Calcio-scommesse, pugno di ferro della Disciplinare. 10 mesi a Conte: “Non poteva non sapere”

By on agosto 10, 2012
Conte, squalifica di 10 mesi

text-align: justify”>Conte, squalifica di 10 mesiLa Juventus dovrà fare a meno del suo allenatore per l’intera stagione 2012/2013. Il verdetto della Commissione Disciplinare è stato severo, come del resto anticipato dai rumors della stampa sportiva (Gazzetta dello Sport in primis): oltre ai 10 mesi di squalifica comminati ad Antonio Conte, vi sono altre sanzioni pesanti, a partire da quella al vice-tecnico bianconero Angelo Alessio, atteso da 8 mesi di “purgatorio” fuori dai campi, sempre che in appello non arrivino sorprese. Un indizio dell’orientamento inflessibile degli organi federali si era avuto con l’altolà del Procuratore Stefano Palazzi alla richiesta di patteggiamento presentata dai legali del trainer juventino, ma la strategia del collegio difensivo (composto dagli avvocati Luigi Chiappero, Antonio De Rensis e Giulia Bongiorno) pare già rivolta ad un’attenuazione della pena nei gradi successivi di giudizio. Motivo determinante della decisione della giustizia sportiva, l’ acclarata ”attendibilità assoluta” del grande accusatore Carobbio, “privo di risentimento o di intenti calunniatori verso Conte, del quale anzi aveva stima”.

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Cadono per ora le tesi difensive di chi, come Antonio Conte, non poteva non sapere dell’iniziativa di un suo giocatore per combinare il risultato di Albinoleffe-Siena del 2011, essendoci peraltro l’aggravante della “qualifica rivestita all’epoca” a completare il quadro. Un piccolo terremoto in casa bianconera, anche se la società torinese preferisce mostrare soddisfazione per il proscioglimento di Leonardo Bonucci e Simone Pepe, due importanti pedine per il prossimo campionato, ufficialmente fuori dalla lista dei “cattivi”. Oltre alla Juve, sono altre le società colpite duramente dalle sanzioni, come Lecce e Grosseto, pronte al declassamento di categoria e “decapitate” dei loro massimi esponenti (5 sono gli anni di inibizione inflitti ai presidenti Pierandrea Semeraro e Piero Camilli), con l’aggiunta di ammende economiche per decine di migliaia di euro.

Tra i 19 tesserati destinatari di provvedimenti punitivi, figurano calciatori di differenti serie, come Cristian Bertani, Edoardo Catinali, Daniele Portanova, Mario Cassano, Davide Bombardini, Ferdinando Coppola e Stefano Guberti, squalificati per tempi variabili da 6 mesi a 3 anni e mezzo. Scagionati dopo più approfonditi accertamenti, invece, Marco Di Vaio, Salvatore Masiello, Giuseppe Vives e Daniele Padelli, tutti regolarmente impiegabili nei tornei di A, B e serie inferiori. Gran parte dell’attenzione mediatica, da qui alle prossime settimane, rimarrà focalizzata sull’immediato futuro della Juventus, testa di serie numero uno del massimo campionato in virtù dello scudetto conquistato nella passata stagione: quale soluzione verrà adottata dalla dirigenza bianconera per dare continuità al lavoro di Conte?

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2 Comments

  1. Matteo

    agosto 11, 2012 at 07:21

    Solo Antonio Conte “non poteva non sapere” della combine di una partita tra due squadre? E tutti i giocatori, l’altro allenatore, dove sono i deferimenti per loro? Questa è la nostra giustizia sportiva. Assurdo

  2. Marco Franco

    agosto 12, 2012 at 22:12

    Non c’è dubbio che gli anticorpi ai (non pochi) mali del calcio stentino a prendere corpo, grazie anche ad una certa tardività negli interventi repressivi: senza entrare nel merito delle posizioni individuali dei tesserati coinvolti, anche nel mondo “dorato” del pallone, la certezza della pena è uno dei rimedi al calo di credibilità di tutto il sistema.

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