Imbarazzo a La7 per lo scoop di Piazzapulita: Mentana punzecchia Formigli, lui si difende

By on settembre 8, 2012

text-align: center”>Mentana e Formigli sullo scoop di Piazzapulita

Lo scoop di Piazzapulita sul Movimento 5 stelle ha creato il primo vero scossone all’interno del monolite grillino. E questo era prevedibile. Ma altrettanto prevedibile era il fatto che le polemiche suscitate dalle dichiarazioni di Giovanni Favia sulla mancanza di democrazia nel Movimento generassero ripercussioni anche nel mondo giornalistico, non tanto per il contenuto delle scottanti confessioni, quanto per le modalità con cui sono state carpite. La messa in onda di uno sfogo che era evidentemente privato (almeno nelle intenzioni dell’ingenuo Favia, che non sapeva di essere ripreso) aveva causato qualche imbarazzo già la sera stessa durante la puntata di Piazzapulita, quando il direttore del Tg La7 Enrico Mentana, ospite in studio di Formigli insieme a Luca Telese e Andrea Scanzi, aveva fatto notare come si trattasse di uno scoop sensazionale, ma allo stesso tempo di una situazione “spiacevole” per il grillino. Tanto da sentire quest’ultimo al telefono e riportare in studio le sue giustificazioni.

Il dibattito si è fatto sempre più acceso nelle ore successive, quando dal web e non solo si sono sollevate voci contrastanti sulla messa in onda delle dichiarazioni “rubate” a Favia, con accuse di scarso senso della deontologia e cose simili. Enrico Mentana, da principale simbolo dell’informazione di La7 quale è, non si è tirato indietro nel dibattito, esprimendo la sua opinione su Twitter con un messaggio che rivela un certo tono critico: “Caso Favia, fuori onda è legittimo, come è stato per tutti, da Fini a Scilipoti ma è sempre sgradevole. Però, perché emerge solo quattro mesi dopo?“. Il problema che pone Mentana è questo: le parole registrate con una telecamera nascosta risalgono a qualche mese fa, ma sono rimaste nel cassetto, o meglio, nelle mani della redazione di Piazzapulita finchè non è tornato in onda. Una bomba pronta ad esplodere, ma telecomandata dai giornalisti del programma. Tutto regolare, dunque?

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Durante l’edizione delle 20 del suo tg, Mentana è tornato di nuovo sull’argomento, parlando esplicitamente di unaconfidenza raccolta a tradimento, pur ribadendo che il giornalista in possesso di una notizia deve comunque, senza dubbio alcuno, diffonderla. E propio in diretta, durannte il tg, è arrivata via sms sul cellulare del direttore la replica di Formigli, prontamente resa nota da Mentana. Il conduttore di Piazzapulita spiega così il ritardo nella diffusione delle dichiarazioni di Favia, in cui il consigliere grillino attacca Gianroberto Casaleggio definendolo il vero padre-padrone del Movimento 5 Stelle: L’intervista è del 5 giugno e dunque non potevamo mandarla in onda nell’ultima puntata del 7 perché l’inchiesta sui grillini non era pronta. Non ha senso pensare che volessimo conservarla per chissà quale motivo. Tra l’altro Favia, nel suo blog, ha praticamente confermato quanto detto nel pezzo da noi mandato in onda. Dunque, mi pare che noi siamo a posto”. Questione chiusa?

About ClaudiaGagliardi

Nata a Pompei nel 1987, si è laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul pluralismo e l'indipendenza dell'informazione e sta per specializzarsi in Comunicazione istituzionale. Oggi si occupa delle pagine di attualità del portale Excite.it. Appassionata di giornalismo e di politica, segue con attenzione il mondo della televisione, spesso con occhio critico, soprattutto sul versante della qualità dell'informazione. Divoratrice di programmi di approfondimento e di satira, ma anche di serie tv ("Friends" e "Lost" su tutte) e di cinema, insegue il sogno di diventare giornalista professionista.

2 Comments

  1. Alessia Onorati

    settembre 8, 2012 at 17:47

    Ma non era di maggio l’intervista?Pare che sia stato detto cosìì in studio…

  2. Antonia.A

    settembre 9, 2012 at 09:45

    Ovviamente Formigli e lo staff di Piazza pulita,dovevano sincerarsi che lo sfogo di Favia non fosse a livello personale,ma un malessere diffuso di tutto il movimento.Credo che ogni buon giornalista dovrebbbe farlo.

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