La redazione del Fatto risponde a Telese: “Ci ha insultati”. E la lite con Travaglio continua sul web

By on giugno 9, 2012
I COLLEGHI DEL FATTO SALUTANO TELESE

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Dopo 24 ore di silenzio la redazione del Fatto Quotidiano ha deciso di rispondere a Luca Telese: l’editorialista ha lasciato il quotidiano diretto da Antonio Padellaro e Marco Travaglio spiegando le sue ragioni in un’intervista al vetriolo al Corriere della Sera. Telese ce l’aveva soprattutto con il suo vicedirettore, ma evidentemente l’intera redazione non ha gradito lo sfogo dell’ex collega: “Diciamo che al Fatto eravamo divisi tra Bosnia-Erzegovina e Croazia. E che politicamente, a un certo punto, hanno preso il potere i croati. Così dopo il primo turno delle amministrative Beppe Grillo è diventato Gesù. Casaleggio un guru. Ma il povero Tavolazzi non lo si poteva intervistare… Troppo per me“. Queste ed altre le dichiarazioni di Telese sulla sua esperienza al Fatto, che si è ormai definitivamente conclusa: il giornalista fonderà un nuovo quotidiano il prossimo settembre, dal titolo Pubblico.

Dopo l’addio, i colleghi del Fatto hanno voluto “salutare” Telese con un messaggio ermetico che più che un augurio ricorda, nella forma e nello stile, un necrologio (in foto, ndr): Il collega Luca Telese ha lasciato il Fatto Quotidiano coprendo un’intera redazione di insulti e menzogne. Gli auguriamo buona fortuna“. La replica di Telese è arrivata da Twitter: “Leggo che avrei ‘coperto una intera redazione di insulti e menzogne’. Peccato che io non abbia citato nessuno della redazione”. In effetti le uscite peggiori le ha riservate al vicedirettore Marco Travaglio, dipingendolo come uno snob dal  piglio autoritario con cui è  impossibile dialogare. Ma a scatenare l’ira di Telese era stata soprattutto la linea del quotidiano nei confronti di Beppe Grillo. Peccato che lo stesso Telese avesse mostrato più volte viva approvazione nei confronti del comico genovese del suo Movimento 5 Stelle. A ricordarglielo è proprio Marco Travaglio dalla sua pagina Facebook.

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Il vicedirettore del Fatto Quotidiano ha pubblicato uno stralcio dal sito Dagospia che racconta un episodio avvenuto in redazione (e se Travaglio lo ha rilanciato c’è da credere che sia successo davvero) in seguito alla sfuriata di Telese: “Nelle stanze del Fatto Quotidiano l’alba del giorno dopo è un gesto. A pochi minuti dalla riunione, nella bacheca del giornale, Marco Travaglio, vicedirettore del quotidiano, appende una fotocopia. È un articolo a firma del transfuga, Luca Telese (…) un’apologia di Beppe Grillo e del suo guru Gianroberto Casaleggio, firmata il 19 gennaio scorso, non dalle ipotetiche falangi bosniaco-grilline evocate da Telese, ma da Luca Telese stesso. Un pezzo fitto di superlativi assoluti ‘genialissimo’, ‘meraviglioso’, ‘ciclone’ che magnificano il comico e il suo ‘spin doctor’, smontano alla base la tesi secondo cui l’ex del Giornale sarebbe andato via, sbattendo porte e passati, per un eccesso di grillismo nelle stanze di Via Valadier“.

Insomma, altro che indignazione per la linea grillina assunta dal quotidiano: Telese era il primo apologeta del Movimento 5 Stelle e della sua salvifica funzione di rottura nel sistema politico  italiano. Tanto che, si legge ancora su Dagospia, “i giornalisti esterrefatti ricordano che, contrariamente a quel che afferma Telese sul Corriere, il grillino espulso da Casaleggio e Grillo, Tavolazzi, fu intervistato proprio dal Fatto e le polemiche nate nel movimento 5 Stelle sulla sua defenestrazione furono rivelate proprio dal sito del Fatto quotidiano“. Intanto Travaglio sarà ospite della puntata di Tv Talk in onda sabato 9 giugno, certamente incentrata sul successo di Servizio Pubblico, che ha concluso la sua prima stagione con un bilancio più che positivo.

About ClaudiaGagliardi

Nata a Pompei nel 1987, si è laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul pluralismo e l'indipendenza dell'informazione e sta per specializzarsi in Comunicazione istituzionale. Oggi si occupa delle pagine di attualità del portale Excite.it. Appassionata di giornalismo e di politica, segue con attenzione il mondo della televisione, spesso con occhio critico, soprattutto sul versante della qualità dell'informazione. Divoratrice di programmi di approfondimento e di satira, ma anche di serie tv ("Friends" e "Lost" su tutte) e di cinema, insegue il sogno di diventare giornalista professionista.

One Comment

  1. Valerio

    giugno 9, 2012 at 08:28

    Travaglio pecca di superbia e di saccenza, penso che questa più che un’opinione di Telese sia un dato di fatto. Detto ciò Telese non lo capisco, sono mesi che nella sua trasmissione si è fatto confuso e confusionario nei suoi punti di vista, quasi contraddittorio. Dovrebbe spiegare, prima di rasentare il ridicolo, perché nel giro di poche settimane ha rimodulato e rivisto il suo giudizio su parecchie personalità della politica, non solo Grillo, checché possiamo pensarne. Ha voluto via la Costamagna per imbarcare nella sua trasmissione su La7 un collega cinico e falso come Porro. Ha cominciato in trasmissione ad avere un piglio aggressivo che malcela una frustrazione che farebbe bene ad esternare con uno sfogo chiaro, affinché stia meglio e renda lineari i suoi comportamenti, che lineari non sono. Sapeva che Il Fatto Quotidiano per il quale scriveva ha una linea editoriale quasi sempre pregiudizialmente colpevolista, radicale e affascinata dall’antipolitica, e che l’antiberlusconismo non può esaurirsi.con le dimissioni di Berlusconi dalla carica di primo ministro, se questi continua a fare politica attiva nei Palazzi che contano. Ho letto di lui su un altro sito che sempre al Corriere o sulla sua pagina Twitter ha lamentato l’accanimento del giornale diretto da Padellaro per la parte politica non più al governo usando una metafora macabra e irripetibile, aggiungendo che ora che Berlusconi non era più al governo bisognava “costruire e non distruggere”. Questa affermazione mi fa pensare che Telese più che contro Grillo si stia riconvertendo ad un pietismo d’accatto, di chi dopo aver scritto per un quotidiano che dipinge Berlusconi emblema della cattiva politica e della cattiva coscienza degli italiani, voglia pian piano riavvicinarsi ad un terzismo che in Italia risulta più conveniente (il classico piede in due scarpe), ignaro delle grandi capacità di ripresa che ha avuto il centrodestra in passato dopo momenti di crisi di consensi analoghi (riprese per le quali molti commiseranti hanno “pianto” lacrime di coccodrillo). Se fosse così allora se ne vada dove vuole, faccia pure il suo cerchiobottismo, fondi nuovi giornali ma non accusi gli altri di censure che parrebbero – fino a prova contraria – non esserci state, anche se un giornale veramente libero non pubblica due edizioni, una più di battaglia per il web ed un’altra più moderata per edicole. Gli errori di Telese non esentano Travaglio dall’evitare di essere presuntuoso da identificare gli insulti da parte del collega ad egli stesso come insulti ad “un’intera redazione”. Non è corretto farsi scudo con gli altri, tirandoli in ballo. Il direttore è lui, è a lui che Telese ha dichiarato di volersi rivolgere.

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