Enrico Mentana sull’acquisto di La7 (video): “Se arrivasse Mediaset, per coerenza e dignità mi dimetterei”

By on settembre 16, 2012

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Enrico Mentana non poteva non intervenire sulla notizia che sta mettendo in subbuglio il mercato delle telecomunicazioni: Mediaset presenterà una manifestazione di interesse non vincolante per La7 e Timb (Telecom Italia Media Broadcasting), di fatto entrando tra i possibili acquirenti dell’emittente in vendita. Solo “un’azione di disturbo“, come l’ha definita lo stesso Mentana su Twitter? Un modo per accedere a conti, progetti e a tutte le informazioni strategiche che riguardano il concorrente La7? Oppure la reale intenzione di appropriarsene per poi magari chiuderla e sfruttarne le frequenze a favore di Mediaset? Cosa ci sia davvero dietro l’azzardata proposta del Biscione non è ancora del tutto chiaro, anche se la tentazione di chiudere l’emittente generalista che ospita Mentana, Lerner, Formigli e a  breve Michele Santoro, deve certamente suonare allettante a un Silvio Berlusconi che si appresta a (ri)scendere in campo per l’ennesima volta. Le reazioni non si sono fatte attendere, soprattutto dai grandi nomi di La7, che al momento invitano alla prudenza, ma mettono in chiaro che la famiglia Berusconi non è gradita nel terzo polo della tv. Mediaset? No grazie.

Enrico Mentana ha ribadito la posizione già chiaramente espressa su Twitter con un editoriale durante il Tg La7 delle 20, sottolineando che il mercato è il mercato, quando qualcosa è in vendita non si può certo impedire ad un compratore di farsi avanti, ma qui c’è in ballo molto di più. Qui si parla di un’unica realtà societaria che fa capo al politico più influente degli ultimi vent’anni, in grado di controllare di fatto la tv pubblica in quanto Presidente del Consiglio, principale operatore privato con le sue tv commerciali, ed ora interessato ad ampliare la sua sfera di influenza acquisendo anche i “canali 7 e 8 del telecomando” (La7 ed Mtv), che andrebbero ad aggiungersi al 4, al 5 e al 6. Inaccettabile. “Se Berlusconi torna premier avrebbe il controllo di Mediaset, di gran parte della Rai, come i suoi predecessori, e con La7 controllerebbe tutta l’informazione in chiaro, forse e’ un po’ troppo – ha dichiarato Enrico Mentana nel suo editoriale – Questa tv è cresciuta proprio perchè alternativa a Mediaset, lo sarebbe meno se ne facesse parte“. Una vicenda che in parte lo riguarda a livello personale, visto che a Mediaset ha fatto carriera, ma l’ha dovuta lasciare perchè i contrasti su quali notizie dare (la delicatissima questione di Eluana Englaro) e quali personaggi intervistare (Antonio Di Pietro ospite a Matrix in piena campagna elettorale, fu quello il vero motivo del suo allontanamento) erano diventati insanabili. “Mediaset non è la Guantanamo dell’informazione, lo so. Ma tre anni e mezzo fa lasciai non per mia scelta, fu una rottura sulla libertà di informazione“. Va da sè che se Mediaset diventasse davvero il nuovo editore di La7 “per coerenza e dignità personale mi dimetterei da questo Tg“. (Dopo il salto, il video dell’editoriale di Mentana).

