Lucio Dalla, ecco a chi andrà l’eredità: escluso Marco Alemanno

By on luglio 5, 2012

text-align: justify”>Quant’è beffardo il destino. Non solo s’è portato via Lucio Dalla troppo presto, quando nessuno se l’aspettava e quando c’erano ancora tante cose da fare. Per quanto il suo compagno di vita e collaboratore, Marco Alemanno, non avrà niente di suo. Nemmeno una lira, nemmeno un oggetto, nemmeno un luogo fisico. Nulla che possa essere ricondotto al nome dell’uomo che ha amato e che l’ha amato. Forse Lucio doveva essere più razionale. Mettere in conto la propria morte, insomma. Ma queste cose mica ti vengono così spontanee. Quindi non ha fatto testamento. E quindi tutti i suoi beni saranno divisi tra i sei parenti, che hanno accettato (guarda un po’!) l’eredità.

La lunga curatela del patrimonio di Dalla è stata conclusa mercoledì, ad occuparsene è stato il commercialista Massimo Gambini, che già gestiva gli interessi del cantautore bolognese, insieme ad un team di notai. E da questo studio è emerso, appunto, che Dalla non ha lasciato documento con le sue ultime volontà. Adesso i sei eredi dell’artista dovranno decidere se creare o meno la Fondazione a lui intitolata di cui tanto si parla e si sta parlando. Nessun altro ha voce in capitolo. Ma chi sono questi parenti? Quattro cugini di primo grado ( Dea Melotti, ex capo dei vigili urbani a Palazzo d’Accursio), Amelia Melotti, Silvana Scaglione e Lino Zaccanti; più i due figli di Luisa Melotti (la sorella di Dea) scomparsa qualche settimana fa.

dalla

Tutti e sei si sono rivolti all’avvocato Giovanni Canino, che però mette le mani avanti: “È troppo presto per dire qualunque cosa, hanno accettato l’eredità e lavoreranno per esaminare i diversi aspetti di una situazione comunque complessa e per prendere in visione tutto ciò che è emerso“. Com’è ovvio, il patrimonio di Dalla è assai vasto: diverse case a Bologna, tra cui quella di 2.400 metri quadri di via D’Azeglio in cui viveva con Marco (che dovrà lasciarla) e quelle alle isole Tremiti, a Milo, sull’Etna e a Pesaro. Poi, varie e preziose opere d’arte (tra cui quadri di Aspertini, Ontani, Paladino), una barca di 22 metri, società di produzione (la Assistime spa e la Pressing Line srl) di cui era socio, e le royalties valide per i prossimi 70 anni. Inoltre ci sono i diritti d’autore delle sue 581 canzoni che, secondo la Siae, fruttano circa 500 mila euro all’anno.

 

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3 Comments

  1. maria

    luglio 5, 2012 at 18:54

    Mi rivolgo agli ereditieri:con tanti soldi (per di più non guadagnati) potreste
    lasciare qualcosa anche a questo ragazzo,fra l’altro 8 anni di convivenza sono una vita.mettetevi una mano sulla coscienza,i soldi sono veramente tanti.

    • patyc

      luglio 6, 2012 at 10:01

      k bello!!! un giorno ritrovarsi ricchi all’improviso certo k la riconoscenza x questo ragazzo non c’è? k schiffo dall’altra partenemmeno lucio ci ha pensato….

  2. claudia

    maggio 15, 2013 at 14:35

    Vorrei precisare che Marco Alemanno non e l, unico escluso dall ,eredita di Lucio Dalla ci sono 4 cugini esckusi da una legge assurda e direi neanche considerati suoi famigliari! Forse Marco puo consolarsi!

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