Ti lascio una canzone non è più un programma per bambini

By on settembre 9, 2012

text-align: justify”>La Clerici a TLUCRaiuno è riuscita nell’impresa di rovinare il suo show del sabato sera, il suo fiore all’occhiello, il programma con il quale era in grado di uscire a testa alta dal quasi impossibile scontro con la macchina da guerra di C’è posta per te dell’inossidabile Maria De Filippi. Ha preso il via ieri la sesta edizione di Ti lascio una canzone, il baby talent condotto da Antonella Clerici in diretta dagli studi Dear della Capitale, dopo le esperienze a Sanremo e a Napoli. La Clerici aveva annunciato la rivoluzione, ma in pochi ci saremmo potuti aspettare che il format sarebbe stato snaturato fino a questo punto: bambini in piedi su un podio nell’attesa di essere sfidati, una giuria composta da Massimiliano Pani (“il figlio di Mina”), la soprano Cecilia Gasdia e l’elemento di nazionalpopolare garantito da Pupo.

La maggiore novità in questo senso è garantita proprio dalla giuria, che quest’anno assegna dei voti ai bambini in gara. Tutti buoni visto che sono bambini? Nemmeno a parlarne: Pani non si è fatto problemi nell’assegnare un cinque a una bambina che ha cantato Quando l’amore diventa poesia, paragonandola a un cantante di 65 anni. Fischi e buu in studio, ma lo stesso Pani ha precisato che lui ha valutato la performance e non la “bimbina”, che per la cronaca era sul punto di piangere. Chissà cosa avrà da dire il Moige circa questa virata del programma nella direzione del talent show, più X Factor che Amici.

Per non parlare della scenografia che neanche troppo celatamente ricorda X Factor, passato a miglior vita su Sky. E’ come se Raiuno avesse tentato un’elaborazione del lutto facendo rivivere in uno dei suoi figli più affidabili il suo figliol prodigo, con la differenza che quest’ultimo probabilmente non farà mai più ritorno a casa. Oppure è un modo per legittimare la triste pratica della clonazione: Io canto ha copiato Ti lascio una canzone, quindi che problema c’è se quest’ultimo si ispira a un programma assente dalla tv in chiaro.

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Ma la rivoluzione ha un suo prezzo: la tv del sabato sera ha il dovere di regalare ai telespettatori tre ore di amnesia dalle tensioni della settimana, regalando loro un’atsmofera di goliardia e divertimento, senza dimenticare i bambini stessi. Trasferendo il filone della tensione settimanale in un programma del sabato sera, questo programma sembra proporre dei bambini in perenne castigo, si ha l’impressione di respirare un’aria di continua inquietudine. Sarebbe più umano trasformare TLUC  in un talent per teenager. Non pare certo questa la ricetta per battere Maria De Filippi.

About Marcello Filograsso

Studia Giornalismo all'Università degli Studi di Bari e ha esperienza come blogger e addetto stampa di un giovane politico della sua città. Il suo primo amore è la televisione, soprattutto per le serie tv americane come le sitcom "Will & Grace", "Modern Family" e "Tutto in famiglia". Ha la passione per il canto - che sfoga solo al karaoke - e segue con molto interesse i talent show come "X Factor", da quest'anno su Sky. Ama leggere quotidiani, settimanali e libri che parlano di televisione. Il suo modello di critico televisivo è Aldo Grasso. Il suo ambizioso sogno è condurre il Festival di Sanremo.

One Comment

  1. Dany

    settembre 9, 2012 at 22:34

    Finalmente qualcuno se ne è accorto, non è più uno spettacolo di bambini. E’ inammissibile vedere tutti questi bimbi in spasmodica attesa dei giudizi, ricordo che l’anno scorso vidi una bimba che si faceva il segno della croce quando attendeva il nome del vincitore. Bruttissima trasmissione, da eliminare decisamente. I BAMBINI NON SI DEVONO STRUMENTALIZZARE.

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