Terremoto in Emilia Romagna: Bruno Vespa ci riprova con il plastico

By on giugno 5, 2012
Bruno Vespa a Porta a Porta

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Il plastico di Bruno Vespa è ormai entrato a far parte dell’immaginario colletivo degli italiani. Era il 2002, l’anno in cui per la prima volta il famoso giornalista della Rai ‘introdusse’ a Porta a Porta la moda del plastico. Al tempo, l’argomento centrale di tutte le cronache era l’omicidio del piccolo Samuele. Il modellino ritraeva la casa di Annamaria Franzoni. Da allora, molti delitti hanno subito l’infamia della spettacolarizzazione (Chiara Poggi, Sarah Scazzi) e, ovviamente, l’immancabile rito del plastico.

Ma chi pensava che la mania del plastico convolgesse solo e soltanto i fatti di cronaca nera si sbagliava. Infatti, ieri, durante la puntata di Porta a Porta dedicata al terremoto in Emilia Romagna, Bruno Vespa ha sfoderato il suo ultimo modellino. Non solo, ha persino simulato un crollo. La cosa, sicuramente singolare, ha scatenato l’ilarità dei telespettatori, che hanno dato sfogo al loro senso dell’umorismo su internet, in special modo su Twitter. I cinguettii dedicati al povero Vespa sono divertenti e in alcuni casi persino impietosi. A spiccare tra tutti gli altri è il seguente: “Nessuno lo dice ma tutti lo pensano. Quando muori, caro Vespa, vogliamo avere il tuo plastico!

Bruno Vespa

Che Bruno Vespa abbia il vizio di spettacolarizzare i fatti di cronaca è risaputo. L’eccessiva dose di spettacolo con cui ‘imbratta’ il suo programma, ufficialmente di approfondimento e di informazionale, è stata alla base di una sentenza storica nel panorama televisivo. Un giudice, infatti, ha decretato quello che in fondo un po’ tutti sospettavano: Porta a Porta non è un programma che fa giornalismo, ma un programma che fa spettacolo (clicca qui per i particolari). Lo ha deciso il giudice Paolo Mormile nell’ambito di una causa avente come oggetto i contratti dei dipendenti della trasmissione, non omologati ai regolamenti dell’albo dei giornalisti. “Porta a Porta non fa giornalismo ma spettacolo” quindi il corpus di nome del’ordine non può essere preso a riferimento.

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