Frequenze tv, il Tar dà ragione a Europa 7: “Lo Stato pagherà 1500€ al giorno di mora”

By on agosto 15, 2012
Europa 7, vittoria legale

text-align: justify”>Europa 7, vittoria legaleMille e cinquecento euro al giorno a spese dei contribuenti, fino a quando Europa 7 non (ri)avrà le frequenze promesse. La storia di Europa 7 è poco conosciuta al grande pubblico televisivo, proprio per via del muro di gomma ripetutamente denunciato dall’imprenditore-editore Francesco Di Stefano, protagonista di una estenuante battaglia legale e politica contro il “duopolio” Rai-Mediaset. Dopo anni di tira e molla, la tv “alternativa” sembrava aver trovato uno spiraglio per mettere in pratica i tanti progetti rimasti a lungo in standby: la svolta c’era stata con l’accordo voluto dall’allora ministro delle Comunicazioni Paolo Romani, uomo storicamente vicino a Silvio Berlusconi e per questo determinato a chiudere la vicenda in maniera “indolore”. Di Stefano aveva ceduto al compromesso col governo senza particolare entusiasmo, spinto unicamente dalla voglia di far partire la sua tv, sebbene in una forma diversa da quella concepita inizialmente.

francesco-di-stefano-europa-sette

Col passaggio al digitale terrestre, il numero dei canali disponibili si è (sulla carta) moltiplicato e così anche Europa 7 ha potuto ottenere l’ambita licenza per trasmettere, un piccolo passo verso il riequilibrio del sistema radiotelevisivo che aveva riacceso un lumicino di speranza per i sostenitori del pluralismo informativo. Come in ogni fase di questa tormentata vicenda, ad ogni passo avanti sono seguiti numerosi stop and go, dovuti all’inadempienza del legislatore (di ogni colore politico), ancora una volta “distratto” nell’applicazione di sentenze e/o accordi favorevoli al network Europa 7. Le frequenze digitali da destinare alla tv di Di Stefano dovevano essere 3, ma di fatto soltanto una è stata concessa dal Ministero, ragion per cui è toccato al Tar del Lazio intervenire mettendo in mora lo Stato: “Per l’ordinanza ineseguita, si nomina un commissario ad acta e si fissa la penalità di mora di €1.500 per ogni giorno di ritardo, con un risarcimento che a fine anno potrebbe ammontare a diversi milioni di euro.

Le cifre indicate dai giudici amministrativi come ristoro per il danno subito nel tempo da Francesco Di Stefano, saranno totalmente a carico della collettività, come lo stesso imprenditore abruzzese aveva più volte sottolineato nelle more della infinita controversia con i governi in carica. Da Paolo Gentiloni (Pd) a Maurizio Gasparri (Pdl), da Paolo Romani (Pdl) a Corrado Passera (tecnico di area centrista), nessun ministro è sembrato intenzionato a porre fine alla contesa, finita anche sul tavolo della Corte di Giustizia Europea in un crescendo di polemiche poco utile all’immagine internazionale dell’Italia. Chi sarà, alla fine di questa “guerra delle frequenze”, il vero sconfitto?

About Marco Franco

Il giornalismo come "cane da guardia" della democrazia, scrivere per diffondere idee e creare coscienza: queste sono le stelle polari che lo guidano. Studi classici, laurea in Giurisprudenza in arrivo, Marco non ha mai smesso di coltivare i suoi interessi, primo tra tutti la lettura. Libri, riviste e tanti quotidiani sempre al suo fianco, in una continua ricerca delle "verità scomode". Idealista, spesso "controcorrente" e attivo nel volontariato, ama la politica e l'informazione di antica scuola. Riccardo Iacona e Milena Gabanelli i punti di riferimento, per coraggio e professionalità dimostrati sul campo. Esperienza come web writer su diverse piattaforme e come redattore in bollettini d'informazione politica locale. Natura, sport e la musica rock le altre passioni, anzi il carburante per andare avanti!

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *