Euro 2012, è finita l’agonia dei giornalisti di Rai Sport. Adesso un Prandelli anche per loro

By on luglio 1, 2012

text-align: center”>Pannofino e Mazzocchi

E va bene, lo hanno scritto tutti, è diventato come sparare sulla Croce Rossa, ma se c’è un grande sconfitto in questo Europeo del 2012 non è l’Italia di Cesare Prandelli – ma vi rendete conto che l’allenatore toscano ha dovuto ereditare una squadra che solo due anni prima era stata eliminata nella fase a gironi di un Mondiale dalla modesta Slovacchia? – bensì la telecronaca della Rai. Non si tratta di scambiare Jordi Alba con Arbeloa, di chiamare Xavi Alonso il vero Xabi Alonso, il problema è che questi giornalisti soffrono di una povertà lessicale allucinante e stasera lo hanno dimostrato più che nelle altre occasioni.

La nutrita squadra di uomini Rai si serve di un’unica espressione per spiegare la presunta stanchezza dei nostri ragazzi, “siamo sulle gambe“. A coniare la curiosa locuzione è Bruno Gentili, per poi passare sulla bocca del suo commentatore tecnico che come al solito non fa altro che ripetere con parole diverse ciò che ha sentenziato il collega. Ma non è finita: da bordocampo Alessandro Antinelli conferma che effettivamente “eravamo sulle gambe”, anche se la certezza arriva solo quando va in onda lei, nostra Madonna dei fari Paola Ferrari: “La squadra era sulle gambe”. E curiose sono le spiegazioni sul flop italiano.

E ti pareva che all’indomani di una sconfitta tricolore non veniva riesumata la giustificazione degli stranieri? Gli scienziati di Stadio Europa chiedono a gran voce interventi sui calendari, maggiori investimenti sui talenti italiani e naturalmente la massiccia presenza di stranieri all’interno del campionato italiano. A sentir gridare Enrico Varriale in studio – sta alzando la voce manco fosse a Diretta Stadio – sembra che siamo stati umiliati alla prima partita dell’Europeo. Ma non contenti, i nostri approfittano del superospite della serata: il presidente del consiglio Mario Monti.

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Il premier avrebbe dovuto avere l’astuzia di imporre una tassa sulla Ruta ad Amedeo Goria, il quale regala – stasera sicuramente lo ha fatto per consolarci – alcune perle di comicità involontaria. La colpa della gag più colossale però è di Marco Mazzocchi, che imbocca al collega la domanda da porre al presidente: “Visto che ci stanno guardando da tante piazze, ma quando usciremo dalla crisi?“. Un quesito che così strutturato sarebbe stato concepibile se formulato dal bambino paffutello della scuola elementare di Roma alla quale il premier avrebbe potuto fare visita, magari accarezzandogli la testa e accennando un sorriso per allontanare la sua proverbiale freddezza. Invece no, la domanda l’ha fatta Goria con complice Mazzocchi.

Con la conclusione di questo Europeo, si spera che abbia luogo una profonda rivisitazione della squadra di Rai Sport. Non è possibile assistere a scenette del tipo “Ma perchè De Rossi è a centrocampo?”; “Perchè è un centrocampista” o a telecronache così poco obiettive da parte di chiunque. Un restyling non sarebbe male, o almeno trovate un Prandelli anche per i telecronisti.

About Marcello Filograsso

Studia Giornalismo all'Università degli Studi di Bari e ha esperienza come blogger e addetto stampa di un giovane politico della sua città. Il suo primo amore è la televisione, soprattutto per le serie tv americane come le sitcom "Will & Grace", "Modern Family" e "Tutto in famiglia". Ha la passione per il canto - che sfoga solo al karaoke - e segue con molto interesse i talent show come "X Factor", da quest'anno su Sky. Ama leggere quotidiani, settimanali e libri che parlano di televisione. Il suo modello di critico televisivo è Aldo Grasso. Il suo ambizioso sogno è condurre il Festival di Sanremo.

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