Interviste in tv a pagamento (con soldi pubblici): bufera nei partiti, adesso tocca al Pd

By on agosto 18, 2012
Soldi pubblici per le interviste ai politici

text-align: justify”>Soldi pubblici per le interviste ai politiciLo scoop del Fatto Quotidiano lascerà il segno, in una vicenda che sicuramente contribuirà ad aumentare la distanza tra partiti ed elettorato. Era stato il MoVimento 5 Stelle la prima vittima a sorpresa dello “scandalo” sulle presenze televisive dietro compenso, pratica molto diffusa nelle campagne elettorali locali ad insaputa dell’opinione pubblica. All’iniziale imbarazzo, dopo le rivelazioni diffuse dai principali quotidiani nazionali nei giorni scorsi, dei consiglieri Giovanni Favia e Davide Bono, aveva fatto seguito a stretto giro di posta la strigliata del leader Beppe Grillo, per nulla contento del grave danno all’immagine arrecato da due uomini di punta del M5S. L’accusa di “predicare bene e razzolare male”, specialmente per chi ha sempre avversato le vecchie forme di attività politica e l’uso-abuso del mezzo televisivo, continuerà almeno per un po’ ad avvelenare il clima tra gli attivisti ed i rappresentanti istituzionali del MoVimento: a poco erano valse, nell’immediato, le attenuanti della presunta “impossibilità di raggiungere alcune fasce di elettorato”, proprio per via dell’incongruenza tra proclami intransigenti del carismatico “guru” e attività concreta dei giovani eletti a 5 Stelle.

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Tra i più severi accusatori di Grillo e compagni, il Pd si è distinto per durezza nei toni, avendo definito (per bocca di Matteo Richetti) “immorale” la gestione delle apparizioni pubbliche nelle tv locali da parte dei candidati grillini alla regione Emilia Romagna. La patata bollente, però, adesso è nelle mani proprio dei democratici, “inchiodati” dall’inchiesta del Fatto Quotidiano sugli spot ed i programmi ad hoc offerti dietro compenso da emittenti come Telerimini, Teleromagna e Videoregione, tutte contattate dagli inviati del quotidiano di Padellaro per documentare il reportage.

Gli spazi a pagamento, secondo i responsabili delle tv romagnole, sono utilizzati praticamente dalla totalità delle forze politiche, a partire da quelle più strutturate, ma il vero nodo è la natura (in parte pubblica, grazie all’apposito finanziamento regionale) dei soldi versati per interviste e messaggi di propaganda, soprattutto in mancanza di una chiara informazione sul punto nei confronti dei telespettatori “in buona fede”. Partito Democratico contro MoVimento 5 Stelle, ancora una volta l’un contro l’altro armati in una contesa destinata a durare a lungo, almeno fino al D-Day delle elezioni politiche del 2013. L’arma della comunicazione, sfruttata al meglio dal centro-destra “berlusconiano” negli ultimi anni, sarà sempre uno dei mezzi decisivi per entrare “nel cuore” degli italiani e convincere una parte degli elettori a recarsi alle urne: inciampare su questo terreno minato è pericoloso per tutti.

About Marco Franco

Il giornalismo come "cane da guardia" della democrazia, scrivere per diffondere idee e creare coscienza: queste sono le stelle polari che lo guidano. Studi classici, laurea in Giurisprudenza in arrivo, Marco non ha mai smesso di coltivare i suoi interessi, primo tra tutti la lettura. Libri, riviste e tanti quotidiani sempre al suo fianco, in una continua ricerca delle "verità scomode". Idealista, spesso "controcorrente" e attivo nel volontariato, ama la politica e l'informazione di antica scuola. Riccardo Iacona e Milena Gabanelli i punti di riferimento, per coraggio e professionalità dimostrati sul campo. Esperienza come web writer su diverse piattaforme e come redattore in bollettini d'informazione politica locale. Natura, sport e la musica rock le altre passioni, anzi il carburante per andare avanti!

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