Lerner: “A L’Infedele avremo meno tecnici, vorrei diventare una palestra per politici. Vespa superbo, Belpietro invidioso”

By on agosto 31, 2012

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Ieri sera con Piazzapulita si è aperta la stagione dei talk show. Lunedì alle 21.10 su La7 debutterà la nuova edizione de L’Infedele condotta da Gad Lerner. Questa settimana il conduttore si racconta a Sette, parla della trasmissione in partenza ma non solo. Lerner nelle interviste non è mai banale. Sul promo quanto mai originale il giornalista dice: “Ogni anno in segno di buon auspicio, lo facciamo da Franco Bompieri. Quando mi travestii da Gheddafi si fermò il traffico, questa volta ero meno credibile. Mi mancavano i muscoli!”. Parla dell’arrivo della musica di Bach,  dice di guardare poco tv, segue il tg di Mentana e quello di SkyTg24 e ha un debole per Geppy Cucciari. Si dice contento dell’arrivo di Santoro e sogna quello della Gabanelli. Tra le novità de L’Infedele quella più interessante è l’arrivo di Gianluigi Nuzzi dopo la mancata riconferma de Gli Intoccabili: “E’ una collaborazione rodata. Gianluigi ha iniziato con noi in redazione, poi è tonato come ospite fisso dopo Vaticano Spa e torna ancora da vincitore dopo Sua Santità uno scoop a livello internazionale. Ne siamo molto felici e pieni di aspettative perché le sue saranno inchieste lunghe, che si protrarranno durante la stagione, in più puntate.”

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Sugli ospiti Lerner dice: “Mi auguro di avere meno tecnici, meno esperti di economia. Abbiamo passato una stagione attorno allo spread, come fosse un malato grave con tutti questi medici attorno. Vorrei diventare una palestra per politici, o per lo meno riceverne quantità modiche, non vorrei essere un salotto di solite facce.” Non mancano poi un paio di stoccate ai “colleghi” Vespa e Belpietro. Associando i sette vizi capitali associa la superbia al conduttore di Porta a Porta: “Ha una tigna nel rispondere a tutti quelli che lo criticano…non è ironico.”,  al direttore di Libero l’invidia: “Invidia tutti quelli che hanno un talk perché a lui lo promettono sempre e non glielo danno…Ma forse se non glielo danno è perché sanno che non funzionerebbe”. Alla De Filippi associa l’accidia “perché è palese che non crede in quello che dice, nella realtà che ci presenta”. Viva la sincerità.

About Giuseppe Candela

Nato a Nocera Inferiore(Sa) si è laureato in Scienze della Comunicazione con una tesi sulla comunicazione politica dal titolo “Pop o Papi? Vizi privati e pubbliche virtù. L’assenza-essenza dei media”. Si sta specializzando nell’ambito televisivo. Appassionato di calcio, di politica e soprattutto del piccolo schermo, ha collaborato e collabora con tv e giornali locali. Da settembre 2009 è opinionista a “Domenica in L’Arena” su Raiuno. Ha scritto e condotto eventi che hanno avuto risonanza nazionale. Guarda con occhio critico la televisione senza nessun pregiudizio.

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