Appuntamento con “Film Cronaca” di Enrico Mentana: “Videocracy” racconta lo strapotere della tv

By on agosto 13, 2012

text-align: justify”>Su La7 speciale "Film cronaca": Videocracy e il potere della  tv

Ha mollato la sua redazione e si è preso una settimana di ferie: lo stacanovista Enrico Mentana ha momentaneamente affidato la conduzione del Tg La7 della sera (che cura ininterrottamente tutto l’anno dal lunedì al venerdì) al collega Armando Sommajuolo, probabilmente per prendersi qualche giorno di vacanza da dedicare alla famiglia. Non ha rinunciato però al ciclo di film-documentari che ha caratterizzato il lunedì di La7: sette film per altrettante storie di cronaca raccontate attraverso l’approfondimento giornalistico di Mentana e dei suoi ospiti in studio. Anche in piena settimana ferragostana, La7 non si ferma e per il ciclo “Film Cronaca” trasmetterà il film-evento Videocracy – Basta apparire, di Eric Gandini. Un documentario che attraverso immagini di repertorio e testimonianze tenta di analizzare l’influenza della televisione commerciale nel costume italiano.

Dalla nascita del Biscione allo strapotere berlusconiano nei media e in politica, dai primi programmi televisivi all’egemonia dei personaggi creati ad arte da soggetti come Lele Mora e Fabrizio Corona: il film di Gandini è un ritratto lucido ed inquietante del modo in cui la televisione ha cambiato i comportamenti degli italiani e ne ha influenzato le scelte. Un sistema perfettamente oliato che ha imposto nuovi modelli culturali (o meglio, subculturali), in grado di modificare la scala dei valori socialmente condivisa. “In Italia comanda davvero la tv?” è quello che si chiede lo spot di presentazione di Videocracy. Il dilemma è irrisolto da anni: la televisione sposta voti? Decide il destino politico di un paese? E’ davvero in grado di modificare antropologicamente il pubblico? A queste domande si aggiungano le considerazioni su un conflitto di interessi macroscopico che vede il proprietario della principale tv privata controllare anche quella pubblica in virtù del suo ruolo di Capo del Governo, e la bomba è servita.

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Videocracy è stato presentato per la prima volta alla Mostra del Cinema di venezia nel 2009, ma La7 è stata l’unica tv generalista a trasmetterlo, mentre Rai e Mediaset si sono rifiutate persino di trasmettere il trailer: la prima perchè all’epoca dell’uscita nelle sale era saldamente nelle mani del Pdl (il che, nella sostanza, vale ancora oggi nella Rai dei tecnici), la seconda per ovvi motivi. La prima volta, il film è andato in onda su La7 con tempismo perfetto il 13 novembre, a ridosso delle dimissioni dell’allora premier Silvio Berlusconi, che lasciò l’incarico di governo stretto tra una maggioranza risicata e l’assalto della speculazione finanziaria (in quei giorni in Borsa il titolo Mediaset perdeva oltre il 12%). La programmazione perfetta premiò il film, che conquistò il 7,84% di share medio con 978.815 spettatori e 3.582.385 contatti complessivi, nonostante il dibattito introduttivo con Aldo Cazzullo e Massimo Giannini si fosse protratto fino alle 23 passate (in pratica il film annunciato per il prime time andò in onda in seconda serata, tra le proteste del pubblico su Facebook e Twitter). Questa volta la rete non ha annunciato un dibattito introduttivo e a meno che Enrico Mentana non trovi qualche commentatore votato al sacrificio alla vigilia di Ferragosto, probabilmente la rete trasmetterà il film a partire dalle 21.10.

About ClaudiaGagliardi

Nata a Pompei nel 1987, si è laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul pluralismo e l'indipendenza dell'informazione e sta per specializzarsi in Comunicazione istituzionale. Oggi si occupa delle pagine di attualità del portale Excite.it. Appassionata di giornalismo e di politica, segue con attenzione il mondo della televisione, spesso con occhio critico, soprattutto sul versante della qualità dell'informazione. Divoratrice di programmi di approfondimento e di satira, ma anche di serie tv ("Friends" e "Lost" su tutte) e di cinema, insegue il sogno di diventare giornalista professionista.

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