Intervista esclusiva ad Andrea De Rosa: “In autunno mi vedrete in “Youtuber$ The Series” e nel mio primo ruolo drammatico al cinema”

By on agosto 6, 2012
andrea de rosa giovane attore romano

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In “Notte prima degli esami” era Massimiliano Apolloni, simpatico, irriverente, incontenibile tanto da essere soprannominato in perfetto romanaccio “Massi er cazzaro”. Dall’uscita di quel film ad oggi sono passati sei anni e lui è cresciuto non solo anagraficamente, ma anche professionalmente. La sua carriera cinematografica è inziata “col botto“, con la pellicola di Fausto Brizzi del 2006 che ha letteralmente sbancato il botteghino, poi ha continuato in ascesa, con la riconferma nel sequel, pardon il newquel, “Notte prima degli esami -Oggi“, e da lì un intervallarsi di film, cortometraggi, spettacoli teatrali e sketch televisivi. Sebbene provenga dal cabaret, ha le idee molto chiare quando afferma: “Il mio vero amore è  il cinema, mentre il cabaret  è la mia terapia“. Ad ottobre lo vedremo protagonista dell’attesissima  Youtuber$  The Series,  e sempre il prossimo autunno lo ritroveremo di nuovo sul grande schermo  nelle pellicole “Aspromonte” e “Ganja Fiction“. LaNostraTv ha intervistato in esclusiva per voi l’attore e sceneggiatore Andrea De Rosa.

Spulciando nella sezione biografia del tuo sito (www.andreaderosa.com),  mi ha colpito la frase “fin da piccolo è ossessionato dal cinema“…

Si, è così! Soprattutto dal genere comico all’inizio. Prima di fare l’attore volevo fare il comico, poi ho capito che c’era in me la voglia di fare questo mestiere nel senso più completo, anche se poi il genere che mi dà  più soddisfazione è sempre quello brillante perchè tendo a quello per deformazione interiore. Sono sempre stato un pò “cazzaro” fin da piccolo, se si può dire. E’ iniziato tutto come accade spesso agli attori comici con le imitazioni dei professori sui banchi di scuola, in genere esce così la propria comicità.

Quali erano i tuoi modelli cinematografici da ragazzino?

Oltre alla grande commedia all’italiana degli anni ’60, nello specifico ho amato tanto i film di Verdone, Montesano, Troisi, Nuti, ma anche quelli di Pozzetto, soprattutto quelli degli anni ’80. Mi piace molto la commedia italiana degli anni ’80, ovviamente non tutta perchè tra tanti bei film c’era anche un pò di cinema “trash”. Devi dire però che gli anni ’80, spesso bistrattati da tanti addetti ai lavori e non solo, a me hanno regalato bei momenti di commedia. Tra le mie commedie preferite tante sono proprio di quegli anni: come “Borotalco”, “Il Conte Tacchia”, “Il Marchese del Grillo”, “Compagni di scuola”, “Ricomincio da tre”, il primo film  da regista di Massimo Troisi.

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Notte prima degli esami” è stato il film che ti ha lanciato al cinema, la tua carriera da lì in avanti la conosciamo bene, mentre prima come ti preparavi al mestiere d’attore? 

Ero un cabarettista di periferia. Facevo cabaret nei locali di Roma e provincia, e nei teatrini off. Ho partecipato a dei festival di cabaret per emergere a livello comico e per esercitare i tempi comici mentre cercavo di fare l’attore. Ho intrapreso questa strada perchè ho visto che gli attori che mi piacciono hanno iniziato tutti dal cabaret ed essendo anche abbastanza timido, nell’adolescenza ancora di più, per rompere il vetro della timidezza ho cercato di fare subito le prove col pubblico, e devo dire che tutto questo è stato fondamentale per superare il provino di notte prima degli esami.

In che senso?

