gad Lerner e Marco Travaglio, interessante Massimo Gramellini, la finanza la spiega Paolo Rossi. I tanti ospiti fanno sentire l’evento. Ieri e oggi, un percorso che va dal passato al presente riflettendo sul futuro. I monologhi di Saviano sono emozionanti,il primo si concentra sugli imprenditori che si suicidano perché non reggono alla crisi, spiegando come le mafie si approfittano della crisi. Il secondo monologo è ancora più emozionante,  racconta la strage di Beslan chiedendone giustizia. Saviano per alcuni è antitelevisivo, io penso sia televisivo perché d’impatto, emozionale. Elisa, Raphael Gualazzi e i Litfiba rendono tutto più leggero con la loro musica. Poi arriva Luciana Littizzetto, così il cast di Che tempo che fa è al completo, e fa la Littizzetto. Un po’ greve ma divertente, conclude il suo monologo, dopo un paio di battute su Fassino e sull’immagine della donna in televisione, invitando a denunciare le violenze subite. Si conclude poi con i Quello che ho e i Quello che non ho. Insomma tutto in stile Vieni via con me. Tutto promosso a pieni voti.

About Giuseppe Candela

Nato a Nocera Inferiore(Sa) si è laureato in Scienze della Comunicazione con una tesi sulla comunicazione politica dal titolo “Pop o Papi? Vizi privati e pubbliche virtù. L’assenza-essenza dei media”. Si sta specializzando nell’ambito televisivo. Appassionato di calcio, di politica e soprattutto del piccolo schermo, ha collaborato e collabora con tv e giornali locali. Da settembre 2009 è opinionista a “Domenica in L’Arena” su Raiuno. Ha scritto e condotto eventi che hanno avuto risonanza nazionale. Guarda con occhio critico la televisione senza nessun pregiudizio.

One Comment

  1. nassa

    maggio 15, 2012 at 12:33

    Avete fatto come al solito, qualcosa di fantastico, complimenti ! Certamente questa trasmissione non è adatta per chi segue Maria de Filippi, Grande Fratello e il calcio. Una critica devo però farla, Fassino doveva rimanere nell’ombra !

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