Beppe Grillo ai consiglieri del M5S: “Pagare per andare in tv è come farsi il funerale”

By on agosto 16, 2012

text-align: justify”>Beppe Grillo condanna i consiglieri 5 Stelle per le ospitate a pagamento

Il polverone sollevato da Giovanni Favia sulle ospitate a pagamento ha suscitato l’ira del fondatore del Movimento 5 Stelle: non si è fatta attendere la replica di Beppe Grillo ai suoi consiglieri regionali che avevano dichiarato di pagare, con soldi dei relativi gruppi consiliari, le emittenti locali per farsi intervistare ed avere un canale di comunicazione diretta con i cittadini. Niente da fare: a nulla valgono le giustificazioni accampate da Favia e gli altri sulla mancanza di spazi per i grillini e lo snobbismo dell’informazione nei loro confronti. Per Grillo il Movimento 5 Stelle deve continuare sulla sua linea, cioè rimanere lontano dalla tv, di qualunque genere e tipologia di programmi si tratti. Un giudizio senza appello per i suoi eletti, che prima della reazione del comico avevano anche rivendicato il diritto a continuare ad inserire nelle loro spese di comunicazione la voce “ospitate tv”. Cambieranno idea dopo che il fondatore del Movimento ha espresso il suo parere?

Con un post sul suo blog Beppe Grillo ha sottolienato ancora una volta la differenza tra i rappresentanti 5 Stelle e i partiti tradizionali: niente finanziamenti pubblici, neanche sotto forma di rimborsi elettorali, e nessuna concessione al teatrino della politica in tv. “Pagare per andare in televisione per il MoVimento 5 Stelle è come pagare per andare al proprio funerale, anche se è certamente lecito – ha scritto Grillo – La mia è un’opinione molto radicata, altri magari ne hanno di diverse (…) I soldi pubblici e il M5S sono inconciliabili“. E l’occasione e buona per rilanciare la sfida ai mezzi di comunicazione di massa che, a suo dire, stanno orchestrando da mesi una campagna diffamatoria contro il Movimento 5 stelle. La televisione italiana, in questo, è uno degli strumenti principali.

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Paragonata alla radio delle mille colline, che nel 1994 in Rwanda incitava al genocidio, la nostra tv è parte integrante, secondo Grillo, del sistema della Casta che tende ad autoconservarsi e per questo a criticare fino all’inverosimile un Movimento che fa paura al potere costituito. Colpevoli di quest’azione diffamatoria sono in primis i giornalisti, accusati di diffondere notizie non verificate o strumentali agli interessi dei partiti: “Danno spazio a personaggi che non intervisterebbe neppure un giornalino scolastico – scrive Grillo in un successivo post sul suo blog – scavano nel passato e osservano con una gigantesca lente di ingrandimento il presente dei consiglieri 5 Stelle per trovare il più piccolo indizio per dimostrare che il Movimento è uguale agli altri, peggio degli altri e, se messo alla prova, ruberebbe più di qualunque partito. Nulla gli è perdonato, soprattutto l’onestà“. Peccato che, almeno stavolta, sia stato proprio uno dei suoi a fornire su un piatto d’argento l’occasione per sollevare una polemica ferragostana, dichiarando apertamente ai giornalsti l’abitudine di pagarsi le ospitate tv.

About ClaudiaGagliardi

Nata a Pompei nel 1987, si è laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul pluralismo e l'indipendenza dell'informazione e sta per specializzarsi in Comunicazione istituzionale. Oggi si occupa delle pagine di attualità del portale Excite.it. Appassionata di giornalismo e di politica, segue con attenzione il mondo della televisione, spesso con occhio critico, soprattutto sul versante della qualità dell'informazione. Divoratrice di programmi di approfondimento e di satira, ma anche di serie tv ("Friends" e "Lost" su tutte) e di cinema, insegue il sogno di diventare giornalista professionista.

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