Euro 2012, i convocati di Cesare Prandelli: considerazioni

By on giugno 4, 2012
Cesare Prandelli

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Euro 2012 è ormai alle porte. La nazionali dei paesi partecipanti a breve si recheranno in Polonia e Ucraina per disputare la massima competizione continentale. Come accade di solito per le manifestiazioni di questo tipo, stanno emergendo, tanto sul web quanto nei giornali cartecei, le più svariate speculazioni sul modulo e sui giocatori che gli allenatori metteranno in campo. Ovviamente, qualsiasi ipotesi non può prescindere da un’analisi dei convocati delle singole nazionali.

Cosa si può dire dell’Italia? Innanzitutto, dietro la scelta dei 23 operata da Cesare Prandelli è possibile intravedere il suo progetto di gioco. Dando un’occhiata anche superficiale ai nomi della categoria ‘attaccanti’ balza subito all’occhio l’assenza di un centravanti puro, vecchia maniera: alto, possente, bravo nei colpi di testa. Ciò rivela la volontà di Prandelli di perseverare nel gioco espresso in questi due anni: possesso del pallone e gioco rasoterra. Anche la lista dei centrocampisti conferma questa evidenza: gli 8 mediani, eccetto Emanuele Giaccherini, sono dei centrali, dall’alto tasso tecnico e in grado di tenere la palla tra i piedi. Di ali (eccetto lo juventino) nemmeno l’ombra, di incontristi alla Gattuso, invece, ce n’è solo uno: Antonio Nocerino, che però rispetto a Ringhio possiede più qualità e meno agonismo.

La Nazionale

Ciononostante, se si guarda bene ai nomi e alla caratteristiche dei 23, si notano delle ‘anomalie’. In buona sostanza, Prandelli ha lasciato la porta aperta per una eventuale – e dopo la sconfitta di venerdì – probabile rivoluzione tattica. Ha portato con sé Giaccherini, fuori ruolo nel 4-3-1-2 azzurro, e ha preferito portare più centrali di difesa rispetto ai terzini. Cosa significa? In parole povere, l’allenatore sta covando la possibilità di schierare un 3-5-2 alla juventina e, ovviamente, con i giocatori della Juventus: Bonucci, Barzagli, Chiellini, Pirlo, Marchisio e, appunto, Giaccherini. Un’idea che, alla luce delle difficoltà incontrare nella scorsa amichevole, appare percorribile.

L’importante, comunque, è che si sia tornati finalmente a parlare di calcio giocato, dopo gli scandali che hanno occupato le pagine dei giornali sportivi fino a pochissimo tempo fa (clicca qui per i particolari).

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