Rai, morto il giornalista Romano Battaglia

By on luglio 23, 2012
foto romano battaglia

text-align: justify”>foto romano battagliaRomano Battaglia era nato il 31 luglio 1933 a Marina di Pietrasanta. E lì, nella sua Versilia, a pochi giorni dal settantanovesimo compleanno, si è spento per sempre. La salma sarà esposta domani, alle 9, sul palco del Caffè della Versiliana; i funerali si terranno invece alle sedici nel Duomo di Pietrasanta. Giornalista e scrittore, Romano Battaglia è stato uno dei volti storici della Rai: la sua collaborazione è cominciata negli anni Sessanta, prima ha indossato i panni di inviato speciale e ha condotto celebri rubriche come Tv sette, Cronache italiane, Tg l’una, A Nord a Sud e Bell’Italia. Ha prestato il suo talento anche alla carta stampata, collaborando fino all’ultimo per note testate fra cui La Nazione e Il Giorno.

Romano Battaglia ha anche scritto diversi testi, sperimentando tutti i generi dai romanzi alle poesie ai libri per ragazzi. I suoi titoli più noti sono Il fiume della vita, Cielochiaro, Una rosa dal mare. Naturalmente, una simile versatilità non poteva non essere premiata più volte: fra i vari riconoscimenti ottenuti da Battaglia, anche il Bancarella, il premio WWF Posidone, il Cypraea e il Levanto. Alcuni suoi libri sono diventati opere teatrali, liriche, dischi (una sola, a dire il vero). Come se non bastasse, era profondamente innamorato della pittura e i suoi quadri non erano affatto male. Anzi: degni di nota. 

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Nominato Commendatore, Cavaliere e Grande Ufficiale della Repubblica, Battaglia ha legato il proprio nome anche a La Versiliana, manifestazione culturale che viene organizzata in quella stessa pineta dove visse Gabriele d’Annunzio, a Marina di Pietrasanta, e di cui il giornalista è stato conduttore e punto di riferimento fino allo scorso anno. Sul palco de Il Caffè della Versiliana sono saliti grandi nomi della società e della politica italiana, sotto lo sguardo di migliaia di persone che ogni giorno – d’estate – andavano ad assistere. Quest’anno, proprio a causa della breve malattia che l’ha consumato, Romano non si era ancora presentato al consueto appuntamento. Ma chi gli stava vicino assicura che non ci aveva rinunciato del tutto. Perché era la sua creatura, perché ci sperava ancora.

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