La storia di Stefano Cucchi nella fiction “Un caso di coscienza 5”: è già polemica in Rai

By on agosto 12, 2012

text-align: justify”>Il caso di Stefano Cucchi nella fiction Un caso di coscienza

Il drammatico caso di Stefano Cucchi, morto nel 2009 in seguito ad un arresto in circostanze ancora da accertare, sarà raccontato in tv in un episodio della fiction Un caso di coscienza, giunta alla quinta stagione. Le strazianti foto del geometra romano, diffuse con estremo dolore dalla famiglia Cucchi per denunciare l’abuso subito da Stefano, sembrerebbero non lasciare dubbi di fronte all’ipotesi che sia stato percosso e lasciato morire senza cure durante la detenzione per possesso di stupefacenti. Il suo caso era già approdato in tv  con uno speciale “Film Cronaca” di Enrico Mentana: il direttore del Tg La7 aveva prima intervistato Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, raccogliendo la sua richiesta accorata di verità e giustizia, e poi trasmesso il film-documentario 148 Stefano – Morti dell’inerzia, che ricostruisce quanto avvenuto nei giorni dell’arresto del ragazzo attraverso documenti e testimonianze.

Stavolta sarà la fiction ad occuparsi di Cucchi e più in generale del tema delicatissimo delle morti in carcere: a confermarlo è stato il protagonista di Un caso di coscienza, l’attore Sebastiano Somma, che veste i panni dell’avvocato Rocco Tasca. “I riferimenti forti ci sono perché c’è la morte di un ragazzo in carcere che sembra che sia stato ucciso a bastonateha dichiarato Somma al Corriere della Sera – È un’ispirazione, ma non un “parente” di primissimo grado perché la situazione è ancora aperta (il procedimento giudiziario sulla morte di Stefano Cucchi è ancora in corso, tre agenti della polizia penitenziaria sono indagati per percosse e lesioni e tre medici per abbandono di incapace, ndr), per cui non si possono dare riferimenti né tirare conclusioni ben precise”. Non un richiamo esplicito dunque, ma la riproposizione di un caso simile sarà presente in una delle puntate della nuova serie:La requisitoria finale dell’avvocato che interpreto – ha precisato Sommasarà una denuncia al sistema carcerario, un sistema che mette in celle comuni tossicodipendenti, persone con problemi psichici e delinquenti comuni, senza creare un’alternativa”.

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 A spiegare l’intento della fiction è stato anche Andrea Purgatori, uno degli sceneggiatori: “Abbiamo fatto una manipolazione su una storia reale. Abbiamo immaginato una vicenda molto simile, quella di un giovane in carcere che muore per le percosse che riceve e poi si scoprono coperture, depistaggi e omertà“. L’irruzione di un dramma vero nella finzione televisiva, tropo spesso costruita a tavolino senza alcun riferimento alla realtà, ha però scatenato subito delle polemiche che hanno investito la Rai. Il sindacato della polizia penitenziaria ha inviato prontamente un comunicato alla neopresidente Rai Anna Maria Tarantola, stigmatizzando con forza l’idea che il caso di Stefano Cucchi arrivi in tv: secondo il sindacato è inaccattabile l’idea di “fare demagogia su un tema tanto delicato quanto la vita in carcere, forzando volutamente la realtà“. Un giudizio aprioristico, basato sulla previsione che quella della fiction sarà unarappresentazione del carcere come luogo in cui quotidianamente avvengono violenze in danno dei detenuti, per questo chiediamo al Presidente della Rai Anna Maria Tarantola e al Consiglio di Vigilanza di impedire un tiro al bersaglio verso la Polizia Penitenziaria attraverso fiction irreali sulla quotidianità penitenziaria italiana”. Come risponderà la Rai?

About ClaudiaGagliardi

Nata a Pompei nel 1987, si è laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul pluralismo e l'indipendenza dell'informazione e sta per specializzarsi in Comunicazione istituzionale. Oggi si occupa delle pagine di attualità del portale Excite.it. Appassionata di giornalismo e di politica, segue con attenzione il mondo della televisione, spesso con occhio critico, soprattutto sul versante della qualità dell'informazione. Divoratrice di programmi di approfondimento e di satira, ma anche di serie tv ("Friends" e "Lost" su tutte) e di cinema, insegue il sogno di diventare giornalista professionista.

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