Kasia Smutniak a Vanity, dall’amore per Taricone alla serenità con Procacci: “È un flusso, non un lieto fine”

By on agosto 9, 2012

text-align: justify”>Kasia Smutniak a vanity Fair parla di Pietro Taricone

Bellissima e piena di talento, leggere qualcosa su di lei è davvero raro. Leggere una sua intervista quasi impossibile. A raccogliere le confessioni di Kasia Smutniak pare riuscirci solo Vanity Fair, lo stesso settimanale a cui l’attrice rilasciò l’unica intervista in cui abbia parlato del dramma del suo compagno e padre di sua figlia, Pietro Taricone, scomparso tragicamente schiantandosi col paracadute. Da allora sono passati due anni e Kasia è tornata a vivere: ha ripreso a recitare dopo essersi fermata per diversi mesi per stare accanto alla piccola Sophie, ha elaborato dolorosamente il lutto e ha ritrovato la serenità accanto ad un nuovo compagno, il produttore della Fandango Domenico Procacci. Ma non si dica che non ha sofferto.

Mi dispiace che si facciano delle semplificazioni, che si tirino conclusioni, che si voglia vedere sempre e a tutti i costi l’happy end – ha confidato l’attrice a VanityCi sono già passata. Di me, due mesi dopo la morte di Pietro, si diceva: ‘Adesso sta bene’, solo perché mi avevano fatto una foto in cui tiravo un sorriso”. A ferire l’attrice sono stati i commenti di chi insinuava che il suo dolore fosse passato in battito di ciglia: “Per tante persone che, quando Pietro è morto, mi hanno scritto lettere bellissime e piene d’amore, raccontandomi le loro sofferenze, condividendole con me, ce ne sono state anche altre che mi hanno avvicinato e detto cose brutte“. Ora che le acque si sono calmate e la Smutniak si sente libera di parlare anche della sua storia con Procacci, raccontando con parole profondissime le sensazioni che la legano al passato e quelle che la proiettano verso il futuro.

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Prossima madrina alla Mostra del Cinema di Venezia, appuntamento che l’attendeva da tempo ma che le vicende personali hanno imposto di posticipare, Kasia è tutt’altro che una diva da passerella, anche se nelle foto di Signe Vilstrup per Vanity è degna del paragone con le grandi star del cinema hollywoodiano. E ci tiene a rivendicare la sua normalità, quella di una ragazza dall’infanzia difficile nella Polonia occupata dai carri armati e di una donna che aveva trovato il suo equilibrio di compagna e di madre ed è stata costretta a rinunciarvi. Oggi difende la sua vita privata dallo sciacallaggio dei media e lo fa con forza ammirevole: “Io devo proteggermime, Domenico, mia figlia, la famiglia di Pietro che è la mia famigliada persone che pensano che la vita sia qualcosa di non vero, un telefilm. Siccome mi vedono al cinema o sui giornali, forse pensano che io sia finta, che viva in un mondo magico in cui, se il cane fa la cacca per terra, io non pulisco. Perché se invece sapessero che sono vera, nessuno potrebbe scrivere che io, a due mesi dalla morte del mio compagno, rido e sto bene“. Come si vive tra il passato e il presente? Kasia lo spiega così: “È un lavoro quotidiano. Tenere insieme il ricordo e l’amore di chi c’era con quello per chi c’è. Certi giorni viene meglio, certi giorni è più difficile. Rimane tutto del passato, ma la vita apre spiragli in cui le cose entrano e ti danno la forza di andare avanti. (…) È un grande sforzo che ha i suoi lati difficili e anche quelli belli, naturalmente. È un flusso, non un lieto fine“.

Foto di copertina: Vanityfair.it

About ClaudiaGagliardi

Nata a Pompei nel 1987, si è laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul pluralismo e l'indipendenza dell'informazione e sta per specializzarsi in Comunicazione istituzionale. Oggi si occupa delle pagine di attualità del portale Excite.it. Appassionata di giornalismo e di politica, segue con attenzione il mondo della televisione, spesso con occhio critico, soprattutto sul versante della qualità dell'informazione. Divoratrice di programmi di approfondimento e di satira, ma anche di serie tv ("Friends" e "Lost" su tutte) e di cinema, insegue il sogno di diventare giornalista professionista.

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