Dopo il primo provino con la Casting Director, c’è stato un call back col regista Fausto Brizzi dove abbiamo fatto delle scene di improvvisazione, e successivamente il terzo provino è stato il mio spettacolo di cabaret. Nel senso che il regista prima di confermarmi che ero stato preso ha voluto partecipare come spettatore ad un mio spettacolo e pochi giorni dopo mi è stata assegnata la parte.

Gran bella soddisfazione.

Ero abbastanza incredulo anche perchè sono stato catapultato in un altro mondo. Entrare a far cinema era già per me un sogno, soprattutto negli ultimi anni, perchè il fatto che ci sia poco lavoro non è una cosa dell’ultimo anno, nel cinema è già da un pò. Serve tanta esercitazione, bravura, caparbietà, ma anche un pò di fortuna. Sono stato fortunato perchè Fausto Brizzi cercava un attore con la mia faccia e con i miei tempi: non basta neanche essere bravissimi, devi proprio essere giusto per il ruolo che stanno cercando.

Fausto Brizzi ti viene a vedere a teatro, ottieni la parte nel film, un successo strepitoso con un incasso di oltre 12 milioni di euro… te lo saresti mai aspettato?

No, assolutamente. Ero cosciente che stavamo girando un bel film perchè la sceneggiatura mi era piaciuta molto. Quando ho saputo di essere stato preso, l’esultanza è durata poco poichè è subito arrivato il peso della responsabilità. Stavo per fare il mio primo film, per giunta con un ruolo da co-protagonista in una produzione grande, sentivo un grande carico di responsabilità e continuavo a pensare che avessi fatto male quel ruolo non mi sarebbe capitata un’altra occasione quindi pensavo solo a fare al massimo il mio lavoro e di essere aperto a tutti i suggerimenti del regista. Sai, i comici in genere tendono esagerare ed esasperare, Fausto è stato il mio termometro: mi faceva esagerare in alcune cose quando c’era la possibilità, e mi teneva a bada in altre. Insomma, se alla fine è uscito un ruolo che fatto ridere, ma al tempo stesso umano e misurato è molto grazie alla direzione di Fausto.

Temi un pò di essere etichettato come attore comico?

Non vorrei mai essere etichettato per quello che sa fare solo determinati ruoli. Intendo dire che se mi riconoscono per strada come “Massi er cazzaro” mi fa un piacere immenso, quella non è un etichetta negativa, anzi, io sono orgoglioso di aver fatto quella parte anche perchè era il ruolo migliore che mi potesse capitare. Certo voglio passare al capitolo successivo, non voglio rimanere sempre allo stesso punto. Il primo ad affidarmi un ruolo diverso è stato il regista Luca Lucini, in “Amore, bugie e calcetto“, a cui devo dire grazie perchè è raro che in Italia ti assegnino una parte così diversa da quella con cui  ti sei fatto conoscere al grande pubblico. 

Ti è mai capitato di rifiutare una parte al cinema proprio per questo motivo, la fastidiosa etichetta?

Sì, per cercare di interpretare ruoli sempre diversi ho preferito rinunciare a film importanti rischiando e soffrendoci anche un pò.  Magari avrò sbagliato, però la cosa che tiene sempre accesa la mia passione per questo mestiere è proprio l’idea di interpretare ruoli differenti. Possono fare anche dieci commedie di fila perchè il problema non è far sempre ridere: ci sono vari modi per far ridere, a altrettanti per far piangere per ciascun genere cinematografico. Ciò che per me è importante è diversificare. 

Passiamo al teatro: “Parzialmente stremato”, “Senza peli sulla lingua” e “La mia generazione dalla a alla z” sono i tuoi tre primi monologhi teatrali. Se il cinema è la tua “ossessione”, cos’è per te il cabaret?

