Servizio pubblico: le tasse, gli sprechi e i supertecnici. La crisi sociale e il cinismo dei professori

By on maggio 4, 2012

text-align: center”>Servizio pubblico 3 maggio: il governo dei tecnici

La puntata di ieri di Servizio pubblico non è iniziata con l’anteprima di Michele Santoro, nè con la solita copertina, perchè un caso drammatico ha stravolto la tradizionale scaletta: un uomo si è barricato nella sede dell’Agenzia delle Entrate di Bergamo con 12 ostaggi, chiedendo di poter parlare con il Presidente Monti e minacciando il suicidio. Solo intorno alle 21.30 abbiamo appreso attraverso Sandro Ruotolo, inviato sul posto, che la vicenda si è conclusa per il meglio: l’uomo ha liberato gli ostaggi e si è arresto alle Forze dell’ordine. Si tratta di un artigiano disperato a causa dei debiti col fisco e la sua rischiava di diventare l’ennesima tragedia indotta dalla crisi economica. L’argomento è lo spunto per trattare in studio il tema della pressione fiscale e più in generale, dell’intransigenza del governo Monti nei confronti di lavoratori e piccole imprese, che si stanno sobbarcando il prezzo degli impegni di austerità presi con l’Europa. In studio ospiti di Santoro sono il leader dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro,  il professore ed economista Luigi Zingales, l’attrice Sabrina Ferilli. Proprio lei ha lanciato un monito al governo chiedendo di non applicare sempre e solo il pricipio ragionieristico di aumentare le entrate, ma di rallentare il ritmo del risanamento, perchè il rischio è che l’operazione economica in sè funzioni, ma saltino tutti gli equilibri sociali e  a farne le spese siano imprese e famiglie.

La puntata si concentra sulla “carica dei tecnici” in arrivo a Palazzo Chigi: oltre ai professori che fanno parte dell’esecutivo, Monti ha chiamato tre “supertecnici” per individuare gli sprechi e attuare la cosiddetta spending review (riduzione della spesa pubblica). Un’ammissione di impotenza, o semplicemente una manovra per rafforzare la competenza e i poteri del Tesoro? I nomi scelti fanno molto discutere: Enrico Bondi, famoso per essere stato il commissario risanatore di Parmalat ai tempi del crac finanziario, occuperà il ruolo di Commissario per la gestione dei conti pubblici, mentre Francesco Giavazzi si occuperà del Piano di Sviluppo economico. E allora Corrado Passera? Che senso ha aver costituito il superministero dello Sviluppo Economico (che racchiude almeno 4 dicasteri in uno) se c’è bisogno di ulteriori tecnici? In collegamento da Milano il professor Vaciago spiega gli obbiettivi della spending review: tagliare 4,7 miliardi di euro in 7 mesi, per un totale di 295 miliardi da tagliare nei tempi medi (circa 40 anni). Se ne occuperà Bondi, che grazie alla nomina per decreto avrà pieni poteri, ma il problema è un altro: come si può imporre il rispetto delle direttive dell’esecutivo ad una amministrazione spesso infedele? Altro discorso riguarda il supertecnico Giuliano Amato: chiamato al governo a fare non si sa bene cosa, di lui si occupa Marco Travaglio nel suo editoriale.

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Uno che nella vita è passato indenne dalla prima alla seconda Repubblica, da Craxi a Prodi, sempre mantenendo doppi o tripli incarichi pubblici, che gli garantiscono una pensione d’oro da 32 mila euro al mese: ecco, lui dovrebbe dirci come tagliare gli sprechi, magari cominciando dal suo caso specifico. L’editoriale di Travaglio suggerisce al premier Monti di cominciare la spending review dalla Rai, cambiando l’attuale assetto che la vede letteralmente occupata dai politici. Una panoramica sulla gestione delle tv pubbliche all’estero porta il giornalista a porsi una domanda: siccome gli unici paesi europei in cui la politica ha una forte ingerenza nella tv di Stato sono Grecia e Portogallo, vuoi vedere che in qualche modo la crisi economica e il controllo dell’informazione sono legati a filo doppio?

Il tema Rai resta un nodo intricato: Santoro sposta la sua copertina al centro del programma, spiegando di aver inviato il suo curriculum a Monti e a Napolitano per candidarsi alla dirigenza dell’azienda (in ticket con Freccero Presidente), ma ha altresì appreso dalle pagine del Corriere che anche Minoli si sarebbe candidato prima di lui. Una circostanza che non convince il giornalista, chiaramente insospettito dal fatto che questa candidatura sia arrivata in sordina, bruciando sul tempo la sua proposta: “Questa mattina apro il Corriere della sera e trovo un articolo (…) che dice che Minoli ci ha anticipato e si è candidato per la dirigenza della Rai. L’ha fatto bruciandoci, per cui, sempre secondo il Corriere della sera, Minoli è arrivato primo, io e Freccero siamo arrivati, non si sa, forse non pervenuti, e il Corriere è riuscito a fare un megascoop, a carpire una notizia che era rimasta segreta. Una mossa che secondo il Corriere dovrebbe indurre Santoro, non si capisce perchè, a lasciar cadere la sua proposta, ma il giornalista non sembra averne la minima intenzione e si rivolge direttamente al premier Monti, rivendicando l’importanza della cultura e del pluralismo e chiedendogli apertamente: “lei come la vuole, questa televisione? Minoli, gassata o Freccerella? Oppure la vuole spread? Perché se la vuole spread, il servizio pubblico a tutto può assomigliare tranne che a una banca“.

Infine a caratterizzare la puntata di ieri, la toccante testimonianza di Tiziana Marrone, moglie di Giuseppe Campaniello, l’artigiano bolognese che lo scorso 28 marzo di fronte alla sede della commissione tributaria del fisco ha deciso di suicidarsi dandosi fuoco dentro alla propria auto: la signora ha denunciato la solitudine e la disperazione di chi, pur volendo ripagare allo Stato i propri debiti, non ha il tempo materiale per farlo e non viene ascoltato dalle autorità, che mettono un muro di gomma di fronte alle richieste dei cittadini, spingendoli nella disperazione. Infine l’intervista di Giulia Innocenzi alla Presidente del Front National, terza forza politica alle elezioni presidenziali francesi con il 18% dei voti, Marine Le Pen: secondo lei “l’uscita concertata” dall’euro di tutti i paesi membri è l’unica soluzione per fermare la crisi, liberandosi dal “dominio dei dipendenti di Goldman Sachs“, tra cui la leader cita anche il nostro Monti. “La cura dell’austerità si trasformerà in rivoluzione sociale“, ed è per questo che secondo Le Pen bisogna tornare agli “stati nazione, l’esperienza euopea è fallita“.

About ClaudiaGagliardi

Nata a Pompei nel 1987, si è laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul pluralismo e l'indipendenza dell'informazione e sta per specializzarsi in Comunicazione istituzionale. Oggi si occupa delle pagine di attualità del portale Excite.it. Appassionata di giornalismo e di politica, segue con attenzione il mondo della televisione, spesso con occhio critico, soprattutto sul versante della qualità dell'informazione. Divoratrice di programmi di approfondimento e di satira, ma anche di serie tv ("Friends" e "Lost" su tutte) e di cinema, insegue il sogno di diventare giornalista professionista.

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