Monti a Tgcom24: “Io presidente-allenatore: lascerò un’Italia coi muscoli”

By on luglio 27, 2012

text-align: justify”>Mario Monti sul futuro del governoLa luna di miele tra il governo Monti e gli italiani probabilmente è acqua passata, ma l’ottimismo continua ad essere di casa a Palazzo Chigi. Le sortite pubbliche di “Super Mario” sono misurate e puntano principalmente a gettare un po’ d’acqua sul fuoco nelle fasi più delicate per gli equilibri politici nazionali. Concedendosi alle telecamere del Tgcom24, Monti ha ancora una volta lanciato messaggi distensivi a 360 gradi, smentendo gli “allarmismi ingiustificati” che periodicamente creano tensioni ed imbarazzi nell’inedita maggioranza trasversale stretta attorno al suo esecutivo: “Abbiamo chiesto già tanti sacrifici, i risultati si vedranno nel futuro. Tagliare le tredicesime? Esiste un circuito vizioso di aspettative nefaste creato ad arte…”. L’occasione è buona anche per tornare a parlare del 2013 e dell’eventuale lavoro da completare, ma non sembrano esserci margini per una proroga del mandato, anche perché l’unico interesse del premier “pro tempore” sarà “lasciare un Paese coi muscoli allenati per una buona crescita economica, sociale e civile”. Memore della strategia comunicativa del suo “illustre” predecessore, Mario Monti prova a servirsi delle metafore calcistiche, proponendosi come “un buon allenatore dell’Italia, essendo stato considerato in passato un commissario tecnico a in Europa”.

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Il nodo del momento, però, è il ritorno del fattore-spread, oggi ai livelli record che costarono cari al governo Berlusconi: su questo, il Professore gioca di rimessa, chiamando in causa le forze politiche tenute a riformare la legge elettorale “per rassicurare i mercati, come richiesto dal Presidente della Repubblica. Forte dell’appoggio di gran parte dell’arco parlamentare, Monti guarda avanti e prosegue la sua opera di “modernizzazione” di stampo euro-liberista, sfruttando a pieno il tempo a disposizione per “ridurre gli sprechi e le incrostazioni dell’apparato pubblico italiano”. Una missione, pare di capire anche dal tono determinato e disteso dell’intervista al Tgcom24, da portare a termine entro il 2013, quando l’Italia andrà al voto in un clima fortemente condizionato dall’inarrestabile crisi economica in corso.

Le ricette dei “professori” al governo ricalcano quasi alla perfezione i diktat delle istituzioni internazionali (Bce in primis), sono ratificate a suon di decreti da un Parlamento sempre più “collaborativo”, ma i problemi economici, sociali e politici del “paese reale” restano pressoché inalterati, come del resto confermano quei freddi numeri (spread, inflazione, indici di disoccupazione) che sembravano dover imporre l’avvento della “squadra di tecnici a livello europeo” con al vertice “Super-Mario” Monti. Sarà dura per tutti, tecnici e politici, chiedere “lacrime e sangue” ancora a lungo, a meno che la tanto invocata “crescita” non si trasformi al più presto in qualcosa di concreto.

About Marco Franco

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