Se stasera sono qui: Umorismo, punti morti e spunti di riflessione

By on settembre 6, 2012
se stasera sono qui teresa mannino la7 prima puntata

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E’ andata in onda ieri sera in prima serata su La7 la prima puntata di “Se stasera sono qui”, uno show molto particolare condotto da Teresa Mannino già navigata in questo campo viste le sue ottime prestazioni teatrali. Il programma si è presentato come un mix di elementi di spunto e riflessione, balletti e musica e soprattutto lanci comici forse non del tutto apprezzabili. Ma andiamo con ordine; dopo la presentazione del programma,  la sigla e l’ingresso trionfale della conduttrice (portata a spalla da 4 uomini con una faraonica portantina) la Mannino parte con lo sfottò al pubblico in sala: “Mi hanno mandato quelli di ItaliaUno? Mi perseguitano!” per poi fare umorismo sui fatti dell’estate ormai passata: le Olimpiadi, Gardaland e il best seller osè “50 sfumature di Grigio”.

Dopo un breve dibattito con gli intellettuali da compagnia (che per tutta la puntata hanno parlato pochissimo, quasi nulla) si ritorna a parlare del libro citato qualche rigo fa con un intervento comico/serio del Giornalista Andrea Scansi. Ottimo intervento, che ha sottolineato la ricerca del brutto in Italia sottolineando che altro trend nazionale è stato il Pulcino Pio. Chiuso il monologo socio culturale, nuovo ospite: questa volta parlerà l’impacciatissimo metereologo di Meteo.it che ha avuto la brillante idea di dare nomi mitologici ai fenomeni atmosferici che imperversano nelle ultime settimane nel nostro Stivale. Dopo dei momenti di pura noia, la Mannino tenta di risollevare l’atmosfera :Senti ma, il cambio armadio, quando lo dobbiamo fare?” segue risatina del pubblico in sala.

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Dopo lo stacco pubblicitario, il programma continua con una lunga intervista a Renzo Arbore condita da innumerevoli aneddoti. Questo ci ha ricordato molto un altro famoso programma di Canale Cinque ma aspettiamo ancora a dirvi quale. Cambio d’umore, nuovo momento comico (?): arriva la quota rosSa (comunista) a prendere il giro un po’ la conduttrice per la troppa magrezza (“La tipica bellezza siciliana: lo stretto di Messina!”) e un po’ il governo di destra con battute su Berlusconi e derivati del Bunga-Bunga. Battute forse non proprio apprezzare. Divertente invece il momento del balletto orientale che mixa canzoni italiane a parole cinesi a cui segue una coreografia condita da mosse di arti marziali e movimenti da dancer.

Finito il balletto, arriva un altro comico, Raul Cremona che spiega le varie categorie di mendicanti ed accattoni in cerca di soldi per poi lanciarsi nel classico gioco delle tre carte, gabbando la conduttrice. Momenti di trasmissione migliorabili se non addirittura evitabili. Segue un piccolo momento musicale a cura di Jessica Mazzoli (ex- di X Factor, compagna di Morgan) che canta Svalutation per rimanere sul tema della crisi. Torna di nuovo il momento Quota Rossa, comicità non pervenuta e piccola buttàde a “Porta a Porta”; chiude con la seguente battuta: “Qual è la differenza fra c’è fra Monti e il sedere? il sedere scoraggia.”

Nuovo cambio, si passa al momento di divulgazione scientifica (o quasi) dove una information designer spiega lo spreco dell’acqua attraverso delle slide. La Mannino segue a due  passi di distanza seduta a dei gradini, quasi come Paolo Bonolis ai tempi faceva ne “Il Senso della Vita”: inutile sottolineare il fatto che c’è stato un grosso calo di share in questo segmento. Ma il colpo di scena che ha dato uno sbalzo in positivo alla trasmissione è stato l’intervento di Cinzia Leone misto fra umorismo Pirandelliano e quotidianetà: “Mia figlia è stata presa per fare lo stage che in francese significa fare l’ostaggio”. Ultimi ospiti sono stati Pif che ha parlato della Mafia e della lotta nel sud italia e Morgan che si è esibito assieme alla sua compagna se non prima di aver decantato in veste rock la Divina Commedia. Scelte forse non proprio ottimali.

In conclusione il programma ha dato degli ottimi spunti su cui bisognerà sicuramente lavorarci su. Ottimi i momenti di riflessione ma il programma in definitiva è risultato scollato, troppo scollato. Si sente imponente la mancanza di una diretta e i troppi blocchi pubblicitari smontano l’interesse spesso in bilico. La trasmissione si chiude con l’ingresso dell’arrivo della statua del Principe Raimondo di San Severo in stile processione.  La Mannino commenta durante i titoli di coda “Ci rivediamo settimana prossima su La7… sempre se non ci spostano su Italia Uno”. Cara Mannino, l’hai detto te.

Infine, ottima la scelta di mandare in onda il programma anche in diretta su Youtube (visto che molti hanno avuto problemi con il decoder proprio in questi giorni) ma poco pubblicizzata: il numero di utenti collegati si aggirava intorno alle 30/35 persone.

About Gigi

Gigi, classe 1989, pugliese doc. Figlio della generazione 2.0 e appassionato di Social Media, coltiva moltissimi hobby: il video editing, la recitazione, bloggare online, cimentarsi nella fotografia e nel web-design.

One Comment

  1. Valerio

    settembre 7, 2012 at 05:30

    Questa recensione è impietosa. Io l’ho sì reputata sostenuta la conduzione e con momenti di indecisione, ma comunque le va riconosciuta una certa spontaneità e una buona parte di autoironia. La7 non credo che avrebbe avuto problemi a darle la diretta, sarà stata una decisione sua? Gli ospiti non erano male anche se a me ha impressionato più negativamente la scenografia. Di una tristezza, non ho capito perché tanta cupezza. E poi è troppo spartana. Però io non mi sentirei di bocciarla la trasmissione, ha il vantaggio di offrire piccoli spunti di riflessione sull’attualità senza prendersi troppo sul serio, con una leggerezza che sicuramente eleva una trasmissione di intrattenimento a funzione sociale. Cantare Dante (spazio di Morgan) o spiegare con delle diapositive l’ecosostenibilità delle scelte di tutti i giorni non è che un passo avanti rispetto a quello che potrebbe ambire a condurre su Mediaset, anche se sicuramente la Mannino stessa preferisce la quantità di un ascolto di massa alla qualità di una trasmissione che magari non fa grandi numeri ma su cui puoi sperimentare il formato e azionare anche il cervello. Certo, se facessi il paragone con la trasmissione Un, due, tre Stella preferisco molto più quest’ultima anche se pure Sabina Guzzanti fece fatica all’inizio a rodare la trasmissione che però era certamente più impegnata (e impegnativa).

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