Enrico Mentana ha poi auspicato che le autorità garanti Antitrust e delle Comunicazioni mettano in chiaro se davvero le leggi esistenti possono permettere una tale polarizzazione del mercato televisivo, se davvero non esite una norma che impedisca l’acquisto degli asset televisivi di Telecom da parte del già dominante polo Mediaset. E attenzione, la sua non è certo una crociata contro l’ex datore di lavoro Berlusconi. Lo spiega al Corriere della sera in una lunga e dettagliata intervista: “Certi Guelfi o Ghibellini vedono la mia presa di posizione come una sorta di tardiva riproposizione dell’antiberlusconismo. Ma c’è chi non ricorda, o non vuole ricordare, che un anno fa dissi più o meno la stessa cosa quando si parlò di un possibile interesse di Carlo De Benedetti (Mentana si mostrò contrario dando la notizia nel suo Tg, ndr). Dissi che la situazione migliore per La7, per la sua libertà, è un editore non ‘sessuato’ politicamente“. Viceversa, senza ombra di dubbio la sua avventura televisiva a La7 finirebbe, perchè “non siamo uomini per tutte le stagioni. Almeno non lo sono io. Non dimentico che sono arrivato qui a La7 dopo essere stato licenziato in tronco in una notte da Mediaset, e non ero l’ultima ruota del carro. Non serbo rancore. Ma ero diventato incompatibile con un progressivo andazzo di quell’azienda“, che di lì a poco avrebbe definito “un comitato elettorale“.

L’acquisizione da parte di Mediaset annullerebbe l’identità di La7, che sta proprio nell’essersi ritagliata uno spazio da televisione libera e indipendente quando Rai e Mediaset non sono riuscite ad esserlo (o non ci hanno nemmeno mai provato). Sulla stessa lunghezza d’onda di Mentana, anche la reazione di Gad Lerner, che però invita alla cautela e si dice dubbioso sulla possibilità che  la manifestazione d’interesse di Mediaset possa avere un seguito. “Sarebbe una lesione clamorosa del già scarso pluralismo dell’offerta televisiva generalista in Italia – spiega il conduttore de  L’Infedele sul suo blog – “un’infrazione evidente alla normativa antitrust vigente“. Tuttavia, è necessario “evitare psicodrammi“, ricordando che l’offerta di Mediaset non sarebbe certo l’unica, tantomeno si deve demonizzare chi annovera esperienze nel Biscione, come i suoi stessi colleghi: “Non facciamo di ogni erba un fascio: fra gli altri investitori e manager che manifestano interesse per La7 vi sono ottimi professionisti come Urbano Cairo, Claudio Sposito, Marco Bassetti, che in passato hanno lavorato nell’orbita Mediaset, ma non per questo vanno etichettati come prestanome berlusconiani. Altrimenti dovremmo liquidare come tali anche Enrico Mentana e Michele Santoro solo perchè hanno lavorato su quelle reti“. Sarà. Intanto il Pd annuncia interrogazioni parlamentari sulla vicenda e la Federazione Nazionale della Stampa Italiana grida allo scandalo. Un quadro più chiaro sulle intenzioni di Mediaset si avrà solo il 24 settembre, quando scade il termine di presentazione delle proposte. Fino ad allora Enrico Mentana resta saldamenta alla guida del suo ottimo Tg. Quel che accadrà dopo, non si sa.

About ClaudiaGagliardi

Nata a Pompei nel 1987, si è laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul pluralismo e l'indipendenza dell'informazione e sta per specializzarsi in Comunicazione istituzionale. Oggi si occupa delle pagine di attualità del portale Excite.it. Appassionata di giornalismo e di politica, segue con attenzione il mondo della televisione, spesso con occhio critico, soprattutto sul versante della qualità dell'informazione. Divoratrice di programmi di approfondimento e di satira, ma anche di serie tv ("Friends" e "Lost" su tutte) e di cinema, insegue il sogno di diventare giornalista professionista.

One Comment

  1. vivibar

    settembre 17, 2012 at 12:22

    Enrico,sai cos’è? lui sì che sa far bene di conto: 3 canali mediaset, + 2 rai-il terzo “speriamo che se la cavi”-+La 7= monopolio raggiunto!
    P:S: per chi ancora non abbia compreso come il potere mediatico conti immensamnete di più di qualsiasi patrimonio personale…unica domanda: come farà col web? ma solo per una questione di età!

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