Sospesi i Superquiz in tv, l’Antitrust: ingannano i telespettatori

By on settembre 8, 2012
Un'immagine dello spot del Superquiz

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Vi avevamo già parlato tempo fa dei bombardanti Superquiz pubblicitari che venivano trasmessi principalmente sulle Reti Mediaset. Spot pervasivi e persuasivi, soprattutto per quanto riguarda il pubblico di adolescenti, i quiz in questione invitavano a rispondere a domande dalla semplicità demenziale del tipo: “Di che colore è Facebook?” o “Chi è il miglior amico dell’uomo?”, fornendo due opzioni di una semplicità grottesca e promettendo di poter vincere ambiti premi come  I-Phone, tv schermo piatto, I-Pod e ricariche in denaro del valore di 500 euro.

Ebbene, in verità coloro che inviavano gli sms di risposta al numero 48182 della compagnia David2, sottoscrivevano un abbonamento per scaricare a pagamento contenuti digitali come suonerie e loghi, al costo di 24,20 euro al mese che prosciugavano il credito telefonico e spesso anche il proprio conto corrente, nel caso dell’addebito in bolletta. Per questo l’Antitrust, dopo la denuncia del Codacons, ha visto bene di bloccare i suddetti spot dando  cinque giorni di tempo per interrompere le campagne pubblicitarie lanciate sulle emittenti televisive nazionali.

Secondo il parere dell’Agcm infatti, l’azienda in questione, che già in passato era stata sanzionata per  simili comportamenti, propone tale abbonamento al servizio “allyoucan”  per ricevere loghi e suonerie per telefoni cellulari, in modo poco chiaro che induce lo spettatore a partecipare al concorso senza essere in verità consapevole delle conseguenze. Inoltre l’Antitrust ha avviato un ulteriore procedimento per verificare la possibile scorrettezza della pratica commerciale  dall’azienda in questione. Lo spot, come ha spiegato l’Authority, “appare, inoltre, ambiguo e lacunoso circa i potenziali premi, la tempistica dell’estrazione (differita al 2013), il monte premi (estremamente limitato), le effettive modalità di partecipazione (anche in relazione al meccanismo di risposta ad una serie di continue domande di difficoltà crescente)”. Dunque l’Antitrust ha dato ragione alle tante segnalazioni dei telespettatori tratti in inganno dalla pubblicità, che finalmente ( e questa è una buona notizia anche per chi non è caduto nell’inganno), non ci tempesterà più con spot snervanti e grotteschi, una offesa bella e buona alla nostra intelligenza.

About Alessia Onorati

E' laureata in Lettere indirizzo Discipline dello Spettacolo con una tesi sul metalinguaggio nel cinema documentario. Sin dalla tenera età amante della scrittura, è approdata al mondo del giornalismo con uno stage post universitario in un giornale locale della sua zona di residenza per poi iniziare varie collaborazioni da free lance con mensili di spettacolo e siti web. Appassionata di letteratura, viaggi, teatro e cinema, non può fare a meno della tv e soprattutto adora i programmi gialli e horror, nonché di mistero e approfondimento culturale "di qualità".

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