Rete 4 è abusiva e ci costa 10 milioni di euro: l’Italia costretta a risarcire Europa 7

By on giugno 11, 2012

text-align: center”>Italia deve risarcire 10 milioni di euro a Di Stefano

Dopo anni di battaglie legali, Europa 7 ce l’ha fatta: la società di Francesco di Stefano si è vista riconoscere finalmente il diritto a trasmettere su scala nazionale. Nel 1999 Europa 7 aveva ottenuto dallo Stato la concessione per l’utilizzo di tre frequenze radiotelevisive, con una copertura dell’80% del territorio nazionale, ma non ha mai potuto trasmettere perchè quelle stesse frequenze erano coperte da Rete4. La Corte europea dei Diritti umani di Strasburgo ha condannato l’Italia per non aver concesso per dieci anni alla rete le frequenze per trasmettere: il nostro Paese dovrà pagare alla società 10 milioni di euro a titolo di risarcimento per danni materiali e morali, a fronte di una richiesta da parte di Di Stefano che ammontava a due miliardi di euro.

La condanna della Corte europea è stata motivata con la violazione, da parte dello Stato italiano, dell’ “obbligo prescritto dalla Convenzione europea dei diritti umani di mettere in atto un quadro legislativo e amministrativo per garantire l’effettivo pluralismo dei media“. Il nostro Paese ha dunque determinato uno status quo lesivo della libertà di espressione, nonchè del diritto alla libertà privata. Infatti, dopo aver vinto la gara per l’assegnazione delle frequenze, Europa 7 non è stata mai messa in condizione di tramettere, se non nel 2009 e su una sola frequenza, perchè nuove leggi hanno sempre prorogato la titolarità di più frequenze per quelle emittenti che già trasmettevano, pur senza alcuna concessione (si legga Rete4, da anni destinata al satellite, che non ha mai abbandonato la trasmissione in chiaro).

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Un ostracismo da parte dello Stato che, attraverso leggi ad personam, proroghe e ostacoli burocratici di vario ordine e grado, ha sortito l’effetto di mantenere in vita il monopolio della televisione privata nelle mani di Silvio Berlusconi. Una storia sconcertante di abuso di potere, che ha costretto Di Stefano a intraprendere una battaglia legale forse senza precedenti nel nostro Paese per ristabilire una condizione di legalità e che gli ha  impedito di realizzare la sua attività nella quale aveva investito ben 15 milioni di euro, dotando il  ”Centro Europa 7” di Roma dei più grandi studi televisivi d’Europa. La prima reazione politica alla storica sentenza è arrivata dall’Italia dei valori, che da anni si batte in Parlamento per contrastare il conflitto d’interessi macroscopico che investe l’ex premier Silvio Berlusconi, uomo di governo e proprietario del colosso televisivo Mediaset: “La condanna che arriva dalla Corte europea dei diritti umani sul caso Europa 7 è solo la conferma dei danni prodotti da Berlusconi e dal suo governo” ha affermato il leader Antonio Di Pietro in una nota. “L’ex presidente del Consiglio ha utilizzato a proprio uso e consumo le istituzioni, piegandole ai propri interessi e calpestando la democrazia e l’informazione. (…) L’emittente televisiva Europa 7 è stata vittima di un vergognoso abuso perpetrato per anni e per questo nessun risarcimento sarà mai abbastanza“.

About ClaudiaGagliardi

Nata a Pompei nel 1987, si è laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul pluralismo e l'indipendenza dell'informazione e sta per specializzarsi in Comunicazione istituzionale. Oggi si occupa delle pagine di attualità del portale Excite.it. Appassionata di giornalismo e di politica, segue con attenzione il mondo della televisione, spesso con occhio critico, soprattutto sul versante della qualità dell'informazione. Divoratrice di programmi di approfondimento e di satira, ma anche di serie tv ("Friends" e "Lost" su tutte) e di cinema, insegue il sogno di diventare giornalista professionista.

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