Crollo degli ascolti del TG5, Mimun lancia “TG5 Anticipazioni”

By on luglio 27, 2012
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Un crollo degli ascolti senza precedenti, che ha indotto il direttore Clemente Mimun a correre ai ripari, quello del Tg5 che fermatosi sulla soglia del 16% contro il 23-24% del Tg1, risulta agonizzante e sempre meno gradito dal pubblico che preferisce di gran lunga i telegiornali della Rai e quello di La7 di Enrico Mentana che sta crescendo a vista d’occhio. Sarebbe, secondo la logica dell’entourage di Mimun, il pessimo traino delle repliche de La ruota della Fortuna a indurre i telespettatori a tenersi lontani dal Tg5 ( lo share del programma di Enrico Papi si aggira intorno al 7%) dunque che fare per soppiantare la crisi?

Clemente Mimun ha deciso di lanciare dal prossimo 30 luglio un TG5 Anticipazioni che inizierà alle 19,45 e si occuperà di presentare le notizie del giorno facendo inoltre una carrellata di previsioni del tempo approfondite ( ma con un linguaggio meno tecnico e più comprensibile dai non addetti ai lavori) e di notizie di economia legate alla crisi economica. Insomma, da ciò che si desume, Mimun intende porre riparo al calo degli ascolti con le due ossessioni principali degli italiani: la crisi economica e il tempo meteorologico, ma ci riuscirà veramente?

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Dopo il lancio del TG Bau e Miao, nuova ideata per Clemente Mimun che lancia in via sperimentale il Tg5 Anticipazioni in quindici minuti di anteprima delle news di punta di casa Mediaset ma anche spazio a piogge, schiarite e nuvoloni in arrivo tra Virgilio, Caronte e Circe conditi da economia e risparmio, giusto per differenziarsi dal qualunquismo istituzionale. In tutto questo, per quel 7% che segue La ruota della Fortuna, dovrà sintonizzarsi prima su Canale5 per guardarlo in quanto il programma comincerà alle 18,15 per permettere poi al TG5 la poderosa carrellata di news, previsioni e economia che poi traghetteranno il pubblico verso il Tg5 vero e proprio che inizierà alle 20, come da tradizionale programmazione. Riuscirà Mimun in questo modo  a salvare il salvabile?

About Alessia Onorati

E' laureata in Lettere indirizzo Discipline dello Spettacolo con una tesi sul metalinguaggio nel cinema documentario. Sin dalla tenera età amante della scrittura, è approdata al mondo del giornalismo con uno stage post universitario in un giornale locale della sua zona di residenza per poi iniziare varie collaborazioni da free lance con mensili di spettacolo e siti web. Appassionata di letteratura, viaggi, teatro e cinema, non può fare a meno della tv e soprattutto adora i programmi gialli e horror, nonché di mistero e approfondimento culturale "di qualità".

2 Comments

  1. Valerio

    luglio 28, 2012 at 01:55

    Dopo aver fatto leva sul sentimentalismo animalista, ora Mimun anticipa in realtà il notiziario di quindici minuti nel tentativo di far dimenticare che altrove andranno in onda gli avversari. Non funzionerà. Il vero problema del Tg5 è che sa di finto: è fazioso, la rassegna stampa del mattino (“Prima pagina”) è INGUARDABILE E OFFENSIVA DEI TELESPETTATORI, ci sono solo Libero, Il Giornale, Il Tempo e i quotidiani sportivi, quando non ci sono titoli scomodi per il padrone-politicante, allora breve apertura su Corriere, Stampa e Repubblica, altrimenti solo i giornali amici del centrodestra. Non so se se ne sono accorti, ma a La7, al Tg3 Linea Notte, su Sky e RaiNews i giornali invece vengono letti tutti, almeno quasi sempre, e per tutti si intende ovviamente anche quelli che a Mediaset oscurano (Il Fatto Quotidiano, Il Manifesto e l’Unità). Li leggono tutti le notti e tutte le mattine, coi quotidiani di tendenza opposta, non solo quando i titoli non trattano di Berlusconi come fa Mimun che presenta i quotidiani di centrosinistra un giorno sì e tre no, confinandoli alla fine con la scusa che c’è poco tempo non gli dedicano la stessa attenzione che dedicano ai giornali di destra. Questo la gente, almeno quella parte un po’ più sveglia del Paese, lo ha capito: vuole un’informazione completa, non il Min.Cul.Pop. di fascista maniera. E poi anche la rassegna stampa della notte è parziale e faziosa: il Fatto Quotidiano è bandito (e si immagina il perché), e gli altri quotidiani non innocui al centrodestra tipo appunto L’Unità e il Manifesto vengono spesso letti solo nei titoloni quando Libero e in particolar modo Il Giornale sono letti fin nei dettagli e nei titoletti di spalla o di fondo. Ripeto: la gente non è scema. Se le offrì una prospettiva di informazione più completa come grazie al tg di Mentana non è che torna ad accontentarsi di sentire solo una campana. Mediaset dovrebbe aggiornarsi ed avere il coraggio di aprirsi senza ripensamenti opportunistico-elettorali perché se continuano così dubito che la tendenza negativa andrà ad arrestarsi. Oggettivamente il Tg5 è troppo di parte per essere ad un soffio dagli ascolti del primo Tg, che comunque rimarrà sempre paludato e filogovernativo, ma almeno avendo per editore il Parlamento non può proprio censurare sempre i partiti di minoranza. Al Tg5 quando invece all’opposizione non c’è Berlusconi si sente solo la parte più morbida di critiche, i partiti che “dialogano” e i giornalisti e gli opinionisti sempre dello stesso colore, o comunque tutti diversamente concordi con Berlusconi che ora è impopolare (era ora!) per cui dopo anni di ingiusti successi è anche giusto godersi la parabola discendente di un sistema di potere che ha fatto il buono e il cattivo tempo incurante do aver occupato per anni il 50 % delle frequenze nazionali che contano e tre emittenti su sei visibili in tutta Italia. Il digitale è una parziale e timida apertura, una pseudo liberalizzazione del mercato delle frequenze, ma se almeno fosse più visibile sul territorio nazionale La7, se non altro dovranno vedersela con un concorrente in più.

  2. Valerio

    luglio 28, 2012 at 02:04

    Certo, qualcuno mi potrebbe ricordare che Enrico Mentana è stato per anni direttore del Tg5. Ora non ricordo quanto allora fosse più libero che sotto le gestioni Mimun e Rossella (perché allora non seguivo con attenzione i fatti della politica o le rassegne). Ad ogni modo Mentana se ne andò da Mediaset proprio perché insofferente sul divieto di andare in onda con Matrix sul caso Eluana Englaro. Io vedo come dirige il TgLa7 dove ha per editore la Telecom e non Mediaset e almeno legge ogni giorno anche i giornali di centrosinistra/sinistra a differenza del Tg5 per cui la sostanza del mio pensiero rimane coerente ed immutata.

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