Franco Fiorito, il Re di Anagni in tv. Le associazioni e i cittadini del territorio dicono basta

By on ottobre 7, 2012
Franco Fiorito taglio del nastro quando era sindaco

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FRANCO FIORITO e la sua città, Anagni, perla di bellezza storica nel cuore della Ciociaria. Un legame a quanto pare indissolubile, quello dell’ex capogruppo del Pdl,  attualmente in carcere con l’accusa di peculato, e la sua città natale, la cui popolazione ha contribuito al salto di qualità che da sindaco lo ha portato dritto dritto a ricoprire incarichi ben più prestigiosi presso la Regione Lazio, ora epicentro inconfutabile dell’antipolitica, quella dedita a sprechi e nefandezze. Se Fiorito ha abusato della tv in maniera compulsiva, prima di essere rinchiuso nel carcere di Regina Coeli, ora la tv sta letteralmente abusando di Franco Fiorito e soprattutto del suo entourage, la città di Anagni, appunto con collegamenti quotidiani con il centro della cittadina ciociara e interviste a probabili (e improbabili personaggi) tra La vita in Diretta e Pomeriggio Cinque.

FRANCO FIORITO RE DI ANAGNI. La goccia che ha fatto traboccare il vaso in quel di Anagni (non solo la città di Fiorito ma anche la città di adozione della scrivente medesima) è stato il servizio del 5 ottobre di Servizio Pubblico in cui Francesca Fagnani se ne è andata in giro per la città a intervistare le persone che incontrava. Risultato: Fiorito è risultato il Re di questo feudo fatto di vassalli e valvassori, una sorta di Dio incontrastato i cui sudditi, piegati al suo volere, continuano a difendere ad oltranza questo Re Sole ciociaro definendolo “una brava persona” che si è semplicemente fatto rovinare dal sistema. Ma è veramente così? E’ veramente questa la voce dei cittadini della città dei papi oppure il dietro le quinte cela qualcosa di inespresso?

anagni-citta-fiorito

E’ probabilmente figlio dei nostri tempi il pensare che ciò che non avviene davanti la tv, in verità non esista, non abbia ragion d’essere, non abbia quella concretezza reale tipica dei fatti della vita. E così è accaduto davanti alla protesta di moltissimi cittadini di Anagni che guardando la tv in questi giorni non si sono riconosciuti in quel fiume di interviste fatte a personaggi che osannano in maniera indiscutibile l’operato di Franco Fiorito, che ha cambiato in maniera inequivocabile la politica del paese in cui nel 2001 è stato eletto sindaco contro ogni pronostico degli “esperti di politica” locali. Addirittura sono state molte le interviste di persone che si discostavano dall’operato di Fiorito e dalla sua figura, ma quelle interviste, guarda caso, non sono state mandate in onda. Addirittura i commenti di molti cittadini sulla bacheca ufficiale proprio di Servizio Pubblico, pare siano stati rimossi per lasciare soltanto commenti denigratori nei confronti della realtà anagnina tout court, come se ci fosse un piano strumentale, che all’unisono volesse riconoscere tutti i mali italiani nel microcosmo della città del frusinate.

Ebbene, le associazioni che operano da tempo sul territorio anagnino hanno voluto mettere in risalto un chiaro disconoscimento dell’immagine che sta venendo fuori dell’Anagni di Franco Fiorito, parlando della loro Anagni e restituendole  “un’ immagine diversa  da quella che i vergognosi e tristi fatti di cronaca di questi giorni, hanno trasmesso in Italia e all’estero, promuovendo una campagna di informazione che parli della realtà sana di Anagni, che diffonda la conoscenza di una  città privilegiata da uno straordinario patrimonio storico e culturale, da una tradizione di centro di Studi per l’ intero territorio e i cui abitanti, nella loro maggioranza, esprimono ancora capacità professionali, talenti imprenditoriali  e impegno civile, anche se, quanto sta accadendo esige da parte di molti elettori anagnini e dell’ intera provincia una forte assunzione di responsabilità”.

Un grido accorato quello delle associazioni del territorio, che intendono mettere in risalto un’Anagni fatta anche di cittadini consapevoli, “molti di più di quelli che affollano i bar alle 3 di pomeriggio per giocare a carte” come hanno replicato in molti, e proprio attraverso questa voce vuole arrivare un messaggio diverso che rifiuta “con fermezza e convinzione il tentativo di appiattire e schiacciare un’ intera città su una vicenda di nefandezze e volgarità, etichettando tutti i cittadini, con il superficiale, sciocco stereotipo di “ciociari “  zotici e furbastri”. Quindi questa gran parte della popolazione, e la scrivente stessa, non ci stanno ad essere etichettati come sudditi di un feudo con a capo Franco Fiorito proprio per quello che è stato ( e continua ad essere) ma a cui abbiamo provato (e riproveremo) in ogni occasione a dire no.

About Alessia Onorati

E' laureata in Lettere indirizzo Discipline dello Spettacolo con una tesi sul metalinguaggio nel cinema documentario. Sin dalla tenera età amante della scrittura, è approdata al mondo del giornalismo con uno stage post universitario in un giornale locale della sua zona di residenza per poi iniziare varie collaborazioni da free lance con mensili di spettacolo e siti web. Appassionata di letteratura, viaggi, teatro e cinema, non può fare a meno della tv e soprattutto adora i programmi gialli e horror, nonché di mistero e approfondimento culturale "di qualità".

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