L’Infedele, “tra sacro e profano” si accendono i riflettori sul Potere

By on settembre 4, 2012
Lerner rilancia L'Infedele

text-align: justify”>Lerner rilancia L'InfedeleLa nuova stagione dell’informazione su La 7 aveva già preso il via con Piazza Pulita, il talk show di Corrado Formigli che meglio rispecchia le tensioni sociali e politiche dell’Italia in crisi. In attesa della discesa in campo di Michele Santoro, punta di diamante del “dream team” scelto da Giovanni Stella per coronare il progetto di una rete piena di “battitori liberi” ma in grado di primeggiare anche in termini di share, ieri Gad Lerner ha rilanciato il “modello L’Infedele”, all’insegna della continuità con le passate edizioni. Il tema proposto sin dall’apertura del programma conteneva in nuce tutti gli elementi ideali per riprendere il discorso interrotto con la pausa estiva: il rapporto tra sfera pubblica e privata, tra modernità e tradizione, ovvero in ultima analisi tra politica e religione, non poteva essere messo da parte nel ricordo del Cardinale di Milano Martini, amato dai fedeli e rispettato dai laici per la profonda apertura culturale verso i non cristiani dimostrata nel tempo. Nello studio de L’Infedele erano rappresentate la principali correnti del pensiero cattolico, a partire dall’ala tradizionalista (o conservatrice) incarnata dalla vaticanista Angela Ambrogetti e dallo scrittore Antonio Socci, sostanzialmente agli antipodi rispetto al compianto prelato milanese simbolo della più volte evocata “altra Chiesa possibile”.

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Nel ruolo di pungolo rispetto ai difensori della “ragion di Stato” vaticana, Lerner ha voluto con sè Gianluigi Nuzzi, giornalista d’inchiesta ormai celebre per i libri “Vaticano S.P.A.” e “Sua Santità. Le carte segrete di Benedetto XVI” ed il professore Adriano Prosperi della Normale di Pisa. Complessi gli scenari venuti fuori nel corso del dibattito, soprattutto in relazione alle recenti vicende giudiziarie che hanno scosso dall’interno la Santa Sede: l’arresto del maggiordomo del Papa Paolo Gabriele, definito “l’uomo più vicino a Josif Ratzinger” per la storica confidenza col Pontefice, se accostato ad altri controversi episodi (tra tutti l’allontanamento del Nunzio Apostolico negli Usa Carlo Maria Viganò, protagonista di una delicata battaglia per il rinnovamento delle gerarchie ecclesiastiche) continua a suscitare inquietudine in una parte dell’opinione pubblica e dell’informazione.

Se da un lato la figura di Carlo Maria Martini riesce ad unire al di là della fede perchè “ha abbattuto steccati millenari”, dall’altro tiene banco la polemica sui “veleni e segreti dello Stato Pontificio, oggi più che mai d’attualità come sottolineato da Nuzzi ed altri  non solo in ambito televisivo. L’ideale chiusura di un così delicato confronto non poteva che essere affidata alla musica classica, magistralmente eseguita dal compositore Ramin Bahrami, autore di una reinterpretazione di Bach tutt’altro che canonica. Pacato nei toni ma radicale nei contenuti, L’Infedele ha ripreso da ieri il guanto della sfida, per una televisione capace di coniugare cultura e attualità, politica e informazione, “sacro e profano” come promesso da Gad Lerner al pubblico dal primo momento.

 

 

 

About Marco Franco

Il giornalismo come "cane da guardia" della democrazia, scrivere per diffondere idee e creare coscienza: queste sono le stelle polari che lo guidano. Studi classici, laurea in Giurisprudenza in arrivo, Marco non ha mai smesso di coltivare i suoi interessi, primo tra tutti la lettura. Libri, riviste e tanti quotidiani sempre al suo fianco, in una continua ricerca delle "verità scomode". Idealista, spesso "controcorrente" e attivo nel volontariato, ama la politica e l'informazione di antica scuola. Riccardo Iacona e Milena Gabanelli i punti di riferimento, per coraggio e professionalità dimostrati sul campo. Esperienza come web writer su diverse piattaforme e come redattore in bollettini d'informazione politica locale. Natura, sport e la musica rock le altre passioni, anzi il carburante per andare avanti!

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