Speciale elezioni a L’Infedele: nell’Italia a 5 Stelle, chi ammette la sconfitta?

By on maggio 8, 2012
2012, l'Italia al voto

text-align: justify”>2012, l'Italia al votoLa vittoria di Beppe Grillo col suo MoVimento 5 Stelle è l’unico dato indiscutibile di queste elezioni amministrative, ma lo spettacolo offerto in tv dai vari rappresentanti dei “grandi” partiti nazionali non può passare inosservato: possibile che, a fronte del successo delle liste civiche grilline, nessuno abbia il coraggio di ammettere la sconfitta? Ieri sera, dopo un lungo pomeriggio di diretta no stop del Tg La7, è toccato a Gad Lerner tirare le somme della tornata elettorale appena conclusa, tra commenti a caldo dei protagonisti in collegamento e riflessioni in studio. Gli ospiti di ieri de l’Infedele, come spesso accade nella trasmissione di Lerner, hanno fornito un’analisi parziale dei fatti d’attualità, senza pretendere di rappresentare in toto la posizione dei loro partiti: un’abile manovra di smarcamento, insomma, quella che ha evitato sia ad Andrea Gibelli della Lega Nord che a Daniele Marantelli del Pd l’imbarazzo di andare alle radici del non brillante (o forse in qualche caso disastroso) risultato elettorale dei loro partiti.

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L’exploit del MoVimento 5 Stelle, che (oltre ad aver centrato l’obiettivo storico di eleggere un proprio sindaco, a Sarego in provincia di Vicenza) in città come Parma ha sfiorato il 20% portando addirittura al ballottaggio il proprio candidato, rappresenta un terremoto che di fatto ha già sconvolto la politica italiana: se si associa questo dato con la contestuale crescita dell’Idv e dei candidati non organici al Partito Democratico da un lato, e col crollo di Pdl e Terzo Polo dall’altro, si capisce come l’esperienza del governo di responsabilità nazionale stia corrodendo i consensi delle forze politiche di maggioranza. Qualcosa di simile è appena accaduto in Grecia e parzialmente anche in Francia, dove le politiche dei sacrifici e del rigore europeista sono state sonoramente bocciate da un elettorato sempre più radicalizzato. Ma l’Italia del dopo-Monti, quale strada imboccherà per tornare a sperare?

Se Pierluigi Bersani confida nell’effetto-Hollande e nella conclamata crisi del centro-destra, resta da vedere da qui al prossimo anno (quando si voterà per le politiche) cosa resterà dei “vecchi” partiti, risucchiati dal ciclone di quella voglia di rinnovamento, da troppe parti bollata come “antipolitica”, che trova oggi in Grillo un’efficace sponda. La ritirata strategica di Silvio Berlusconi in Russia ed il silenzio di tanti altri segretari e dirigenti di partito danno l’idea di un quadro politico rivoluzionato: come sottolineato ieri sera dai raggianti Leoluca Orlando e Federico Pizzarotti (collegati con Lerner rispettivamente da Palermo e da Parma), entrambi giunti al ballottaggio ma moralmente già vincitori di “missioni impossibili” contro tutto e tutti, l’Italia vuole davvero voltare pagina.

About Marco Franco

Il giornalismo come "cane da guardia" della democrazia, scrivere per diffondere idee e creare coscienza: queste sono le stelle polari che lo guidano. Studi classici, laurea in Giurisprudenza in arrivo, Marco non ha mai smesso di coltivare i suoi interessi, primo tra tutti la lettura. Libri, riviste e tanti quotidiani sempre al suo fianco, in una continua ricerca delle "verità scomode". Idealista, spesso "controcorrente" e attivo nel volontariato, ama la politica e l'informazione di antica scuola. Riccardo Iacona e Milena Gabanelli i punti di riferimento, per coraggio e professionalità dimostrati sul campo. Esperienza come web writer su diverse piattaforme e come redattore in bollettini d'informazione politica locale. Natura, sport e la musica rock le altre passioni, anzi il carburante per andare avanti!

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