Corradino Mineo e la rassegna stampa di Rainews: non siamo più abituati al dibattito delle idee

By on giugno 28, 2012

text-align: center”>Corradino Mineo su Rainews

Siamo così presi dall’attaccare Barbara D’Urso per il suo terzo libro ancora in fase embrionale e dall’ironizzare sui plastici di Bruno Vespa all’indomani dell’ennesimo delitto che l’esistenza di una televisione d’eccellenza ci pare quasi inaccettabile ed anacronistica. Si parla tanto di televisione generalista in stato comatoso, di palinsesti televisivi poveri di budget e quindi di novità, ma non è detto che per realizzare un programma di qualità ci si debba svenare: mentre siamo intenti a scandalizzarci e a guazzare nel trash Raiset, non ci accorgiamo del lauto pasto che quotidianamente Rainews serve sulla tavola dei telespettatori. E non sono nemmeno pochi.

Il canale più bistrattato della Rai è un’all news nato nel 1999 e dal 2006 sotto la sapiente direzione di Corradino Mineo, un giornalista che merita una menzione d’elogio per proporre una maniera alternativa, intelligente ed educativa di fare informazione attraverso Il Caffè, la sua rassegna stampa in onda alle 6.30, alle 8.30 e alle 9.30. E’ vero, la rassegna stampa è un genere antico utilizzato dalla tv generalista a notte fonda, ma Mineo propone un elemento di novità a prima vista scontato ma assente nel panorama giornalistico attuale: sa spiegare le notizie, o meglio conferisce loro un taglio narrativo capace di sedurre anche il telespettatore meno avvezzo alla carta stampata.

E’ inutile nasconderci, siamo uno dei Paesi europei meno abituati a leggere i quotidiani e anche se tutti ormai abbiamo una connessione Internet preferiamo cliccare sulle news che più ci aggradano per poterle postare sui social network. Ma la lettura fisica del giornale – preghiera del mattino dell’uomo moderno, come ebbe a definirla il filosofo Hegel – pretende che si parta dalla prima pagina e di là si prosegua: non esistono salti, si è obbligati ad affrontare la realtà nelle sue mille sfaccettature. E quando si è davanti a più giornali – come nel caso di Mineo – ci si apre davanti un mondo.

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Sorprende la capacità del direttore di leggere e commentare prime pagine e non dei maggiori quotidiani italiani, dagli istituzionali Corriere della sera e Repubblica passando per i destrorsi Il Foglio e Il Giornale fino ad Avvenire – e non dimenticando le testate straniere – fornendo non un commento ideologico, bensì una ricostruzione in sintesi del fatto, impreziosito da note storiche e sociologiche. Trovatemi infatti un direttore di giornale che spieghi la questione dell’eurobond in questa maniera:

La Germania è contraria agli eurobod in quanto per una questione antropologica debito e colpa hanno la stessa radice: chi ha il debito lo deve pagare, non esiste che si mettano i debiti in comune“.

A parere di chi scrive questo “format” così a basso costo è un genere dimenticato dalla nostra televisione che andrebbe maggiormente sfruttato: per motivi forse anche antropologici non siamo più abituati ad ascoltare chi la pensa in maniera dalla nostra (l’autore di questo post non ha un’alta considerazione delle testate allineate a destra), ma soprattutto ci siamo abituati ad accettare le news come frasi fatte senza andare più in profondità come meriterebbero. In un Paese normale Rainews dovrebbe venir considerata la CNN italiana, il fiore all’occhiello di una tv di Stato, la sua fanciulla meglio agghindata, e non far parlare di sè solo per il direttore costretto a sistemarsi la telecamera per la mancanza del cameraman o per il coming out del giornalista Alessandro Baracchini  (lui lo ha fatto in maniera eccellente, ma assurdo è stato il clamore suscitato in un Paese che dovrebbe considerare l’omosessualità scontata come l’esistenza del mare o della pioggia).

 

About Marcello Filograsso

Studia Giornalismo all'Università degli Studi di Bari e ha esperienza come blogger e addetto stampa di un giovane politico della sua città. Il suo primo amore è la televisione, soprattutto per le serie tv americane come le sitcom "Will & Grace", "Modern Family" e "Tutto in famiglia". Ha la passione per il canto - che sfoga solo al karaoke - e segue con molto interesse i talent show come "X Factor", da quest'anno su Sky. Ama leggere quotidiani, settimanali e libri che parlano di televisione. Il suo modello di critico televisivo è Aldo Grasso. Il suo ambizioso sogno è condurre il Festival di Sanremo.

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