Le tre rose di Eva, parla Luca Ward: “Il cattivo Ruggero Camerana ci sarà anche nella seconda serie”

By on giugno 5, 2012

text-align: center”>Luca Ward nella seconda serie di Le tre rose di Eva

Il cattivo di turno è necessario in ogni racconto che si rispetti: non c’è narrazione che tenga senza un personaggio che in grado di opporsi alla realizzazione dei sogni dei protagonisti. E anche Le tre rose di Eva rispetta il canone classico del racconto: con la differenza che in questo melodramma noir i cattivi sono tanti, e spesso si confondono con i buoni, con continui capovolgimenti di fronte che tengono sempre sulle spine i telespettatori. Ma tra tutti c’è il cattivo per eccellenza, il personaggio dalle intenzioni più diaboliche e dai comportamenti più amorali, Ruggero Camerana: a dare il volto a quest’uomo senza scrupoli è l’affascinante Luca Ward, attore di fiction e cinema, ma soprattutto doppiatore di successo (è sua la voce del Gladiatore Russel Crowe, ma anche di una dozzina di altri divi hollywoodiani come Keanu Reeves, Samuel L. Jackson, Kevin Bacon, i fratelli Baldwin, Robert Downey Jr e tanti altri).

Intervistato da Tv Sorrisi e Canzoni, Luca Ward  ha raccontato l’esperienza di calarsi nei panni di un personaggio perfido come Camerana: “Io lo chiamo il “cattivik” della situazione, ma è così cattivo per tutta una serie di motivazioni che si spiegheranno più avanti con un sorpresone finale“. Grandi novità ci attendono dunque in queste ultime puntate di Le tre rose di Eva, in onda ogni mercoledì in prima serata su Canale5. Ma chi sono i cattivi veri per Luca Ward? “In primis i politici – ha dichiarato a TVS&Cperché pensano agli affari loro e della gente non gliene frega niente, lo dimostrano tutti i giorni. Sono loro i “cattivik”, per questo la gente si sta allontanando da certe figure”. Mentre sul lavoro ha confessato di aver incontrato una persona, di cui si guarda bene dal fare il nome, che gli ha messo i bastoni tra le ruote: “Anni fa c’era un personaggio molto importante nell’ambiente dello spettacolo che, per i suoi scopi, triturava chiunque lo ostacolasse e piazzava solo chi voleva lui. Un vero cattivo”.

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Della sua partecipazione a Le tre rose di Eva, Luca Ward si dice entusiasta: e pensare che il suo personaggio era stato immaginato come temporaneo (sarebbe dovuto sparire dopo poche puntate), ma è poi diventato un pilastro della trama di intrighi e passioni ambientata nei vigneti toscani. Il segreto di Le tre rose di Eva, secondo l’attore, dipende da una “scrittura molto furba” e dalla concentrazione delle puntate: la scelta montare per ogni episodio meno di 80 minuti garantisce un ritmo serrato e una durata adeguata ad una prima serata, così come avviene negli Usa con i grandi serial. La fiction diretta da Raffaele Mertes ha conquistato una media di oltre cinque milioni di telespettatori e non ha mai conosciuto crisi, nonostante il numero delle puntate (ben 12) che ne fa certamente una lunga serialità. Anzi, le ultime puntate hanno registrato addirittura dati in crescita: l’ultimo episodio in onda mercoledì 30 maggio (qui la sintasi dettagliata) ha registrato il record d’ascolto di 5.563.000 telespettatori con il 21,08% di share e con certi numeri, di questi tempi, non c’è da stupirsi che Mediaset abbia già ordinato a Mediavivere la realizzazione di una seconda stagione. Lo conferma anche Luca Ward che alla domanda se il suo personaggio sarà presente anche nel sequel de Le tre rose di  Eva, ha risposto convinto: “Penso proprio di sì, figuriamoci se lo fanno sparire“.

L’appuntamento con la decima e penultima puntata di Le tre rose di Eva è per mercoledì 6 giugno, in prima serata su Canale 5.

About ClaudiaGagliardi

Nata a Pompei nel 1987, si è laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul pluralismo e l'indipendenza dell'informazione e sta per specializzarsi in Comunicazione istituzionale. Oggi si occupa delle pagine di attualità del portale Excite.it. Appassionata di giornalismo e di politica, segue con attenzione il mondo della televisione, spesso con occhio critico, soprattutto sul versante della qualità dell'informazione. Divoratrice di programmi di approfondimento e di satira, ma anche di serie tv ("Friends" e "Lost" su tutte) e di cinema, insegue il sogno di diventare giornalista professionista.

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