Drugs Live, il reality che prova l’ecstasy in diretta sconvolge gli inglesi

By on settembre 30, 2012

text-align: justify”>Drugs Live Chiamatela tv shock o extreme reality ma Drugs Live – The Ecstacy Trial, approfondimento cultural-scientifico vestito da reality, arriva come un pugno nei salotti delle famiglie inglesi. Due puntate di un’ora ciascuno trasmesse da Channel 4. Obiettivo: mostrare gli effetti dell’ecstacy, la droga più consumata dai giovani inglesi (e non solo), e fare cultura e informazione in merito ai cambiamenti che avvengono nel nostro corpo. 25 volontari (in mezzo ci sono un ex deputato, un ex soldato, un vicario, uno scrittore e l’attore Keith Allen), una pasticca a testa, una macchina per la risonanza magnetica per testare gli effetti in diretta e un esperto di MDNA, lo psicofarmacologo dell’Imperial College di Londra, David Nutt.

Nessuna caccia alle streghe, nessun processo alla droga. Il Professor Nutt di cui sopra è uno che crede che “l’ecstacy sia meno pericolosa di una cavalcata”, dichiarazione che gli è costato il posto di consulente governativo per la lotta alle droghe. Inoltre, mettici pure che il termine “drugs” è inteso dagli inglesi anche nell’accezione di farmaco medicinale e che la seconda puntata del programma è stata interamente dedicata all’uso dell’ecstacy come “metodo” per il trattamento di patalogie neuro-psichiatriche, e la polemica è servita.

Il popolo inglese ha gridato allo scandalo. L’approccio scientifico all’argomento ha generato l’opinione comune secondo la quale il programma è stato un vero e proprio elogio della droga sintetica. Drugs Live è diventato la bandiera della tv senza vergogna e politicamente scorretta. Commenti al vetriolo anche negli “insospettabili” Twitter e Facebook.

L’esito dell’esperimento poi, non ha fatto altro che gettare litri di benzina sul fuoco. Dei 25 volontari sotto test, solo uno ha registrato stati di malessere mentre tutti gli altri hanno addirittura dichiarato di essersi sentiti “molto bene”.

drugs-live-ecstasy

Immaginate la scenetta sopra descritta e aggiungeteci un bel contorno di dati e grafici snocciolati dal professor Nutt secondo i quali l’ecstacy sarebbe ideale nella cura di patologie quali la Sindrome da Stress Post Traumatico, molto diffusa nei soldati e quindi, anche in Gran Bretagna, stato che da decenni invia le sue truppe dietro le linee di fuoco mediorientali e non solo.

Due puntate inquietanti rese ancora di più dalla conduzione spiritata di John Snow. Altro che tv italiana a colpi di Sara Tommasi

 

 

About Simone Rausi

Quando nacque a Catania nel 1986, Pippo Baudo urlò “Fantastico!”. Già, la settima edizione era in onda su Raiuno in quel momento. Ha divorato decenni di fiction e programmi tv prima di laurearsi in Scienze della comunicazione. Ha fatto lo speaker, il giornalista, il blogger e attualmente è copywriter presso un’agenzia di pubblicità (ma sua nonna dice in giro che fa il copriwater). Ha scritto un romanzo sui carciofi ma non ne mangia uno da anni. Lo trovate su tutti i social network del mondo… o davanti qualche schermo.

One Comment

  1. Rossella

    settembre 30, 2012 at 20:37

    Questi esperimenti mi lasciano alquanto perplessa. Non la vedo una cosa pedagogica. Forse sarebbe più utile il metodo narrativo dei romanzieri russi. Bisognerebbe adottare un punto di vista più introspettivo e quindi una narrazione che procede in vericale, scavando l’io e non ruotandogli intorno. Magari si potrebbe lavorare sul nichilismo, sulle ragioni che portano a remare contro la vita. Bisognerebbe inquadrare prima la bellezza e poi provare a capire perché manca il desiderio di fare progetti e di affrontare le conseguenze dei propri desideri. Mi dispiace ma questa scelta narrativa non è di mio gusto!

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *