Cinecittà, si celebra il funerale e Abete minaccia licenziamenti

By on luglio 27, 2012
I manifestanti celebrano i funerali di Cinecittà per protesta

text-align: center”>I manifestanti celebrano i funerali di Cinecittà per protesta

E’ l’era dei banchieri anche a Cinecittà in cui continua la protesta dei dipendenti contro i tagli  del nuovo piano industriale di Luigi Abete che in conferenza stampa ha ribadito la volontà di andare avanti con i progetti di trasformazione della mecca del cinema italiano sottolineando la incomunicabilità con i sindacati dei dipendenti degli Studios di Cinecittà, di proprietà statale, ma gestita da  una Spa presieduta dal banchiere Luigi Abete.  E i lavoratori di Cinecittà, mentre i tecnici discutevano del futuro della città del cinema,  attraverso una manifestazione di protesta piuttosto variopinta, hanno celebrato i funerali del sogno che rappresentava un tempo la sede principale del cinema italiano, in cui si intendono costruire piscine, alberghi a cinque stelle, parcheggi, palestre oltre che un nuovo teatro di posa.

Nonostante le rassicurazioni del banchiere, i sindacati infatti guardano con paura allo spacchettamento dell’azienda e alla cementificazione di via Tuscolana per un futuro incerto, soprattutto per quanto concerne il destino degli Studios e i suoi dipendenti. “Il problema – ha dichiarato Abeteè che Cinecittà conta 220 dipendenti, 50 più del necessario e i sindacati messi davanti alla scelta se trasferire parte di essi in una società del gruppo che si occupa di costruzioni non solo per il cinema ma anche per parchi a tema e outlet, non mi hanno risposto. Mentre alcuni studi restano occupati dai lavoratori. Se continueranno porteremo avanti i licenziamenti”.

cinecitta-manifestazione-neve

Una vera e propria minaccia, quella nei confronti dei dipendenti di Cinecittà, tra l’altro colpita recentemente anche da un vistoso incendio, che in ogni caso continuano la protesta supportati da molti autori dello spettacolo anche se Carlo Verdone ha voluto sottolineare  l’incoerenza di molti colleghi che hanno aderito alla protesta e poi girano i film altrove. “L’età dell’oro non tornerà più” ha commentato Verdone, ma è pur sempre vero che la crisi e i tagli ai fondi dello spettacolo hanno creato un circolo vizioso in cui il cinema, e soprattutto Cinecittà, sta perdendo sempre più centralità.

Sempre più impiegata dalla televisione come recentemente è accaduto con Servizio pubblico, è grazie al programma di Michele Santoro che è stato possibile impiegare, oltre ai programmi tradizionali, gli studios  e i tecnici sottoutilizzati anche se la vocazione di Cinecittà rimane sempre quella di felliniana memoria. Quale sarà, alla luce di tutto, il futuro della Hollywood italiana? Senza dubbio, per coloro che sono cresciuti coi sogni da cinematografo, quello che sta accadendo oggi sembra paradossale, perché mai si sarebbe potuto pensare che anche la fabbrica dei sogni, un giorno, sarebbe stata defraudata in tal modo. E se il cinema è metafora della vita, senz’altro Cinecittà è metafora dell’Italia che va. Altrove…

About Alessia Onorati

E' laureata in Lettere indirizzo Discipline dello Spettacolo con una tesi sul metalinguaggio nel cinema documentario. Sin dalla tenera età amante della scrittura, è approdata al mondo del giornalismo con uno stage post universitario in un giornale locale della sua zona di residenza per poi iniziare varie collaborazioni da free lance con mensili di spettacolo e siti web. Appassionata di letteratura, viaggi, teatro e cinema, non può fare a meno della tv e soprattutto adora i programmi gialli e horror, nonché di mistero e approfondimento culturale "di qualità".

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *