Mediaset shock: vuole comprare La7. Enrico Mentana su Twitter: “Io me ne vado”

By on settembre 15, 2012
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Alla faccia tosta di Mediaset non c’è limite: dopo aver invaso l’etere con escamotage oltre il limite della legalità, aver costruito il monopolio della televisione privata italiana, aver infiltrato i suoi uomini in Rai, aver condizionato lo scenario legistativo delle telecomunicazioni con “leggi ad aziendam” attraverso il partito di famiglia, ora è il turno di abbattere l’unico nemico rimasto, quello che inizia seriamente a fare paura. La piccola La7, con i suoi piccoli ma fastidiosi risultati auditel e i grandi nomi del giornalismo e dello spettacolo che ha saputo accogliere dopo i disastri provocati da Rai e Mediaset. Ecco, proprio lei, potrebbe entrare nell’orbita del Biscione, o almeno questo è quello che spera la famiglia Berlusconi. Per ora nessuna conferma dagli uffici di Cologno Monzese, ma le voci che danno la holding finanziaria interessata all’acquisto di La7 non sono state smentite e si fanno sempre più insistenti.

Secondo l’agenzia di stampa della Confindustria Radiocor, Mediaset avrebbe intenzione di presentare una proposta non vincolante per l’acquisizione della rete il prossimo 24 settembre, quando si chiuderanno i termini stabiliti dal venditore Telecom e dagli advisor Mediobanca e Citigroup per la cessione del ramo d’azienda di Telecom Italia. Un interesse rivolto su due fronti: quello dell’emittente televisiva (La7) e quello, ben più strategico e quasi vitale per Mediaset, delle frequenze tv (Telecom Italia Media Broadcasting, la società che gestisce le infrastrutture di trasmissione). Un’ipotesi che apre scenari inquietanti sul futuro della nostra televisione e seppellisce una volta per tutte la speranza di scardinare il duopolio Rai-Mediaset saldamente controllato, in maniera diretta o indiretta dall’ex (e futuro?) premier Silvio Berlusconi. Mediaset vuole comprare La7, ok, ma per farsene cosa?

La previsione più verosimile è quella di Sara Nicoli sul Fatto Quotidiano: il primo passo sarebbe smantellare l’emittente (la legge non lo vieta certo) per non incorrere nella violazione delle norme Antitrust, per poi “utilizzare a favore di una Mediaset in gravi ambasce economiche ed editoriali, gli asset infrastrutturali e le frequenze“. Potenziare il Biscione e contemporaneamente abbattere un concorrente che sta incrementando pericolosamente la raccolta pubblicitaria insidiando l’equilibrio di mercato cristallizzato da decenni, per di più con il vantaggio di tappare la bocca a giornalisti nemici come Michele Santoro, Enrico Mentana e Gad Lerner. Praticamente un invito a nozze per la famiglia Berlusconi, soprattutto in vista delle prossime elezioni politiche.

L’azienda si farà avanti con la dovuta cautela, poichè l’operazione è giocata sul filo del rasoio: gli operatori tv non possono detenere più di 5 multiplex e incassare più del 20% degli introiti pubblicitari del mercato. Dunque il piano va studiato nei dettagli e solo il 24 settembre sapremo se il Biscione ha davvero le carte in regola per mettere le mani su La7. Intanto quel che è certo (e che farà gola ai vertici Mediaset) è il fuggi fuggi generale che si scatenerebbe nell’eventualità di un acquisto. Il primo addio, già annunciato, sarebbe quello del volto-simbolo della rete: Enrico Mentana, pur non credendo al reale interesse di Mediaset,  ha dichiarato senza mezzi termini la sua immediata dipartita qualora il Biscione diventasse editore di La7. Nessun ritorno al passato per lui: “Mediaset compra La7? Solo un’offerta di disturbo – scrive il direttore del TgLa7 su Twitter – Ma quando cambia l’editore è inutile gridare al lupo. Fosse Mediaset lascerei: ne bis in idem“. E cosa ne sarebbe invece di Michele Santoro, che approderà su La7 con Servizio pubblico il 25 ottobre? Per lui si profilerebbe il paradosso di lasciare la Rai controllata dalle forze berlusconiane in cda per poi ritrovarsi come editore il nemico in persona. Inutile sottolineare che anche la squadra di Servizio pubblico abbandonerebbe certamente il campo prima di essere messa fuorigioco. Uno scenario desolante che fa il gioco di Mediaset: zero avversari televisivi, consolidamento dello strapotere di mercato e, soprattutto, qualche rogna in meno in vista della campagna elettorale del 2013. Una strada senza ritorno. Stavolta sarebbe l’apocalisse della tv.

About ClaudiaGagliardi

Nata a Pompei nel 1987, si è laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul pluralismo e l'indipendenza dell'informazione e sta per specializzarsi in Comunicazione istituzionale. Oggi si occupa delle pagine di attualità del portale Excite.it. Appassionata di giornalismo e di politica, segue con attenzione il mondo della televisione, spesso con occhio critico, soprattutto sul versante della qualità dell'informazione. Divoratrice di programmi di approfondimento e di satira, ma anche di serie tv ("Friends" e "Lost" su tutte) e di cinema, insegue il sogno di diventare giornalista professionista.

3 Comments

  1. Valerio

    settembre 15, 2012 at 23:45:20

    Ciao Claudia, resta da chiedersi dove troverebbe i soldi Mediaset – visto che è in crisi di liquidità – per poter presentare un piano di acquisizione migliore rispetto alle altre contendenti. Sul sito de Il Fatto Quotidiano c’è addirittura scritto che lo scopo di Berlusconi potrebbe essere quello di comprare La7 per chiuderla e così smembrare le infrastrutture per irradiare il segnale e utilizzarle per potenziare quelle già date impedirme dote alle attuali reti Mediaset (lo scrive proprio il giornalista che firma l’articolo, roba da far rabbrividire). Questo porrà anche una questione occupazionale, non solo di pluralismo e democrazia. I legali Mediaset – sostengono sia Il Fatto Quotidiano che La Stampa – sono sicuri di poter aggirare l’attuale legge Gasparri (obbrobio legislativo che tutela si capisce bene chi, non a caso fu fatta da un ministro del passato governo Berlusconi) sul tetto di raccolta pubblicitaria massima fissato al 20 % – Mediaset arriverebbe al 13 e quindi potrebbe acquisire le emittenti del gruppo Telecom – e di non raggiungere i 5 mux fissati per legge proprio acquistandola per chiuderla ed evitare così di incappare nell’Antitrust (così racconta Il Fatto Quotidiano). Se così facesse comprerebbe una diretta concorrente per neutralizzarla e autopotenziarsi, mettendo sulla strada però non si sa quanti lavoratori. Guarda quando l’ho letto (trovi l’articolo sulla homepage e nelle sezione “Media e Regime”) non credevo a quanto stessi leggendo. Spero che Telecom non ceda mai La7 a Mediaset o a qualche prestanome di Berlusconi, altrimenti addio terzo polo televisivo ed addio informazione che sfugge al controllo del politico Berlusconi, già che quando governa anche tutta la Rai è sotto la sua censura. Forse è una mossa disperata per potersi ricandidare senza avere media contro di lui, o forse è semplicemente “spionaggio industriale” che Mediaset vuole fare ai danni di La7 per conoscere i piani di investimento e di sviluppo (La Stampa di Torino racconta che tra le carte che Telecom manda ai gruppi imprenditoriali che manifestano interesse all’acquisizione dell’emittente ci sarebbe della documentazione dettagliata sui conti e i progetti del gruppo Telecom Italia Media. Queste informazioni che solo Telecom e i possibili acquirenti conoscono potrebbero essere usate dalla concorrenza per anticiparne le mosse? Sono tutte domande che a questo punto saltano in mente. Questa notizia conferma, se ce ne fosse stato mai bisogno, la spregiuducatezza di Berlusconi e delle aziende da lui possedute.

  2. Valerio

    settembre 15, 2012 at 23:54:51

    Non avevo ancora letto il seguito del tuo articolo. Vedo con piacere che hai già letto anche tu quello che scrive Sara Nicoli sul Fatto. Inquietante se davvero fosse così e che le legge non lo impedisca. Con questo sistema una qualsiasi azienda privata malandata può comprarne una più piccola solo per chiuderla e autopotenziarsi con le sue strutture, e con l’assorbimento lasciare a casa non si sa quanti lavoratori. E La7 non è una rete fallita, perché permetterlo? È uno scandalo. Questo capitalismo ha delle regole davvero bizzarre, dicono che creerebbe benessere ma in realtà tutela i profittatori, i ladri e chi distrugge interi settori dell’economia. Mah!

    • Claudia Gagliardi

      settembre 16, 2012 at 9:27:49

      Ciao Valerio,
      purtroppo le previsioni fosche sulle intenzioni di Mediaset sono anche quelle più plausibili. E non solo perchè è in crisi di liquidità, come giustamente hai ricordato, ma soprattutto perchè è in crisi di idee: di reti tv ne ha già tante, troppe da riempire con programmi originali che interessino il pubblico (e di conseguenza gli investitori pubblicitari). Non c’è più uno straccio di progetto editoriale che le sostenga e forse davvero questa azione spregiudicata è solo un modo per sbirciare in casa del nemico e niente di più. Enrico Mentana sembra sicuro che sia così. Lo speriamo tutti.

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