Vladimir Luxuria: “Sono stata picchiata per la mia omosessualità”

By on maggio 30, 2012
Vladimir Luxuria si racconta

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Vladimir Luxuria è conosciuta per il suo piglio sensibile ma allo stesso tempo deciso. D’altronde, è riuscita a esprimere liberamente la sua identità nonostante un comune sentire che, spesso e volentieri, le ha messo i bastoni tra le ruote. La transgender (vocabolo che lei stessa ha sdoganato) ha cominciato a farsi conoscere nel grande pubblico nei primi anni Novanta, al Maurizio Costanzo Show, per poi raggiungere la popolarità da parlamentare di Rifondazione Comunista e, infine, da concorrente (e seguitamente da conduttrice) dell’Isola dei Famosi. Durante e, soprattutto, prima questa cavalcata verso la popolarità, Vladimir Luxuria ha dovuto subire pesanti discriminazioni, insulti e, in certi casi, addirittura pestaggi.

Le prime esperienze negative le ha vissute a scuola, quando ancora solo si vociferava della sua omosessualità. Al settimanale Vero, Vladimir Luxuria ha raccontato di essere stata picchiata spesse volte durante l’ora di ginnastica. Episodi del genere, però, racconta, sono accaduti anche a Londra, città ben diversa dalla Foggia conservatrice e omofoba degli anni Ottanta (adesso la città pugliese è cambiate, vi è insediata una importante sede dell’Arcigay). Difficile, all’inizio, anche il rapporto con la sua famiglia. Anche se adesso è in ottimo rapporti con i parenti, Vladimir Luxuria ha dovuto lottare per essere accettate persino nel contesto familiare.

Vladimir Luxuria

Vladimir Luxuria, nel corso dell’intervista rilasciata a Vero, ha anche parlato di politica. L’argomento che sta occupando le pagine della cronaca politica è la frenetica ascesa del Movimento 5 Stelle, formazione politica messa in piedi dal comico Beppe Grillo. onostate il grande favore di popolo che il movimento pare stia raccogliendo (almeno secondo i sondaggi), Vladimir Luxuria si è detta scettica. Le riserve, però, non si riferiscono al partito in sé, quanto al suo leader. L’intervistata ha infatti confidato un aneddoto esemplificativo: “Quando mi camdidai, fece un’infelice battuta su di me, dicendo che se Rifondazione aveva candidato un travestito, dove saremmo andati a finire?  Secondo me è omofobo e transfobo”. D’altronde Beppe Grillo non è nuovo a certe ‘sparate’ del genere, come dimostra la querelle con Fiorello sul discorso mafia (clicca qui per i particolari).

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