Il cabaret per me è una terapia che devo fare ogni tanto per stare meglio. E’ una scusa per sfogarmi. Tra il cinema, i corti e le partecipazioni televisive ogni tre anni devo tornare a teatro proprio come terapia personale. E’ una sorta di termometro per capire come cambio io e quello che mi sta intorno. “Parzialmente stremato” è stato il mio primo one man show che ho portato al teatro Pretolini di Roma, poi lo stesso anno, per tenermi sempre in esercizio, ho scritto il secondo monologo “Senza peli sulla lingua“, appunto, dove ho cominciato a fare anche le prime battute irriverenti sulla politica, ovviamente per quello che mi era possibile perchè a 19 anni non hai nè la cultura nè la credibilità per fare la “vera” satira. E poi per terzo ho scritto “La mia generazione dalla a alla z“, di cui ho fatto anche la trasposizione narrativa, pubblicato nel 2010 da Graus Editore.

Parolacce“, invece, il tuo ultimo monologo che hai portato in scena lo scorso gennaio, è visibile integralmente sul canale YouTube, come mai questa scelta? 

A teatro non faccio mai più di due o tre repliche perchè purtroppo ancora mi annoia l’idea di rifare tutte le sere la stessa cosa. Allora cercando una maniera immediata per dare massima visibilità allo spettacolo ho optato per il web: l’ho fatto caricare, e come si fa di questo tempi, l’ho pubblicizzato sui social network.  Mi auguro che questo fatto della noia più avanti mi passi per poter magari andare in tournèe con una commedia teatrale.

E a proposito di YouTube, in rete non si parla d’altro che di “Youtuber$  The Series“, la nuova web serie in cui ti vedremo protagonista insieme ad altri quattro giovani attori. Vogliamo sapere tutto!

Da lunedì primo ottobre fino a dicembre ogni lunedì sera andrà in onda su YouTube un episodio di questa nuova serie. Sono in totale 12 episodi da 15/18 minuti ciascuno e gli altri protagonisti sono Tommaso Arnaldi, Dave Campennì, Diana Del Bufalo e Carlotta Tesconi, in più ci saranno altri attori fondamentali per lo svolgimento della storia. E’ una mistery comedy corale che parla del fenomeno di questi ragazzi che passano giornate intere a caricare video cercando l’idea più originale per fare il maggior numero di visualizzazioni. Ecco noi interpretiamo questi Youtubers.

Dopo cinema, teatro e tv sul tuo curriculum mancava soltanto la web serie su YouTube.

Amo il cinema, però sono stato contento di aver sperimentato questa nuova forma di comunicazione. E’ una serie davvero ben scritta, è stata questa la prima cosa che mi ha fatto accettare. Dodici episodi scritti tutti bene, con molto ritmo, non mi sono mai annoiato, anzi, ridevo molto leggendo la sceneggiatura. E’ un mix di generi con degli elementi da thriller e sono rimasto piacevolmente stupito anche perchè i tre sceneggiatori sono giovanissimi. Quello che ho letto e quello che ho visto mentre giravamo mi sono piaciuti molto. Mi sono divertito durante le riprese, ma mi sono anche  impegnato parecchio. Ancora deve debuttare ma siamo tutti molto fiduciosi.

Quando ti rivedremo sul grande schermo?

Tra ottobre e novembre uscirà al cinema “Aspromonteper la regia di Hedy Kristane in cui mi vedrete per la prima volta in un ruolo drammatico. Sempre in autunno uscirà nelle sale  “Ganja Fiction” una specie di “Pulp fiction” sulla marijuana: si tratta di una commedia thriller anche un pò fumettistica diretta da Mirko Virgili.

About Taty Rossi

Nata a Milano sotto il segno dei Pesci, ha origini eritree, una pelle color cannella e si definisce "un'amante della parola". Ha studiato recitazione e conduzione televisiva presso il Centro Teatro Attivo di Milano poiché teatro, cinema e televisione sono le sue più grandi passioni. Oggi cura i servizi esterni del programma "Live In Style" in onda ogni venerdì alle 18.15 su 7Gold.

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