“Cut” al posto di “Parliamone in famiglia”. L’ultimo chiodo nella bara di Raidue?

By on ottobre 21, 2012

text-align: justify”>Credo che possa essere messo agli atti: Raidue è agonizzante. Nel palinsesto è presente un’unica e significativa novità “Pechino Express” (dai numeri discreti ma non certo ottimi), poi è tutto un andirivieni di cancellazioni, spostamenti e repliche. “L’isola dei famosi” non parte, il sabato pomeriggio viene continuamente rimodulato (addio a “Catastrofi” e “Beauty and me”), Santoro è bello che andato, “The voice” brancola nel buio, si prepara un quiz che lo scorso anno, su Raiuno, era stato fallimentare e la Bianchetti e il suo “Parliamone in famiglia” saltano per aria.

Il contenitore pomeridiano della seconda rete si prepara infatti alla sua ultima settimana di vita. Venerdì 26 la Bianchetti saluterà tutti i suoi spettatori (potrebbe farlo uno per uno visto che sono molto pochi, meno del 5% di share).

Raidue allora corre ai ripari e, se in un primo momento si ipotizzava il ritorno di “Sereno Variabile”, oggi, secondo alcune indiscrezioni riportate da “Il Giornale”, a prendere il posto di “Parliamone in famiglia” sarebbe “Cut”. Interessante, penserete, cosa si nasconde dietro questo nome accattivante? Semplicemente un bel montaggio di programmi d’annata. Un po’ Techetè, un po’ DaDaDa, un po’ Blob, “Cut” sarebbe un collage di diversi spezzoni di altri programmi tv. Qualcosa di molto simile a quello che si vede da anni su Raiuno o Rete 4. E’ questa sarebbe l’alternativa della Dirigenza Rai per risollevare gli ascolti?

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Ammettiamo pure di voler acchiappare il target dei nostalgici e degli anziani (già palesemente soddisfatti con Uomini e Donne della terza età e la programmazione di Raiuno), come può “Cut” fare meglio di un programma che, in fin dei conti, andava comunque in diretta e prevedeva una costruzione e un lavoro aurorale? Che Raidue si stia arrendendo?

About Simone Rausi

Quando nacque a Catania nel 1986, Pippo Baudo urlò “Fantastico!”. Già, la settima edizione era in onda su Raiuno in quel momento. Ha divorato decenni di fiction e programmi tv prima di laurearsi in Scienze della comunicazione. Ha fatto lo speaker, il giornalista, il blogger e attualmente è copywriter presso un’agenzia di pubblicità (ma sua nonna dice in giro che fa il copriwater). Ha scritto un romanzo sui carciofi ma non ne mangia uno da anni. Lo trovate su tutti i social network del mondo… o davanti qualche schermo.

One Comment

  1. Rossella

    ottobre 21, 2012 at 14:37

    Penso che questa sia una trovata davvero geniale!!!
    Guardiamo al successo delle Teche e piantiamola di pensare che questa sia televisione per nostalgici del bianco e nero – manco se noi vivessimo in un’epoca a colori: ma fateci il piacere! – La mia generazione ha potuto conoscere il meglio della televisione di ieri proprio grazie agli omini di “Scanzonatissima” e ai contenitori che usando lo stesso espediente illuminavano generazioni di bambini che inconsapevolmente si affacciavano alla finestra del digitale passando per un corridoio fatto di stagioni ancora da decriptare. Abbiamo avuto tanta bella televisione ; potremmo capare di rendita per anni. Penso che la televisione abbia il dovere di formare lo spettatore… non ci dobbiamo più accontentare di quello che passa il Convento e per maturare questo senso critico dobbiamo acquisire elementi e imparare a gestire il telecomando senza farci influenzare dalle mode televisive. W la Preistoria della televisione… la rottamazione non include questi pezzi di storia della compagnia del sorriso!

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