Caos Rai: tutti contro tutti, saltano nomine in cda

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Lorenza Lei ancora in sella alla Rai

text-align: justify”>Lorenza Lei ancora in sella alla RaiLa politica fa ancora il bello e il cattivo tempo in tema di servizio pubblico, soprattutto quando si tratta di nomine del Cda Rai. Le beghe interne ai partiti si riflettono nelle votazioni in Commissione Vigilanza, palesando (qualora ce ne fosse bisogno) le velleità lottizzatrici del quasi intero arco parlamentare. Oggi era l’occasione buona per procedere alla ratifica del nuovo Consiglio di Amministrazione dell’azienda radiotelevisiva di Stato, ma la decisione è saltata per mancanza del numero legale. Difficile, ma non impossibile, conoscere i reali motivi della diserzione dei rappresentanti del centro-destra (Pdl e Lega Nord), ufficialmente trincerati dietro difficoltà tecniche dovute a concomitanti impegni parlamentari. Nervi tesi dalle parti del Pd, i cui deputati invitano espressamente il governo a richiamare all’ordine i colleghi di maggioranza che non si sono presentati alla votazione”. Con l’incidente di percorso (voluto o non voluto) di oggi, si dovrà attendere ancora per l’indediamento dei nuovi consiglieri, ma non è da escludere un intervento del Presidente della Commissione Vigilanza Sergio Zavoli per accelerare i tempi.

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Tra le “vittime” di questo slittamento, Gherardo Colombo e Benedetta Tobagi, scelti dal partito di Bersani come indipendenti sulla base delle indicazioni fornite dal mondo delle associazioni. Se sul resto delle materie l’inedita maggioranza trasversale sinistra-centro-destra sta reggendo ben oltre le aspettative, è proprio sul nodo della televisione che si riscaldano maggiormente gli animi, essendo pesante l’influenza delle forze politiche a Viale Mazzini (e non solo). In attesa di vedere in azione Luigi Gubitosi ed Annamaria Tarantola, proiezione fedele del pensiero “montiano” dentro l’azienda televisiva di Stato, restano poche le speranze di un reale rilancio della Rai come modello di buon governo ed imparzialità, ideali obiettivi di ogni amministrazione pubblica. La frenesia dei partiti nel piazzare le proprie pedine dentro l’Agcom, organismo chiamato a svolgere delicati compiti di controllo sull’intero sistema mediatico-informativo, aveva fatto cadere le residue speranze di una tv finalmente sganciata dal doppio filo che la lega alla politica.

Le designazioni di personalità di alto profilo, come l’ex magistrato di Milano Gherardo Colombo e la stimata figli d’arte Benedetta Tobagi, rischiano di incidere poco sul ben oliato meccanismo che tarpa le ali alla Rai, anche perchè la “mission” dei prossimi dirigenti potrebbe essere principalmente la privatizzazione del servizio pubblico. A gongolare, per il momento, è tra gli altri Lorenza Lei, dg “prorogata” che continua ad incassare significative attestazioni di stima da parte dei “big” della vecchia maggioranza di centro-destra, “nostalgici” del vecchio cda e pronti a dar filo da torcere ai nuovi arrivati. Se il buon giorno si vede dal mattino, a Viale Mazzini (e nelle aule parlamentari) la “guerra fredda” dei partiti proseguirà ad oltranza, facendo strame di quel che resta dei “sogni di gloria” della tv pubblica.

About Marco Franco

Il giornalismo come "cane da guardia" della democrazia, scrivere per diffondere idee e creare coscienza: queste sono le stelle polari che lo guidano. Studi classici, laurea in Giurisprudenza in arrivo, Marco non ha mai smesso di coltivare i suoi interessi, primo tra tutti la lettura. Libri, riviste e tanti quotidiani sempre al suo fianco, in una continua ricerca delle "verità scomode". Idealista, spesso "controcorrente" e attivo nel volontariato, ama la politica e l'informazione di antica scuola. Riccardo Iacona e Milena Gabanelli i punti di riferimento, per coraggio e professionalità dimostrati sul campo. Esperienza come web writer su diverse piattaforme e come redattore in bollettini d'informazione politica locale. Natura, sport e la musica rock le altre passioni, anzi il carburante per andare avanti!
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