Quinta Colonna: tante urla e poca imparzialità

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paolo del debbio

text-align: justify”>paolo del debbioI numeri sono favorevoli: la nuova stagione di Quinta Colonna, cominciata ieri nel prime time di Retequattro, è stata seguita da 1.454.000 telespettatori. E’ cambiato il canale, ma anche il conduttore: Paolo Del Debbio al posto di Salvo Sottile. I numeri sono favorevoli, sì, ma di sicuro in buona parte derivanti dalla curiosità. E, forse, dalla speranza che rispetto alle puntate estive il tiro risultasse aggiustato. Invece non è andata esattamente così. La base del programma sembra essere sempre la stessa: una tv urlata, esagerata, che gode nel girare il dito nella piaga. 

Già, perché – manco a dirlo – ieri si è parlato dall’inizio alla fine di crisi economica. Non solo, quindi, dobbiamo fronteggiarla fin dal risveglio, non solo sta avvelenando le nostre esistenze; per quanto, giunti alla sera, ecco il tormento televisivo. Parole, parole, parole… Sempre le stesse. I giovani non trovano lavoro, gli anziani sono i più penalizzati di tutti e arrivano a rubare nei supermercati, la classe politica non fa niente… E a proposito di classe politica: noi abbiamo la sensazione che Quinta Colonna si stia allontanando un po’ troppo dalla doverosa imparzialità.E’ stato un continuo dare addosso all’operato di Mario Monti (eh sì, perché prima stavamo tutti bene…), puntando il dito contro quella fatidica affermazione in base alla quale la fine del tunnel è vicina. La frase di Monti è apparse poco convincente, ok. Ma non è mica la prima volta che qualcuno tenta di consolarci tramite il verbo e non i fatti, no? La puntata si è aperta con un editoriale di Mario Giordano che ha praticamente demolito la figura del Presidente del Consiglio. E i successivi interventi sono andati avanti lungo la stessa strada.

I tanto attesi estratti del discorso di Roberto Benigni, ospite della festa del Pd a Campovolo? Ridotti al minimo. Sapete com’è, bisognava lasciare il campo libero ai romani che se la prendevano con i padovani per stabilire chi lavori di più e chi meno, chi abbia più volontà e chi meno. Che grande idea, di questi tempi, raffigurare come irrimediabilmente profonda la divisione fra Nord e Sud! Che magnifica idea mostrare i meridionali e i settentrionali ancora pronti a scannarsi, nel 2012! E il Nord è la locomotiva del Paese, e tutte le risorse partono da là ma non tornano indietro, e molti fanno finta di morire di fame e poi vanno in vacanza… E basta!

Non riusciamo a nascondere la nostra delusione. Del Debbio è bravo, per carità, ma a tratti sembra di leggere nei suoi toni un sarcasmo e un’ironia che non piace. Vuole mostrarsi partecipe, nel dramma, ma la cosa non gli riesce affatto bene. E si respira troppa aria di campagna elettorale. Si grida troppo, perdendosi nella retorica. Comunque ci sono altre puntate, teniamo le dita incrociate…

http://youtu.be/-_TAFbxJeC8

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2 Comments

  1. francesco

    agosto 28, 2012 at 16:16

    chi si può aspettare l’imparzialità da uno dei fondatori di forza italia?

  2. pcnewsystems

    agosto 29, 2012 at 21:02

    Salve, dottor del Debbio,
    gli devo fare i complimenti per come ha condotto la prima puntata della trasmissione Quinta Colonna
    ieri sera 27/08/2012 a differenza di altri conduttori si è dimostrato assai lucido e molto imparziale.

    Ormai tutti i giornali e giornalisti, e pure opinionisti della domenica vogliono e devono far passare il messaggio che gli abitanti del Sud, sono dei parassiti fannulloni che vivono coi soldi di assistenza del Nord.

    Alcuni cittadini del Nord, dalla piazza collegata con la sua trasmissione urlavano “che sono stanchi di lavorare per pagare i debiti della Sicilia o del Sud”.

    Ma, come mai costoro non si lagnavano di dover pagare i debiti del Piemonte e di altre 4 regioni che hanno più debiti della Sicilia?

    Come mai il Piemonte non viene MAI menzionato, e la Sicilia invece è diventata il simbolo dei fannulloni o dei parassiti?

    Gli stessi giornalisti che vogliono dimostrare la loro cultura al mondo intero, spesso menzionano la Mafia che chiede il pizzo ai commercianti e imprenditori del Sud!

    Non risulta a nessuno che la Mafia chieda il pizzo agli impiegati.
    Ma, allora non siamo tutti impiegati?

    Ce ne sono troppi è vero, ma i lavoratori autonomi sono di numero infinitamente superiore, si dice che la Sicilia sia una regione che trae frutto dall’agricoltura e dall’edilizia, nell’edilizia fa affari la Mafia, allora vuol dire che c’è un giro grosso di edilizia, lo scrivono e lo riscrivono tanti giornalisti.
    Come mai poi si deve far passare il messaggio che in Sicilia o nel Sud siamo tutti impiegati?

    Miriadi di contadini, muratori, elettricisti, falegnami, idraulici, commercianti ecc., per alcuni ignoranti del Nord è come se non esistessero, SIAMO TUTTI IMPIEGATI, PER LORO!

    Io faccio il commerciante, e sono io a pagare le tasse allo Stato, dal Nord un soldo non l’ho mai visto, e neppure dallo Stato.
    Mio padre faceva il contadino e si alzava ogni giorni alla 4,00 di notte per andare a lavorare le sue terre.

    Un soldo dallo Stato non l’ha mai visto! Vengano qui al Sud questi nordisti ignoranti, che glielo insegniamo noi come si lavora, e come si suda.

    Ma, si deve per forza far passare il messaggio che al Sud non vogliamo lavorare, e siamo tutti impiegati.

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